LIFE STYLE BENESSEREBELLESSERE AVVOCATOAMICO VIAGGI CUCINA MAMMA+FIGLI SCRITTURA LIBRIITALIAN STYLE

giovedì 30 maggio 2013

Pubblico di seguito alcune delle mie poesie edite in GENTE DEL SUD, pubblicato circa un anno fa per i tipi di Edizioni Eva DEDICA Elegie al sud, dedicate alla gente e alle terre del sud, al mio sud e al profondo sud, più a sud del nostro A chi è nato nel posto sbagliato a chi vive la sete e la fame, il deserto e la siesta, la samba e la festa, il caldo e l’allegria, il lavoro non trovato, lo tsunami mai annunciato e la sempiterna estate Alle terre infestate da mafia e camorra, alle terre fertili di arance e pomodori, di capperi ed allori, di tabacco e olive, offese da discariche abusive Alla gente all’antica di tradizioni e sentimenti a causa di progressi lenti e di economie bloccate A chi parte e va dall’altra parte del mondo per cercare il futuro senza perdere l’identità

venerdì 24 maggio 2013

CHE TEMPO!

Ero bella e pronta per un week end al mare coi miei pupi, mentre qui a Venafro impazzano le ultime ore di campagna elettorale, che si è abbattuta sull'Italia centrale l'ennesima perturbazione fuori stagione che ha "turbato" i miei piani. E' fresco, c'è vento, minaccia pioggia. Vabbè, me ne farò una ragione. Il week end sarà di riposo casalingo!

AFORISMI

E' meglio essere ottimisti ed avere torto, piuttosto che essere pessimisti ed aver ragione. A. Einstein Peccato che io non sempre riesca...

mercoledì 22 maggio 2013

CASTELLO E MUSEO

A Venafro, nel Castello Pandone, splendido maniero del X secolo, di per sè pregevole per fattura, importanza storica e restauro, è stato di recente aperto Il Museo Nazionale, unico in Molise. Il Museo occupa il secondo piano del Castello e ospita opere pittoriche molisane o napoletane, qualche pregevole scultura, un bassorilievo in alabastro di antica fattura inglese, bozzetti e studi di disegno. L'ho visitato fugacemente domenica. Penso che vi ritornerò con maggior calma, per approfittare delle visite guidate da ragazzi, maestri di storia dell'arte. Durante la visita, mi sono sentita fiera, orgogliosa di abitare a Venafro. Il nostro sembra un paese così piccolo e modesto, posto a confine di una regione anch'essa piccola e poco nota, invece qui da noi vi sono opere d'arte e non solo degne di nota. Il Castello stesso, oltre alla notivà di ospitare un museo, è meraviglioso, per posizione e stato di conservazione e naturalmente per la collezione degli affreschi con cavalli di Enrico Pandone che decorano quasi tutto il primo piano; le stradine, il centro storico, il Verlasce, che spero passano recuperare per intero presto, i resti del teatro, il Museo di Santa Chiara, la Chiesa dell'Annunziata, ... Tutto mi sembra bello e degno di nota. Spero si possano valorizzare queste bellezze, spero che il nostro patrimonio artistico possa essere conosciuto e visitato da un pubblico più vasto e variegato possibile. I cittadini stessi e i politici devono farsene carico.

venerdì 17 maggio 2013

Caos e magia

La vita è caos e magia. Andiamo avanti cercando di dominarne, di determinarne gli eventi, finchè possibile. In realtà, molte cose ci sfuggono, non dipendono da noi incontri, incidenti, problemi di salute. Abbiamo tanto bisogno degli altri, di non essere soli, di condividere la strada con amori, amici, familiari e ci usiamo gl'un'altri, il più delle volte senza rendercene conto.

GIUDITTA DI CRISTINZI: Il patatrac

GIUDITTA DI CRISTINZI: Il patatrac: La sinistra italiana è uscita distrutta dalle elezioni politiche del 25 e 26 febbraio. Ideologicamente distrutta.Complici sondaggi imperfett...

martedì 14 maggio 2013

Proverbio orientale

Non si può parlare del mare ad una rana chiusa nello stagno!

