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domenica 2 febbraio 2020

L'AVVOCATO DI PAESE

Si ritiene spesso ed erroneamente che l' avvocato di provincia sia un professionista di minor valore rispetto a quello di città.
E invece no. 
Lasciatemi dire che non siamo gli Azzeccagarbugli di manzionana memoria, come l'oscuro figuro  cui Renzo Tramaglino porta i famosi capponi (anche se pure noi spesso veniamo remunerati con polli e uova, broccoli d'inverno  e zucchine d'estate, in luogo di danaro).
L'avvocato di paese non è quello dei ladri di galline appunto.
È quel professionista laureato, spesso in un ateneo prestigioso, che dopo il periodo prescritto di pratica e il difficile esame di Stato, si immette con umiltà nel mondo del lavoro e che, per forza di cose, si occupa quasi di tutto, di civile e di penale, di lavoro e di amministrativo,  di tributario e di famiglia.
È quel professionista serio che studia anche di più degli altri, per misurarsi con i problemi nei vari settori giuridici, nei più disparati campi della litigiosità umana; è colui che, se necessario, rinvia coscienziosamente ad altro collega; è il legale che accetta le sfide e si misura coi propri limiti.
Il mio esempio è mio marito Claudio, degno figlio  di papà Pierino, penalista e grande oratore.
Claudio ama la sua professione sopra ogni cosa;  a volte dice di preferirla anche a me, perché grazie al lavoro dà serenità alla famiglia. 
Da quando lo conosco non c'è mai stato giorno che non si sia  alzato e  non sia andato con entusiasmo allo studio, a studiare, a scrivere,  a prepararsi per l'udienza.
Dopo una breve pausa per pranzo,  torna alle sue amate e sudate carte, tra i suoi preparati e fedeli collaboratori, e ai suoi affezionati e soddisfatti clienti. Spesso la sera, anziché guardare la tv, mi ripete le arringhe passeggiando a grandi falcate nel soggiorno.
Questo è l'avvocato di provincia: preparazione e umanità, studio e vicinanza, specializzazione e comprensione.

CENA A DUE

Ieri sera cenetta a due a il concio,

ristorante gourmet ospitato nella torre medievale, a Venafro. 
Ambiente gradevole e ovattato, recentemente ristrutturato, musica soft, luci discrete, atmosfera scaldata dal fiamma del camino antico,
personale giovane e cortese.

Assortita la carta dei vini. Noi abbiamo preso un ORION primitivo del Salento IGT Cantina Masseria Li Veli
Nell'attesa la casa ci ha offerto una entrée con calice di prosecco e polpettine cacio  e uova, realizzate con  panettone e pecorino, servite  su una crema di ceci, con polvere di barbabietola rossa.
Per iniziare abbiamo preso un antipasto di salmone crudo in tre differenti preparazioni, da consumare da sinistra verso destra per assaporare prima il sapore più delicato e poi quelli più forti. 
Come pietanze abbiamo ordinato del baccalà in tempura, cremoso di verza e patate, con crema di ceci e del branzino cotto a bassa temperatura, con spuma alla scapece e insalatina di cavolo rosso rosso croccante.

Per concludere abbiamo condiviso un dessert semifreddo alla nocciola.

Tutto molto buono. Voglio tornarci appena possibile per assaggiare le ricette di carne non meno invitanti. 

P.S. Venafro è una piccola città, in una piccola regione, nel centro sud dell'Italia, ma le cose belle e buone non mancano e i venafrani si danno da fare come possono. 







da MOMENTI D'ESSERE


Trovo 
l'eterno 
nella tua pelle
profumata
Trovo 
ristoro e pace
Trovo 
acquiescenza 
a tutti i conflitti 
molesti
Di secolo
un quarto e più
per trovare 
la ragione 
dell'essere mio
il congiungimento 
a me 
la realizzazione 
del tutto
il trionfo
dell'Es puro
Tutto nei cieli 
dell'irreale 
e del reale 
pura 
estrema 
fortuna
Tutto 
insieme
vita 
casa
studio
fughe 
e le tre perle 
frutto
del nostro amore

 Venafro, 2 febbraio 2020






sabato 1 febbraio 2020

LE MIE TAVOLE


Tavola in giardino, tovaglia e piatti decorati con uva, petali di rose sparsi sulla tovaglia

(Corso giuridico per magistrati nelle Marche)
Ospite a Urbino in un palazzo d'epoca
Quando ho ospiti a pranzo e ho tempo e fantasia, mi piace preparare una bella tavola. Trovo che faccia parte dei doveri di accoglienza insieme a buone pietanze e giovialità. 
Ho appreso molto da mia cognata Gianna (Gianna Maria Scarabeo, architetto e moglie di mio fratello Umberto che ha un grande buon gusto), come si dispongono piatti e posate, come si sistemano bicchieri e tovaglioli e come si abbellisce una tavola con i fiori che non debbono essere nessariamente costosi o di fioraio. I conservo nel mio scanticato le ciotole con la spugna dei fiori che mi regalano, imbevo di acqua, esco in giardino e colgo quel che trovo cercando di sistemare tutto con armonia. Se gli ospiti sono di particolare riguardo faccio preparare una ciotola d'argento con bei fiori da REMO (Pompeo, Il fiorista, Via Campania, Venafro).

