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lunedì 17 febbraio 2020

TEATRALI!

Scioltami a fatica dall'abbraccio domenicale di Morfeo, riemersa dalle brume del mattino invernale molisano, mi sono preparata per passare una giornata diversa con la mia sorellona Iva con pantalone nero, dolce vita e pelliccetta. 
Ma arrivate a Napoli, ecco che la dea Partenope Risultato immagini per dea partenopeci ha cinto in un abbraccio marino caldo 23° e snervante di traffico  selvaggio, indemoniato  e intenso. 
Non ci siamo arrese allo scoramento, ben decise a passare una bella giornata insieme come non ci capitava da anni. 
Allestimento sculture in  piazza Municipio 

Risultato immagini per sculture piazza municipio napoli lupi
WOLVES COMING 
I 100 LUPI DELL'ARTISTA CINESE LIU RUOWANG 

Scorcio da via Toledo
Iva ha 15 anni più di me, è la mia madrina di cresima, abbiamo condiviso la stessa camera per anni, da quando lei tornò a Venafro nel 1978 laureata in Medicina, fino a quando io nel 1996 convolai a nozze. Ricordo le chiacchiere serali, le confidenze notturne, le sue spippiate di sigaretta fino a notte fonda o di primo mattino, le tante gite fuori porta, i suoi doni da sorella maggiore, ... 
Belle cose. Adesso ognuna è presa da i suoi impegni lavorativi e familiari ed è raro trovarsi se non per qualche pranzo in famiglia, ma per  me lei  è sempre super, una delle mie (poche) persone speciali, la mia seconda mamma. So di poter contare su di lei sempre,  in maniera assoluta.
Comunque, lasciando da parte i massimi sistemi e tornando ai diletti che aiutano a vivere, per ieri, le avevano regalato due biglietti in poltronissima, per assistere alla Norma al Teatro San Carlo, biglietti che Iva ha voluto condividere con me che ho accettato volentieri. 
Arrivate a Napoli, abbiamo fatto una bella passeggiata distensiva lungo via Roma
Confesso che si siamo fermate un po' da Zara all'interno della splendida galleria, dove mi è piaciuto quasi tutto (ma non ho comprato nulla). 
Abbiamo poi fatto una sosta nella nota rosticceria LUISE, dove abbiamo mangiato una frittatina di maccheroni accompagnata da una bella birra fresca.
Sinceramente sono rimasta delusa: da LUISE si mangiava molto meglio prima (L.U.I.S.E. in realtà è un acronimo che significa Leccornie Uniche Italiane Specialità Estere, ma io di estero non ho visto nulla).
Abbiamo proseguito lungo via Toledo e ci siamo fermate incuriosite dinanzi a Palazzo ZEVALLOS (Il palazzo Zevallos (o anche palazzo Colonna di Stigliano o ancora palazzo Zevallos Stigliano) è un palazzo monumentale di Napoli ubicato lungo via ToledoIl palazzo ospita l'omonima galleria museale, facente parte delle gallerie d'Italia di proprietà del gruppo Intesa Sanpaolo

Portale d'ingresso
Il primo proprietario del palazzo fu appunto Giovanni Zevallos (Juan de Zevallos Nicastro, duca di Ostuni) che ne acquisì la proprietà nel 1639 dopo la fine dei lavori. Alla sua morte il palazzo passò prima al figlio Francesco e poi dopo, nel 1653, fu ceduto definitivamente ai Giovanni Vandeneynden mercante e collezionista d'arte fiammingo, nonché padre di Ferdinando, che prese a moglie una Piccolomini dopo che acquisì il titolo di marchese di Castelnuovo dal re di Spagna. ... FONTE WIKIPEDIA) che ospita sempre mostre interessanti grazie al mecenatismo moderno della banca Intesa San Paolo. Ieri c'era (e ci sarà fino al 19 aprile) una mostra su David e Caravaggio
Io sono rimasta colpita dall'immagine della morte di Marat, che si studia in storia dell'arte a scuola, quindi abbiamo deciso di salire a fare un giretto culturale. 
Le scale in marmo del meraviglioso Palazzo Zevallos Stigliano