Hitler come Berlu?

Venerdì, sul volo mattutino Napoli-Londra, ho letto un interessante articolo di Marco Cicala, pubblicato su Venerdì di La Repubblica. Cicala rileggeva e commentava la biografia del Führer, redatta dallo storico Ludolf Herbert e cercava di comprendere ed indagare le ragioni del magnetismo del dittatore, che si macchiò di ineguagliate efferatezze, ma che riuscì al travolgere, coinvolgere e convincere grandi folle. Pare che il suo carisma fosse stato coltivato con i meccanismi della politica spettacolo, che avesse studiato teatro e pubblicità, favole e miti, riuscendo a cogliere le arti della messa in scena, a vendersi nel mercato politico, a romanzare se stesso, ad organizzare la propria ars oratoria su una compatta immagine del nemico, di aver usato la propaganda politica con le tecniche della pubblicità americana. Letto ciò, mi è venuto subito a mente, ovviamente solo in ordine alla capacita di propaganda e convinzione delle masse, un parallelo col nostro super B.. Anche lui ha studiato teatro, pare che abbia fatto, in età giovanile, spettacoli di intrattenimento sulle navi da crociera, conosce le tecniche del vendere, del propinare alla gente, di fare pubblicità, parla con immagini suggestive, addita al nemico, fa sembrare vivo e presente il pericolo del comunismo, della ideologia di sinistra da sconfiggere votando e rivotando lui. L'idea di queste affinità può apparire peregrina, ma a me è venuta. Certo è che attirare folle, attrarre consensi, parlare bene, persuadere, convincere è dote naturale, ma anche frutto di studi e tattiche che i leaders politici vincenti cercano di attuare.

lunedì 13 maggio 2013

Il patatrac

La sinistra italiana è uscita distrutta dalle elezioni politiche del 25 e 26 febbraio. Ideologicamente distrutta.Complici sondaggi imperfetti, speravano di vincere, di sbancare il banco. Invece no. Per un pugno di voti. Agglomerato informe di più anime, ecologisti, ex comunisti, cattolici, socialisti, popolari, si è ritrovata gigante amorfo e acefalo. Il buon capo Bersani ne è uscito, poverino, personaggio da barzelletta, da mera satira, da battuta proverbiale. Povero giaguaro smacchiato dalla "macchia" che intendeva sciogliere. Incaricato dal Presidente Napolitano, ha iniziato un giro di valzer di consultazioni, mai così abbondanti e, forse, pleonastiche, fino a giungere all'incontro in streaming con i 5S, sui quali è sbattuto, rimbalzato. Li ha inseguiti, invitati, corteggiati. Le ha tentate tutte per fare un governo con i grillini, novelli detentori di un quarto della rappresentanza del bel Paese. Ma non vi è riuscito. Con i felini Bersani non è fortunato: smacchiare il giaguaro, missione fallita; inseguire la pantera, chiamiamoli così, missione fallita. Provi, il povero Bersa a consolarsi a casa, in quel di Piacenza, con un gattino di peluche e una birretta! Ma il comportamento della sinistra, semplificando, PD e Sel, è stato schizofrenico. Perchè, dopo aver inseguito per circa cinquanta giorni il M5S, arrivato al secondo ostacolo da superare, con tempistica scandita da scadenze istituzionali, ovvero alla elezione del Presidente della Repubblica, ha cambiato completamente registro. M5S ha dato un nome forte e chiaro. Rompendo il patto preelettorale, Sel ha abbandonato il PD al suo difficile destino e ha abbracciato la candidatura, pure illustre di Rodotà, dimenticando che "pacta sunt servanda", come dicevano i latini. quindi, il PD, abbandonata la sponda sinistra del fiume, vira a destra. Offre la candidatura di Marini, non approda; vira a sinistra' sceglie Prodi e si incaglia, naufraga. Va a piangere al porto i suoi morti e Napolitano, presidente padre, accoglie il figliuol prodigo e si immola, immola la sua meritata pensione, il conquistato riposo all'estremo tentativo di soluzione che soluzione non è, ma compromesso ed inutile escamotage per sbucare da qualche parte. Ed è giusto e normale che sia così. Perche la schizofrenia non porta da nessuna parte.
Bella giornata di sole. Maggio è magnifico.
Succedono strane cose nella vita. Il nostro destino è insondabile. Nonostante tanta forza, tante scelte, tanta lucidità alcune cose ci si impongono e sono imprevedibili.

martedì 16 aprile 2013

TSUNAMI, TERREMOTI, BOMBE. DISASTRI: UOMO O NATURA?

