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domenica 22 gennaio 2023

Impossibile ?

Colazione a letto by Claudio 

Finite le feste 🌟✨ il nuovo inizio incombe. Quanti buoni propositi, quanti progetti. Una vita non mi basta. Devo lavorare💾🖱️🖨️⌨️💻🖥️ di più e meglio, seguire 'le mie cose'💒🏢🏗️🏬🏚️, dedicarmi a mamma 🧑‍🦳, ai ragazzi, a Claudio; stare a dieta, fare moto, andare a camminare, andare in palestra,


fare yoga, imparare yoga Nauli, meditare, leggere,





📝📖📚📒📕📋 scrivere, fare  posturale, viaggiare🌍🎢🗻🏰🌇🛣️ di più, andare al 👙🩱👒mare,



usare meno il telefono📱📱📱📱☎️☎️📞, frequentare di più le mie amiche del cuore 💓 e Iva. 

Quante energie ci vogliono per fare tutto quanto, quanto impegno ma sono carica e pronta a provare.

In treno

Cielo alberi nuvole

silos casa campagna

mucche al pascolo

Un paese

Tralicci fili

in rapido sfondo

dal finestrino opaco 

In primo piano

il sedile curvo in finta pelle 

e lei e lui 

cellulari cuffiette gambe incrociate minigonna zainetto occhi in aria 

Lo so che lo sa 

Disapprovo

Ha ferito

Punto il dito 

ma non basta 

Stop

Tiro il grilletto della memoria 

e mollo 

vado via
































venerdì 20 gennaio 2023

Ancora in cucina

Non con la frequenza che avevo durante il lockdown ma anche adesso, talvolta, mi diletto in cucina.













Di recente ho preparato un bel poke hawaiano a modo mio, con 🥑 avocado, 🍚, ceci, pesce 🐟 spada, salmone, pomodorini gialli e noci; una cheesecake ai frutti di bosco con decoro di cioccolatini fatti da me con cioccolato 🍫 bianco e succo di frutti; risotto con porcini, salsiccia e vino rosso;  per finire cestini di parmigiano ripieni di gnocchetti ai quattro formaggi.

È sempre un piacere stare ai fornelli, programmare una cena o un pranzo per chi si ama, fare le spesa, preparare le pietanze, consumarle insieme con l'accompagnamento di un bicchiere di 🍷 vino. Questa sera, ad esempio, ho avuto ospiti a casa 🏡 le mie amiche. Abbiamo mangiato di gusto, bevuto, chiacchierato e infine giocato a burraco. 

giovedì 19 gennaio 2023

Vacanze di Natale 2022

Da tanto non facevamo una bella vacanza di famiglia, da prima del covid e del lockdown.

Ma quest'anno ce l'abbiamo fatta. Tutti e cinque insieme, in pausa da lavoro e studi, siamo tornati a viaggiare, siamo tornati sulla neve, finalmente a sciare 🎿.

Abbiamo scelto le Dolomiti, il Trentino e Marilleva dove siamo andati spesso con in bambini piccoli nel villaggio Valtur.

Abbiamo scelto, nostalgici,  la stessa struttura, adesso marchio Th. Abbiamo rispolverato con la memoria bei momenti, lontani. Ma soprattutto abbiamo sciato tutti e cinque insieme, ognuno coi suoi tempi e le due abilità. Ci siamo divertiti, cercati e ritrovati, amati e coccolati. Abbiamo mangiato cose buone e ci siamo rilassati a fine giornata in sauna o in piscina. 

Insomma è stato bellissimo.

Alla prossima vacanza di famiglia, speriamo presto 🥰😍🤩















Laurea

L'emozione più bella, più forte dell'anno, me l'ha regalata mio figlio primogenito Pietro: una laurea magistrale a pieni voti e a tempo di record  in ingegneria gestionale. 

Pietro si è laureato presso la prestigiosa università degli studi di Napoli intitolata a Federico II.

È stata una grande soddisfazione, una gioia intensa forse superiore a quella provata trenta anni prima per la mia laurea a Roma all'università statale La Sapienza. 

I candidati erano dieci. L'aula magna era piena di parenti e amici, i professori erano severi, seri e composti. Pietro è stato quasi l'ultimo a discutere. È stato brillante e alla fine anche ironico. 

Mi è sembrato bello e perfetto. Cuore 💓 di mamma! Ogni scarrafone...

Aveva su un abito di lana blu fatto su misura dal sarto di mio marito Claudio, idem per la camicia candida con iniziali di famiglia, P3, scarpe artigianali, cravatta sul rosso della nota cravatteria napoletana  Marinella e cintura nera di Ferragamo.

La tesi, da me letta e riletta, verteva sulla supply chain della milionaria società napoletana Nuova Meccanica Navale.

Dopo la camera di consiglio c'è stata la proclamazione dei giovani dieci ingegneri, Pietro il più giovane.

Dopo tante foto di rito siamo scesi dabbasso, all'esterno e abbiamo stappato una bottiglia grande di champagne 🍾🥂 e mangiato qualche pasticcino in attesa del professore relatore. Abbiamo brindato anche con lui e poi siamo tornati a casa. Cambio d'abito e via a ristorante per festeggiare con familiari e amici mangiando e ballando. 