Un delizioso puttino 


L'ingresso 

Sono rimasta un po' delusa perché la gran parte delle opere esposte erano delle copie, delle riproduzioni di scuola e studio, comunque ne è "valsa la pena". 
Abbiamo proseguito fino a Piazza Dante dove ci siamo sedute a un bar per prendere un caffè e gustare una sfogliatella (l'ho presa al pistacchio, per cambiare e assaggiare un gusto nuovo. Altro errore culinario della giornata. Pazienza!), poi siamo tornate sui nostri passi per andare a teatro. Il San Carlo (Il Teatro di San Carlo, noto semplicemente come Teatro San Carlo, è un teatro lirico di Napoli, nonché uno dei più famosi e prestigiosi al mondo. È tra i più antichi teatri d'opera chiusi in Europa e del mondo ancora attivi,] essendo stato fondato nel 1737. Può ospitare 1386 spettatori e conta un'ampia platea (22×28×23 m), cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo più un ampio palco reale, un loggione ed un palcoscenico (34×33 m).Date le sue dimensioni, struttura e antichità è stato modello per i successivi teatri d'EuropaAffacciato sull'omonima via e, lateralmente, su piazza Trieste e Trento, il teatro, in linea con le altre grandi opere architettoniche del periodo, quali le grandi regge borboniche, fu il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande capitale europea.
Fondato per volontà di Carlo di Borbone, costruito da Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale per una capienza da 3.000 posti, fu inaugurato il 4 novembre 1737, proprio in occasione del giorno dell'onomastico del re,... Fonte Wikipedia) è magnifico e cinge i fortunati ospiti in un abbraccio 
sontuoso di luci, velluti rossi e decori dorati.



Per la prima volta 
ho assistito a uno spettacolo seduta in platea, 
vicinissima al palcoscenico e all'orchestra. 
Era di scena la NORMA di Bellini, che non avevo mai visto, in un 
allestimento di Amato, Frigerio, Squarciapino. L'orchestra era diretta 
dal Maestro Ciampa e i protagonisti erano interpretati da Siri, Santafè 
e Sartori. Tra Norma e Adalgisa non avrei saputo chi delle due sia 
stata più brava....
segue 

sabato 15 febbraio 2020

CORSE PAZZE


Stanotte ho sognato una cosa stranissima. 
Eravamo in un paese fantastico dove ragazzi di 40, 50, 60 e anche 70 anni giocavano con le macchinine, le bici, le moto e finanche con i motorini "truccati" (in effetti ogni tanto, anzi spesso, i giovanotti si stancano e cambiano giocattolo). 





C'era anche il mio Claudio (ma può essere?, così serio!) che in perfetta tenuta da motociclista con gli amici Alfonso e Goffredo correva con i colori giallo-nero. 
Un team speciale! 



I nostri figli, Michelino e Claudietto, facevano da valletti e noi ragazze (!) da cheerleaaders. 

Nel sogno i centauri salivano da una stradina, sfilavano sulle note trionfanti di ROCKY e si accomodavano alla roboante griglia di partenza. 
Poi avviabano i mezzi, motori a due tempi, motori a quattro tempi, ABS, albero a camme, alesaggio, basamento, blow-by, chattering, effetto polmone, ... ho sognato tutto l'armamentario!
Pronti, partenza, via!!!
Dopo una bella, sportiva, folle, sfrenata, sgallettata corsa in salita, gli scooteristi  arrivavano trafelati e infreddoliti alla meta, brindavano, si sistemano  sul podio, si autopremiabano e pranzavano in allegria!
Si erano tanto divertiti. 
In fondo basta poco ad ogni età!
Adesso spero di sognare la rivincita!

P.S. Ma forse il sogno non è originale!