Riporto di seguito un articolo molto interessante. Si tratta di cose sulle quali è bene riflettere tutti: " TERREMOTI TSUNAMI E NUCLEARE COLPA DELL'ATOMICA O...DI HAARP ? Renzo Gabriel e Pepi Katona Spunta l’ipotesi dello tsunami come effetto di una causa umana. Un esperimento atomico? Un’arma segreta? Sembra che in quei giorni nella zona di oceano nel quale si è scatenato il maremoto assassino fossero in corso manovre navali segrete dell’India. L’India è un Paese atomico. C’è chi parla di una connessione, lontana nello spazio e nel tempo ma vicina dal punto di vista della delicata geologia delle faglie, con gli esperimenti nucleari francesi di Mururoa. Chi sospetta del sistema d’arma Haarp. Alcuni parlano di un incidente, di conseguenze inattese, di un giocattolo sfuggito dalle mani di chi lo maneggiava. Per avere un quadro completo proviamo a analizzare scientificamente le certezze che conosciamo e le ipotesi che stanno affiorando in queste ore. Certezze Il 23 settembre 1969, la Cina fece esplodere una bomba termonucleare sotterranea in un poligono nella parte occidentale del Paese. Il 28 settembre, un terremoto colpì lo stato di Vittoria, nell'Australia sud-orientale. Le scosse furono accompagnate da una serie di boati e da apparizioni di luci verdi nel cielo. Il 28 e 30 maggio 1970 vi furono test nucleari, e il 31 maggio la città di Chimbote, in Perù, fu devastata da un terremoto che uccise 60.000 persone. Il 27 luglio 1976, gli Usa fecero esplodere una carica da 20-150 chilotoni nel sottosuolo del Nevada. Il giorno seguente, la città di Tang-shan (Cina) e 800.000 persone furono distrutte da un sisma che fu valutato di magnitudine 8,2 nella scala Richter. Il 13 e 15 settembre avvennero test nucleari sotterranei, il 16 settembre un terremoto (7,7 Richter) rase al suolo la città iraniana di Tabas, con 25.000 morti. Il 5 novembre 1988 la Francia realizzò nelle acque dell'atollo di Mururoa un'esplosione nucleare di 50 chilotoni. Il giorno successivo, un violento terremoto (7,6 Richter) sconvolse la provincia cinese dello Yunnan, provocando circa 600 vittime. Il 24 novembre dello stesso anno, la Francia eseguì un'identica esplosione. Un terremoto (6 Richter) colpì il Canada e gli Stati Uniti del nord-est il giorno seguente; mentre il 26 novembre ancora una volta una provincia cinese, Qin-ghai, fu scossa da un sisma. E ancora: il 4 dicembre 1988, l'Urss fece detonare una bomba nucleare di potenza stimata fra i 20 ed i 150 chilotoni in una base del circolo polare artico. Il 7 dicembre, l'Armenia fu squassata da un terremoto (6,9 Richter) che uccise 60.000 persone e lasciò mezzo milione di senzatetto. Il 22 gennaio 1989, un’esplosione sperimentale (20-150 chilotoni) fu effettuata nel Kazakistan nordorientale; il giorno successivo il terremoto nel Tagikistan sovietico fece più di 200 morti. Il 23 giugno 1992, gli americani fecero scoppiare l'ennesima bomba nucleare sotterranea; il 28 giugno, due terremoti di insolita violenza (7,4 e 6,5 Richter) colpirono il sud della California. Sono solo coincidenze fra atomiche e terremoti? Curiose coincidenze? Per molti sismologi la risposta è sicuramente sì. Riley Geary, del Caltech, afferma che i dati non rivelano un legame tra esplosioni e sismi, e per Robert-Carmichael, geologo della lowa University, l'ipotesi di un nesso causale tra bombe sotterranee e terremoti, è "una frode scientifica, paragonabile alla magia o all'astrologia". Eppure altri dati, del tutto scientifici, indicano che questo legame è molto più che una fantasia o una superstizione. Il professor Gary T. Whiteford, docente di geografia all'Università di Brunswick in Canada, ha scoperto che i terremoti con magnitudine da 6 a 6,5 Richter sono più che raddoppiati da quando hanno avuto inizio i test nucleari sotterranei. Infatti, tali sismi furono 1.164 fra il 1900 ed il 1949; sono saliti a 2.844 tra il 1950 ed il 1988. Un significativo aumento è registrato anche per i sommovimenti