Auguri auguri auguri a Pietro che è già volato via verso nuove avventure.










mercoledì 11 gennaio 2023

Littering

 



VENAFRO Rifiuti abbandonati nelle campagne

 

A Venafro non basta il grande inquinamento dell’aria causato da esalazioni tossiche e l’odore quasi costante di plastica bruciata. C’è anche il littering, che in generale è la pratica dell’abbandono dei rifiuti in spazi pubblici come strade, spiagge e boschi, non solo piccoli rifiuti come un chewig-gum, una cicca di sigaretta, una lattina o un depliant ma anche intere buste di immondizia.

Sono solita andare a passeggio a piedi verso il San Bartolomeo, attraversare la campagna e tornare dalla parte del Campo Sportivo, in via Pedemontana, e da tempo noto che il fenomeno è in crescita, forse da quando c’è la raccolta differenziata. Lungo il ciglio della strada e nel fossato vedo di tutto: cartoni, copertoni, bottiglie, cocci, lattine, interi sacchi neri di spazzatura che spesso e volentieri sono presi d’assalto da cani e gatti randagi che aprono e spargono il contenuto peggiorando la situazione.

Mi sono spesso chiesta chi getta i rifiuti in campagna deturpando il paesaggio e compiendo un gesto tanto incivile. Forse persone che non pagano la tassa sui rifiuti, che non hanno regolare residenza, che non vogliono fare la differenziata.


La curiosità non è solo mia. Infatti ho letto che è stato condotto uno studio sociale per tracciare il profilo degli “zozzoni” da Aica – Associazione Culturale per la Comunicazione Ambientale con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, del Consorzio Nazionale imballaggi e di sei consorzi di filiera, insieme al Dipartimento di Culture, politica e società dell’Università degli studi di Torino. L’indagine sul fenomeno è stata rivolta a individuare i luoghi più minacciati, a tracciare una sorta di identikit del litterer, cioè di chi getta i rifiuti in posti non adeguati e una mappa delle motivazioni.

Ad ogni modo il fenomeno comunica senso di degrado e insicurezza e suggerisce mancanza di fiducia nei confronti delle istituzioni
cittadine che non sempre riescono a contrastarlo o a porvi sollecito riparo. Occorrerebbero delle telecamere ma in aperta campagna è difficile allocarle e alimentarle.

Sembra che chiunque, non visto, possa trasformarsi in un litterer, indipendentemente dall’età, dal genere, dalla professione, dalla provenienza sociale e dall’opinione in merito sul fenomeno. Se uno ha un rifiuto tra le mani e non adocchia subito un cestino per gettarlo può abbandonarlo a terra, in determinate circostanze e non in altre. Un terzo delle persone in possesso di un potenziale rifiuto si può trasformare in un litterer. Pare che lo facciano più le persone adulte, ultracinquantenni, che i ragazzi e più i maschi rispetto alle donne.

Il fenomeno è più diffuso nelle periferie, nelle scuole e nelle università, meno negli ambienti a prevalenza naturale.


Ad ogni modo, anche se il fenomeno è assai diffuso ad ogni livello, non è meno riprovevole ed è un’ulteriore motivo di dispiacere per i venafrani oltre all’inquinamento ambientale, alla carenza di strutture, alla chiusura graduale di molte attività commerciali private.

domenica 8 gennaio 2023

Torino

L'ultima visita che abbiamo fatto a Torino è quella del Museo Egizio, un museo importantissimo e ricco di reperti egiziani antichissimi,  secondo solo a quello del Cairo (Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo. Wikipedia). Ho avuto l'occasione e la fortuna di visitare sia il Museo Archeologico del Cairo nel 1997 che il British Museum e la National Gallery a Londra negli anni 2000 e posso dire che effettivamente il museo di Torino è notevole e ricchissimo di reperti egizi. Contrariamente a quanto accaduto per altri paesi e altre collezioni artistiche e storiche, la gran parte dei reperti esposti nel Museo  è stata acquistata e non rubata, non depredata. I resti sono stati ritrovati grazie a spedizioni organizzate da egittologi appassionati guidati soprattutto da Ernesto Schiapparelli (E. S. laureatosi in lettere, perfezionò poi i suoi studi sotto la guida del grande egittologo Gaston Maspero presso la École pratique des hautes études della Sorbona di Parigi. Fu direttore della Sezione Egizia del Museo archeologico nazionale di Firenze dal 1881 al 1893. Dal 1894 e fino alla morte diresse invece il Museo egizio di Torino. Fonte Wikipedia).  Il museo egizio è ospitato all'interno di un palazzo storico al centro della città  e le esposizioni sono disposte su tre piani. Si comincia la visita dall'alto fino a scendere al piano terra dove sono esposte le opere più maestose. Sarcofagi, statuette votive, steli e altro fanno bella mostra di sé lasciando riflettere sulla straordinarietà di questa civiltà antica così progredita e raffinata. 









Al termine della visita, altra incursione culinaria nelle specialità locali,tartare di fassona, brasato al barolo, dolci al gianduia.
Lasciata Torino, in mattino successivo, abbiamo preso la rotta di casa ma... arrivati in prossimità di Bologna, come far finta di nulla e tirare dritto!? Impossibile, parte del nostro cuore ❤️ è là.
Timidamente ho prospettato l'idea di una sosta a Claudio per fare una visita, seppur breve,  a Claudio Maria, il più piccolo della nidiata. Ma come si sa, tutti i santi finiscono in gloria, nel nostro caso, tutti i bei momenti di vita culminano a tavola🥘, in questo caso in un ristorantino del Pratello, proprio sotto casa 🏡 di Claudietto. Lasagne, tortellini, zuppa inglese, caffé, baci e abbracci e via, noi finalmente verso casa e lui ancora a studiare per costruire il suo futuro.

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...