(La competizione si è tenuta in provincia di Varese: un solo pilota ha raggiunto il traguardo Si è tenuta il 17 settembre in provincia di Varese, al Ciglione della Malpensa, la bizzarra corsa per motorini truccati Red Bull Epic Rise. La gara di salita prevedeva un dislivello di 50 metri da percorrere su terreno accidentato, 100 concorrenti e 3 categorie. Un solo pilota è riuscito a tagliare il traguardo; si tratta di Gianluca Biganzoli, in sella a un Giulietta-Peripoli. Per qualificati e vincitori il premio consiste di una giornata di gare nell’area hospitality di Red Bull a Misano e nella partecipazione come ospiti alla manifestazione di motocross freestyle Red Bull X-Fighters 2018 che si terrà a Madrid. Fonte WWW.wired.it)

RECANATI-FRANCOFORTE: ANDATA E RITORNO

Un vecchio, vecchissimo abbozzo di post (2014)

Mio figlio Ale, alle scuole medie sta studiando Leopardi. Io, ieri sera, ho iniziato a leggere Goethe. Rileggendo le notizie in ordine alle loro vite, alla poetica, al pensiero, mi pare di poter tracciare un parallelo tra i due grandi autori dell'Ottocento. Certo Goethe era nato mezzo secolo prima di Leopardi ed in effetti le loro "filosofie di vita" furono diverse, ma molte cose rinviano dall'uno all'altro. Entrambi nati da famiglie ricche, patrizie, nobili; entrambi geni precoci, enfants prodiges, iniziarono a scrivere le prime poesie prestissimo, in un'età in cui i nostri figli frequentano ancora  le elemenari e saprebbero al massimo scrivere un'ode maccheronica all'eroe calcistico di turno. Goethe, come Leopardi, aveva una vasta cultura, in parte conseguita in casa, nelle ricchissime bibblioteche di famiglia, entrambi poliglotti. Il primo studiò il tedesco, il latino , il greco, il francese, l'italiano, l'inglese, l'ebraico. Il secondo, ugualmente, ...

La vita...

La vita pone in essere strane simmetrie

AFORISMI

C'è gente più cattiva che intelligente

AFORISMI

CHI È FALSO CON GLI ALTRI È FALSO CON TE

AFORISMI

Finché vivi, non  ci convinciamo mai dell'esistenza della morte.

Letture

Scauri, 20 agosto 2015

Da Dostoevskij a Diabolik tutte le mie passioni vengono con me in spiaggia.  L'estate è tempo di grandi letture.

LETTURE ESTIVE


ESTATE 2018 (RECUERO UN VECCHIO POST RIMASTO IN BOZZA IN ATTESA DI RECENSIONI CHE ORMAI NON ARRIVERANNO PIU'...)

QUEST'ESTATE, SOTTO L'OMBRELLONE HO LETTO MOLTO:
DUE LIBRI DI POESIE DI BEPPE COSTA, POETA CATANESE, DI RECENTE OSPITE A VENAFRO NELLA NOTTE DELLA POESIA, FORTUNATO EVENTO CULTURALE ORGANIZZATO DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE VENAFRANA ETCETERA,
UN LIBRO DI POESIA DELLA SUA GIOVANE COMPAGNA, STEFANIA BATTISTELLA,
DUE LIBRI DI MARCO MALVALDI PER LA SERIE I DELITTI DEL BARLUME,  EDITI DA SELLERIO, CIME TEMPESTOSE DI EMILY BRONTE, L'AMICA GENIALE DELLA MISTERIOSA ELENA FERRANTE, NESSUNO SI SALVA DA SOLO DI MARGARET MAZZANTINI, L'EPISTOLARIO DI ANAIS NIN E HENRY MILLER, STORIA DI UNA PASSIONE, GLI INNAMORAMENTI DI MARIAS.

TANTE LETTURE, TANTO DIVERSE TRA LORO.

LE POESIE DI BEPPE COSTA SONO POESIE ANTICONFORMISTE, SENZA SCHEMI DI METRICA E RIMA, IN VERSI SCIOLTI E NON POTREBBE ESSERE DIVERSAMENTE. LA FORMA E' COERENTE COI CONTENUTI. POESIE DI AMORE E DI RIVOLTA DI UN AUTORE MOLTO IMPEGNATO CULTURALMENTE DA ANNI, AMICO DI MOLTI NOMI FAMOSI DELLA POESIA E IN GENERE DELLA CULTURA ITALIANA E NON SOLO.
LA POESIA DI COSTA NON TOCCA SOLO IL CUORE. E' POESIA CHE FA PENSARE, CHE CRITICA, APOSTROFA, ATTACCA, CHE ESPRIME IL MALE DI VIVERE E I MALI DELLA SOCIETA', LA TENEREZZA, LA RABBIA, LA PROFONDA E FATICOSA UMANITA' DELL'AUTORE.
...