tellurici di magnitudine compresa tra 6,5 e 7 Richter: furono 1.110 nel periodo 1900-1949; se ne contarono 1.465 tra il 1950 ed il 1988. Tali incrementi si sono verificati in tutte le zone particolarmente sismiche del globo. Ad esempio: la percentuale di tutti i terremoti (superiori o pari a 5,8 Richter) nelle Isole Aleutine era di 3,31 nel tempo precedente gli esperimenti nucleari americani nel Nevada. Tale percentuale salì fino al valore di 12,57 nel periodo dei test. Le isole Salomone e Nuova Bretagna (Oceano Pacifico) erano sismicamente tranquille nella prima metà del nostro secolo: la percentuale dei terremoti era di 2,98. Nell'epoca delle bombe nucleari francesi a Mururoa questo valore è quasi quintuplicato: 10,08. Anche l'isola di Vanuatu ha pagato un pesante tributo alla grandeur nucleare francese. La sua percentuale di terremoti era di 3,36 nell'arco di tempo 1900-1949; nel periodo seguente contrassegnato dai test, tale cifra è balzata a 9,30. Nell'isola Novaia Zemlia (a Nord della Siberia) non avvennero mai violenti terremoti nel primo cinquantennio del secolo; da quando vi fu costruita una base per esperimenti nucleari sovietici, si sono avute sei scosse telluriche di grandezza pari o superiore a 5,8 Richter. Più bombe, più sismi In una visione globale si può rilevare che, nei primi cinquanta anni di questo secolo, sono stati registrati 3.419 terremoti di magnitudine uguale o superiore a 6 Richter, con una media di 68 all'anno. Dal 1950 al 1989, i terremoti in questione sono stati 4.963, con una media di 127 all'anno: il valore è quasi raddoppiato. Il professor Whiteford ha compiuto inquietanti scoperte a proposito dei cosiddetti "terremoti assassini" (killer quakes), cioè sismi che provocano almeno 1.000 vittime. "Nel corso di 37 anni di sperimentazione nucleare, venti dei trentadue terremoti assassini, ovvero il 62,5%, avvennero lo stesso giorno o entro quattro giorni dal test". Dati allarmanti provengono anche da uno studio di due scienziati giapponesi, Shigeyoshi Matsumae e Yoshio Kato, della Tokai University di Tokyo: "Fenomeni anomali meteorologici, terremoti e la variazione dell'asse terrestre sono notevolmente correlati ai test atmosferici e sotterranei. Essi hanno causato un aumento della temperatura dell'esosfera terrestre da 100 a 150 gradi, che cresce in modo abnorme immediatamente dopo un test nucleare. Ad esempio, è stato scoperto che la temperatura assoluta salì da 70 ad 80 gradi dopo un test sovietico che fu rilevato dalla stazione d'osservazione da Uppsala, il 23 agosto 1975". Similmente, un continuo e drastico rialzo della temperatura fu osservato in occasione di una fitta serie di sei esplosioni sperimentali avvenute tra il 18 ed il 29 ottobre 1975". E concludono: "La temperatura dell'atmosfera è cambiata dai test nucleari, un cambiamento che neppure il sole potrebbe produrre. Si può facilmente immaginare quali effetti abbia tutto ciò sulle condizioni meteorologiche della terra". Altri autori riferiscono di alcuni documenti che rimarcherebbero “ la pericolosità di effettuare sperimentazioni nucleari nel suolo a profondità superiori ai 5000 metri e segnatamente in zone ad evidente rischio sismico. In particolare se posti nelle aree descritte dalla faglia sud orientale, caratterizzata da un’elevata instabilità”. L’arma Haarp (che esiste davvero) In questi anni malati di catastrofismo apocalittico e di cospirologia pesata a chili, è facile anche mettere sotto accusa l’arma elettromagnetica Haarp che genera aurore boreali, cambia il clima e scatena maremoti. L’arma Haarp (High frequency Active Auroral Research Program) sviluppata dallo scienziato statunitense Bernard J. Istlund e in contemporanea anche dall’Urss (quando esisteva) consiste in un “obice virtuale” elettromagnetico che ionizza l’aria e crea una forma di plasma nell'atmosfera, nella ionosfera e nella magnetosfera. Negli anni ’70 Usa e Urss siglarono un’intesa che imponeva la proibizione di studiare sistemi geofisici con finalità militari. La Duma di Mosca negli ultimi mesi ha ravvisato una minaccia nella continuazione degli studi statunitensi. La base di Gokona Secondo alcuni esperti russi (http://www.russianla.com/archive/j-article.php?.id=8629) il sistema Haarp è proprio all’origine dello tsunami dell’Oceano Indiano poiché – a dispetto degli accordi – si è continuato a studiare e a sperimentare l’utilizzo militare dei fortissimi campi elettromagnetici, mascherati come pura ricerca di fisica di base oppure come “dual use” civile e militare. Le emittenti di energia del piano Haarp si trovano in Norvegia (Tromsoe), Alaska (base militare di Gokona) e in Groenlandia. I dettagli sull’impianto di Gokona sono nel sito ufficiale http://www.haarp.alaska.edu, che descrive come - dopo il primo sistema di 48 antenne - sia in ultimazione un impianto di 180 antenne fornite dalla Phazar. Teoricamente, lo strumento è adeguato alla formazione di tifoni e terremoti in qualunque area del mondo, ma anche di agire sui sistemi informatici, elettronici e di comunicazione e infine di sconvolgere i pensieri umani. Le ricorrenze di fenomeni anormali sul globo ha fatto pensare che negli ultimi anni (soprattutto nel 2002) sia stata condotta una campagna di prime sperimentazioni del sistema Haarp. L’Haarp come arma climatica Il sito di informazione Nuovi Mondi Media riporta in un articolo dello studioso Michel Chossudovsky sul controllo climatico a scopi militari. L’esperto, il cui articolo in versione orginale è contenuto in http://globalresearch.ca/articles/CHO409F.html, attribuisce alle sperimentazioni di Haarp anche l’effetto serra: gli Stati Uniti non aderirebbero al Protocollo di Kyoto perché conoscerebbero la reale (e diversa) origine del riscaldamento del globo. L’articolo è riccamente documentato con testi originali, trattati ufficiali e fotografie. “L'aviazione americana – afferma Chossudovski - è in grado di manipolare il clima. Può addirittura provocare inondazioni, uragani, siccità e terremoti. Il Dipartimento della Difesa ha destinato elevate somme di denaro allo sviluppo e al perfezionamento di queste tecnologie. La manipolazione climatica diverrà parte della sicurezza interna e internazionale e sarà sfruttata in maniera unilaterale... Sarà usata a scopi difensivi e offensivi e anche come deterrente. La capacità di generare precipitazioni, nebbia e temporali e di modificare il clima, e la creazione di un clima artificiale, fanno parte di quelle tecnologie integrate che possono far aumentare la capacità statunitense, o diminuire quella degli avversari, di ottenere conoscenza, ricchezza e potere globale. (US Air Force. Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report, http://www.au.af.mil/au/2025/ )”. L'analisi del ricercatore descrive anche le aziende coinvolte nel programma di ricerca e sviluppo. I catastrofisti e i cospirologi hanno visto l’arma Haarp all’origine dell’impazzimento climatico in Paesi “nemici” degli Usa: l’alternarsi di carestie e nubifragi a Cuba o la desertificazione dell’Afganistan preventiva all’attacco militare “classico”, mentre nella Corea del Nord nel giugno 2001 si è verificata una grande siccità (è piovuto un decimo della media), siccità che ha indebolito le coltivazioni, mentre in ottobre la provincia di Kangwon (media: 20 millimetri di pioggia nel mese di ottobre) ha visto cadere 400 millimetri d’acqua in 12 ore. La legge del Congresso Stando alla proposta di legge “Space preservation act” discussa nel 2001 dal Congresso degli Stati Uniti l’ipotesi non è così remota: la proposta del parlamentare Kucinich intende vietare proprio le armi che producono terremoti, tempeste e maremoti. Il testo è diponibile in http://www.fas.org/sgp/congress/2001/hr2977.html e all’articolo 7, comma III, si può leggere fra le armi da bandire ogni sistema “directing a source of energy (including molecular or atomic energy, subatomic particle