MAGISTRATI?

ROSANNA RAFFAELLA E IO A ROMA PER UN CORSO
Le mie amiche Raffaella e Rosanna ed io condividiamo, insieme ad altre migliaia di colleghi, la condizione di magistrati onorari, una strana singolare situazione lavorativa ed esistenziale direi. Siamo magistrati a tutti gli effetti, trattiamo quasi ogni genere di questione in campo civile e penale, emettiamo provvedimenti di ogni genere, sentenze, ordinanze e decreti, leggiamo centinaia e centinaia di carte e documenti, autorizziamo, liquidiamo, disponiamo, rigettiamo, accogliamo, ingiungiamo, dichiariamo, accertiamo, annulliamo, decidiamo, rinviamo, rimettiamo, assegniamo termini o somme, convochiamo, irroghiamo, ascoltiamo, escutiamo testi, calendarizziamo, verbalizziamo, firmiamo, mandiamo agli atti e così via, perchè questi sono i "verbi" e le attività con cui ci misuriamo ogni giorno, però...

Però, ahinoi!, siamo ibridi, metà avvocati, metà magistrati (quando mi chiedono "che lavoro fai?" non so mai che dire, avvocato, come pure sono anche se proprio per via della magistratura onoraria non esercito più, o giudice?), poco riconosciuti dall'una e dall'altra parte, figli di un dio minore (e lo scrivo apposta con la minuscola, perchè minuscoli siamo anche noi),  ermafroditi giudiziari, magistrati di serie B, esseri d'incerta natura e dubbio riconoscimento.
A noi quasi tutti danno del tu (e mi fa piacere), a noi si guarda con altro occhio, pubblico, avvocati, cancellieri, assistenti e togati.
Perchè?
Abbiamo una laurea come gli altri e abbiamo fatto un concorso pubblico (è vero, per titoli e non per esami), siamo stati nominati dal Consiglio Superiore della Magistratura, abbiamo prestato un sentito giuramento cui siamo fedeli e abbiamo tanta esperienza. Conosciamo e applichiamo la legge con imparzialità, siamo obbligati a seguire corsi di formazione e aggiornamento a nostre spese.
Eppure non abbiamo nessun inquadramento, per assurdo siamo lavoratori a nero nell'ambito della giustizia, contradictio in terminis, non siamo assunti, non abbiamo diritto alla pensione, quasi lavoriamo a cottimo, non abbiamo permessi, malattia, maternità, ferie, riposo. Nulla.
Percepiamo un'indennità a udienza e basta. Nessuna gratifica per tutti i provvedimenti che depositiamo a migliaia. Se avessi un euro per ogni atto depositato dal lontano 2002 ad oggi sarei ricca. Invece no. Se mi ammalo e non vado a lavorare, non prendo nulla, se non vado nel periodo estivo o pasquale o natalizio, non prendo nulla, se faccio 10 sentenze l'anno o 100  o 1000 non cambia nulla, ma la mia produttività è osservata speciale, come quella dei colleghi peraltro, per il rinnovo e le verifiche ordinarie, quando ho avuto problemi con i miei figli (numerose ospedalizzazioni) mi sono assetata a mie "spese". Quando è nato Claudio Maria, ad esempio, ho fatto udienza con tanto di pancia fino a martedì 18 febbraio 2003 (sì, ricordo tutto!), ho partorito domenica 23 e sono rientrata il 1° aprile con bambino lattante e badante al seguito. E' giusto tutto ciò?
In Italia, "dove si vede e dove si è ciechi", come dice un proverbio popolare, il bilancio nazionale fa acqua da tutte le parti ma si vuole "raddrizzare la campana col ginocchio", per dirla ancora con un adagio. 
Ben diversa è la situazione dei nostri cuginetti GIUDICI DI PACE, magistrati onorari come noi, con competenze diverse e inferiori a quelle di tribunale (ove noi lavoriamo), che percepiscono un'indennità diversamente composta, che credo preveda una componente mensile, una ad udienza e una a provvedimenti emessi, per un totale di "massimo" 72.000,00 euro all'anno. Salute!
A me basterebbero, mi accontenterei. Perchè questa disparità di trattamento? Di recente il guardasigilli ORLANDO ha tentato un riforma molto contestata. Come andrà a finire?