beams, electromagnetic radiation, plasma, or extremely low frequency (ELF) or ultra low frequency (ULF) energy radiation) against that object” o ancora gli “high altitude ultra llow frequency weapons systems; plasma, electromagnetic, sonic, or ultrasonic weapons” ed altri sistemi i quali possano “to damage space or natural ecosystems (such as the ionosphere and upper atmosphere) or climate, weather, and tectonic systems with the purpose of inducing damage or destruction”. I timori del Dipartimento della Difesa Tant’è che nell’aprile ’97 l’allora segretario alla Difesa, William Cohen, aveva immaginato: "Others (terrorists) are engaging even in an eco-type of terrorism whereby they can alter the climate, set off earthquakes, volcanoes remotely through the use of electromagnetic waves” (Passo riportato dal DoD News Briefing, Secretary of Defense William S. Cohen, Q&A at the Conference on Terrorism, Weapons of Mass Destruction, and U.S. Strategy, University of Georgia, Athens, Apr. 28, 1997). Ad Aceh soccorsi o occupazione? Un articolo interessante, ben documentato ma forzato nelle conclusioni è quello pubblicato dal sito indipendente di Portland della rete di Indymedia. Secondo l’articolo (che si trova in http://portland.indymedia.org/en/2004/12/307042.shtml; se ne raccomanda la lettura anche per le interessantissime fotografie aeree delle zone devastate dall’onda, con il raffronto fra prima e dopo la catastrofe), lo tsunami nell’Oceano Indiano è stato scatenato dagli Usa proprio con l’intento preciso di scardinare alcuni Paesi islamici come l’Indonesia e di occupare manu militari gli importantissimi campi petroliferi di Aceh. A conferma della sua tesi, l’articolo (davvero ricco di fotografie, documenti e link) porta il fatto che la base militare di Diego Garcia, un’isola nell’Oceano Indiano a poca distanza dall’epicentro del terremoto, non abbia subito danni dallo tsunami. Inoltre, poche ore dopo l’onda assassina già facevano rotta verso la devastazione di Aceh non i soccorsi civili statunitensi bensì la portaerei Uss Abraham Lincoln con 12 elicotteri da guerra Cobra (si veda la conferenza stampa del Pacific Command, in http://www.defenselink.mil/news/Dec2004/n12292004_2004122905.html) nonché l’Uss Bonhomme Richard con la squadra navale di sette unità e 2.100 marines, per un’annessione militare dell’area petrolifera. Il corpo di spedizione (o di soccorso) sarebbe guidato dal generale Rusty Blackman, comandante del terzo corpo di spedizione dei marines di stanza a Okinawa, già capo dei marines durante l’operazione Iraqi Freedom. Ancora le atomiche sottomarine francesi L’ipotesi di uno tsunami artificiale è avanzata anche da Lila Rajiva (giornalista di Baltimora) sul giornale Counterpunch (http://www.counterpunch.org/rajiva12302004.html), che ricorda i test atomici sottomarini condotti prima dagli Stati Uniti e poi dalla Francia. Gli esperimenti atomici condotti a Mururoa dai francesi nel 1979 (processo giudiziario contro il Governo francese numero T-219/95 R promosso da Marie-Thérèse Danielsson, Pierre Largenteau e Edwin Haoa, residenti a Tahiti, Polinesia francese) avevano provocato frane sottomarine in un atollo già fratturato dalle precedenti esplosioni, con conseguenti tsunami che avevano danneggiato anche la lontana isola di Pitcairn. Dopo aver negato ogni connessione fra la bomba atomica e l’ondata, solamente nell’85 le autorità francesi ammisero “l’incidente del 25 luglio ‘79”. Già durante la seconda guerra mondiale fu sperimentata – ricorda Counterpunch – la “bomba tsunami”. Le prove, dai modestissimi risultati, avvennero nel ’44 e nel ’45 al largo della Nuova Zelanda, a Whangaparaoa. Concludendo Tante teorie senza risposta. Tante teorie, alcune suggestive, altre semplici da smontare con semplici considerazioni conoscenze scientifiche, altre ancora con fondamenti tecnologici e scientifici. Destinate tutte a restare, per ora, senza risposta... Renzo Gabriel Bonizzi Pepi Katona "

sabato 30 marzo 2013

L'UOMO E LA FELICITA'

L'uomo e la vocazione alla felicità. L'uomo ha una sola chiamata, un solo desiderio, un solo dovere, una sola unica speranza: la propria felicità. In virtù di ciò pensa e opera, soffre o gioisce. Ed in tal senso tutto è reale, naturale, razionale. L'essere umano avrebbe potuto vivere una sorta di storia selvaggia, come una fiera qualsiasi, che si muove nella giungla della vita, che caccia i più deboli per sfamarsi, che asseconda ogni istinto, che crea il proprio habitat, che conquista territori sempre più estesi, che fa sue le donne più belle e più adatte alla procreazione e all'allevamento dei figli, ... Già, ma questo mi pare che l'ha già detto e scritto qualcunaltro. E in realtà sarebbe potuta andare esattamente così la faccenda, se non fosse dotato anche di sentimenti, di intelligenza superiore, di coscienza, di capacità di immedesimazione nell'altro e se non avesse, ogni volta, dovuto combattere battaglie con altri uomini, a volte più forti, a volte più deboli, intenti a fare esattamente le stesse cose: trovare la donna più bella, più adatta alla procreazione e all'allevamento della prole, procacciarsi le miglior cose per vivere, per soddisfare i propri desideri, le esigenze fisiche e immediate, come il cibo, la casa, il caldo o il freddo, il sesso, e poi quelle meno fisiche e più mediate come la compagnia, la socialità e il resto. Ma non è andata così, per un motivo fondamentale, che a mio parere, un parere di nichilismo etico, è questo: il doversi confrontare continuamente con l'altro, col rischio continuo di soccombere, di vincere o di morire. Allora ecco le regole, il compromesso, la rinuncia per la rinuncia altrui, il rispetto delle norme in cambio della sicurezza della propria posizione. Una grande quantità di regole sostanzialmente uguali, anche se, apparentemente, diverse per nome e origine. Morali, etiche, sociali, religiose, giuridiche. La solfa è sempre quella: non posso fare agli altri quello che non vorrei fosse fatto a me. Ma questo è tutto un altro discorso che apre la strada ad un'altra teoria correlata, quella della reciprocità prospettica e retrospettiva, teoria elaborata ai tempi dell'università che ebbi il piacere e l'ardire, rispondendo al mio solito impulso di scrivere lettere, di far conoscere al professore emerito di Filosofia del Diritto, Sergio Cotta. Ma, ripeto, è un'altra storia... Bene, tornando a bomba, la felicità. Unica meta, unico scopo, spesso avvolto nella nebbia del dubbio, delle indecisioni, delle difficoltà esistenziali, dei difficili rapporti interpersonali, meta da inseguire lungo la strada stretta tracciata dalle regole, dalle esigenze altrui, dai limiti materiali. Ma tanto vale togliere il velo, gettare la maschera ed essere più chiari, almeno con se stessi. Via tutti sempre e solo ALLA RICERCA DELLA FELICITA'!