Sono fieramente italiana, ma quando penso che nel nostro paese la sanità pubblica sta per essere completamente smantellata in favore di quella privata, la scuola pubblica è stata aziendalizzata, la giustizia è lenta e si avvale di "collaboratori esterni" alla magistratura di carriera che però non paga adeguatamente, mi arrabbio perchè penso che sanità, scuola e giustizia, pubblici e ben funzinanti,  siano i capisaldi di uno stato di diritto.
LA CASSAZIONE 

MAMMA MIA

                         
                      

                         A MAMMA


Hai chiuso pensieri ed esigenze
in un muro di ostinato, 
mortificato silenzio finale 
Come se io non comprendessi tutto!
Pensieri dei miei pensieri 
Sangue del mio sangue 
Anima della mia anima 
Come farò quando non ci sarai più 
Ti cercherò invano in carne ed ossa 
e ti dovrò rinvenire 
in una foto di carta piatta 
Sublimerò il dolore 
guardando una lastra 
di marmo fredda 
E troverò tracce,  
solo tracce di te, 
di quel che è stato, 
di quello che ha permeato 
tutta la nostra esistenza,  
la mia  e  la tua, 
nelle tende candide intagliate 
della mia stanza, 
nelle lenzuola di lino 
ricamate per me,
nella tovaglia orlata finemente, 
nei mobili comprati 
per la giovane sposa, 
speranzosa e ignara, 
nei mille doni quotidiani, 
nelle ricette segrete 
annotate per me,  
nei gioielli regalati, 
nelle pellicce e  nelle borse, 
dei miei  desideri.   
O mamma, 
tutto hai assecondato!

Ti scorgerò ancora, 
solo in parvenza,
nelle case erette 
e in quelle conservate, 
nei soldi risparmiati,  
nelle mille cose stipate 
nella tua casa. 
Cercherò il calore 
del tuo abbraccio 
in un golfino di lana 
lavorato ai ferri 
con maestria.
O  mamma, che strazio 
pensare ora al distacco, 
quando dovrò rivestire il dolore 
di un dignitoso abito nero, 
quando dovrò ringraziare 
e nascondere la voragine 
che si aprirà cupa 
nel mio cuore, 
finché non ci ricongiungeremo, 
dietro una compostezza 
che non mi appartiene, 
solo per non travasare 
la mia sofferenza 
e l'angoscia della fine 
nei figli 
O mamma, dove ti troverò, 
quando avrò bisogno di parole, 
di consiglio, di aiuto,  
dove sarai? 
Nelle povere cose 
con terrena dimensione,  
nei ricordi,  
nel mio specchio,  
ove cercherò di rinvenire,  
nell'immagine riflessa,  
distorta dalle mode,  
le stesse imperfezioni,  
una linea comune,  una piega, 
un’espressione del viso,  
una ruga sulla fronte.  
Quante più cose 
avremmo potuto fare insieme, 
quanti rimpianti! 
Lo penso adesso 
che sei divenuta una statua 
di sale e silenzio.
O mamma mia, 
sempre severa, 
sempre asciutta, 
mai troppi vizi,  
“solo una cosa”, dicevi, 
apri le braccia consunte,
fammi un sorriso,  
accoglimi nella diversità 
del mio tempo e perdonami, 
ma amami, amami ancora.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

                                                                                     Venafro, 1 dicembre 2018

Concita Scarlett

Sfogliando un magazine mi sono accorta dell'incredibile somiglianza della nostra giornalista Concita Di Gregorio, editorialista de La Repubblica, già direttore dell'Unità con l'attrice americana Scarlett Johansson, musa di Woody Allen, simbolo della bellezza sensuale femminile. Venti anni in più forse, stesso grugno delizioso,incorniciato dal caschetto biondo di variabile lunghezza e volume, che a Scarlett serve per recitare parti sexy e a Concita per dire verità spinosette e di sinistra nei talk show televisivi all'italiana.
Risultato immagini per SCARLETT
 SCARLETT
Risultato immagini per CONCITA DE GREGORIO
CONCITA
Avvenenti entrambe. Bei modelli di donna.

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...