Solo riposo...

Oggi, vigilia di Pasqua, mi concedo una giornata di riposo totale. Sprofondo nell'accidia assoluta, a letto, col mio raffreddore, il mal di schiena, la tivù, l'ipad, i giornali, l'aspirina, il sonnecchiare dolce, il leggere e lo scrivere. Al diavolo tutte le usanze, le visite da fare o da ricevere, le pastiere, le frittate, le uova di Pasqua, le convenienze sociali, ... Non me ne frega niente di tutte queste sovrastrutture posticce che ci schiavizzano nella quotidianeità della routine, cose barbose che prendono il sopravvento, dalle quali ci lasciamo spesso dominare, sciocchi inconsapevoli del tempo che vola, che passa e va senza tornare, che non va sciupato in cose non profondamente volute o necessarie.

venerdì 29 marzo 2013

Il pianto

Il pianto frutta, Futtchiagnenn, Lacrime di coccodrillo, Sangue e lacrime, Lacrime amare, Dolci lacrime, Valle di lacrime, lacrima Christi, ...

Addio Tommaso

Undici anni fa moriva Tommaso. Era venerdì santo, proprio come oggi, un venerdì santo 29 marzo, che non avrei mai più dimenticato. Eravamo in vacanza con una allegra brigata di amici, a Sharm el Sheik, in Egitto. Tommaso era il nostro mattatore, il più divertente e simpatico, quello pieno di iniziative, di voglia di fare, di uscire, divertire e divertirsi. Ma il suo cuore di cristallo all'improvviso smise di battere e andò in frantumi, alle tre di pomeriggio. Un pomeriggio caldo, africano, assurdo; proprio come Cristo, e l'accostamento non appaia blasfemo perchè non vuol esserlo affatto. Quella morte fu mors, morso, più che mai. Ci lasciò attoniti, addolorati, orfani. Forse, scioccamente, perchè eravamo in vacanza e la morte, apparsa all'improvviso, col suo tetro abito nero e la falce luccicante, ci sembrò più stonata e fuori luogo che mai. O forse perchè Tommaso era così divertente, felice e pieno di vita che la disgrazia sembrò subito ossimoro. Chissà, qualunque sia la risposta, oggi, come ogni 29 marzo a venire, un pensiero affettuoso a Tommaso, G., A. e R..
Governo sì, governo no. Questo è il pensiero dominante stasera. Cosa tirerà fuori dal cappello il presidente Napolitano che ha preso una pausa di riflessione? Quanti errori, mi verrebbe da dire! In ultimo l'impuntatura di Bersani che vuole governare assolutamente, ma mai con l'appoggio di Berlusconi; andando un po' indietro nel tempo, la frattura della sinistra e forse lo schieramento di Monti. Se Monti non avesse capeggiato il movimento Scelta Civica, forse oggi sarebbe stato di nuovo il premier incaricato; se Bersani non avesse chiuso la porta in faccia ad Ingroia e Di Pietro, escludendo IDV e Rivoluzione civile, forse la sinistra, tutta intera, compatta, avrebbe avuto una maggioranza più solida alla Camera e al Senato. E già, se... Ma si sa, la storia coi se e con i ma non si può fare. Quindi, anche se amareggiati, non resta che prendere atto della difficile situazione e aspettare che la saggezza, l'equilibrio, l'esperienza del Presidente possano portare, complice e suggestiva la notte di passione del venerdì santo, ad una soluzione per la nostra povera e meravigliosa Italia.

lunedì 11 marzo 2013

L'abito...

L'abito non fa il monaco, ... ma lo distingue!

IL BLOG CONTINUA...

Ho aperto questo blog in vista delle scorse elezioni politiche di febbraio, cui sono stata candidata alla Camera dei Deputati. Poichè amo scrivere, continuerò a farlo, sulla stessa piattaforma, già nota ai tanti che hanno voluto seguirmi. Gli argomenti però aumentano. Non più o non solo politica, ma anche diario, attualità, cultura, opinioni, modi, ...

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...