Ricco antipasto preparato da Iva e Bruno per festeggiare l'onomastico di mamma 2018 Roccaravindola

Pranzo natalizio Tovaglia bianca con inserti all'uncinetto realizzati da me da ragazza applicati da mamma a punto PARIGI
Attorno a una bella tavola tutto è più buono!

Tavola rotonda per Elisabetta e Maria Iorio
con tovaglia in lino bianco, rotonda, ricamata da mamma,
mani di fata, con smerlo e punto gigliuccio.

FACILE FACILE

Le tagliatelle all'uovo sono proprio buone, spesse, corpose, porose. Fanno subito domnica. Io le preparo spesso con ricette semplicissime, ma non meno appetitose. 
In autunno le ho fatte con i funghi porcini che ho fatto soffriggere in abbondante aglio e olio sufficiente a condire la pasta. Le tagliatelle vanno scolate al dente e messe a mantecare nel padellone. Si completa con tanto prezzemolo tritato per profumare e colorare.

Tagliatelle alla bolognese
Seconda variante, la classica bolognese. Olio, cipolla, carota, sedano e carne tritati. Una volta soffritti, si possono sfumare con vino bianco o rosso, secondo i gusti, altrimenti con il latte. Sembrerà una stranezza ma è il segreto di una bravissima cuoca venafrana. In ultimo, per colorare, salsa di pomodoro. Squisite con tanto parmigiano grattuggiato.
Preparazione del soffritto per la genovese

 Un'altra ricetta semplice semplice ma gustosa che ho rubato a mia suocera, ottima cuoca, è la pasta con l'amatriciana ai porcini, una variante della classica. Si fanno soffriggere olio, aglio, guanciale o pancetta, funghi porcini tagliati grossolanamente. Quando tutto è cotto si aggiunge la salsa di pomodoro. Nonna Flora usa la Mutti, io quella che ho in casa. 


Mi piace molto cucinare anche il pesce. A noi paesani dell'entroterra può sembrare complesso ma non lo è: baste seguire poche semplici regole generali. 
Qui ho preparato un risottino agli scampi. Meglio usare pesce freschissimo e non congelato, è più saporito. Se si vuole risparmiare  e se non serve qualcosa di specifico ma ci si affida al caso, basta andare a comprarlo all'ultima ora. Il pescivendolo farà volentieri uno sconto. 
Si fa soffriggere un aglio in abbondante olio, si aggiunge il pesce che va cotto pochissimo, si macchia con qualche pomodorino (io preferisco i datterini chè sono più dolci), ne calcolo circa tre a persona, si aggiunge il riso, lo si fa tostare un po', poi si sfuma col vino bianco (ma io non mi creo problemi, uso quello che ho in casa, birra o prosecco vanno bene lo stesso). Il riso va cotto lentamente, girando in continuazione (quando faccio la paella invece giro meno, deve attaccarsi un po' al fondo e fare la crosticina), aggiungendo di tanto in tanto qualche mescolo di brodo, che per un risotto di pesce può essere vegetale o un fumetto (Il fumetto è un brodo ristretto che può essere realizzato con gli scarti del pesce indispensabile per insaporire moltissimi piatti a base di pesce. Fonte GialloZafferano).

Questo invece è un cous cous di pesce che ho mangiato in Sicilia a San Vito lo Capo, dove in settembre fanno anche un festival sul tema, e ho voluto riproporre. 
Ho preso un bel po' di pesce assortito, cozze, vongole, gamberi, scampi, calamari, che ho pulito per bene e preparato separatamente.



Ho fatto aprire a parte le cozze e le vongole per paura che vi fosse sabbia. Ho soffritto aglio, olio, gamberi, scampi e calamari, che ho sporcato con qualche pomodorino. Ho preparato il cous cous, una sorta di semola precotta (usarla cruda richiederebbe troppo tempo) seguendo le istruzioni sulla scatola, poi ho unito il tutto e tirato con l'acqua delle cozze e vongole ben filtrata per far insaporire. Sapore di mare, sapore del sud!




Ed ecco l'orginale a San Vito, un angolo di paradiso che mi fa sfigurare. Ma ho una scusante, ai miei ragazzi non piacciono le pietanze brodose;))) !

FRIVOLEZZA

Leggendo le statistiche del mio blog ho visto che le persone leggono maggiormente i post con le foto, piuttosto che senza, i post con foto accattivanti (beh, si poteva immaginare visto che la nostra è la società dell'immagine), i post che ammiccano in qualche modo (ad esempio DONNE E SOCIAL, condiviso su Facebook, benché privo di immagini ha avuto un certo numero di visualizzazioni), i post personali, dove parlo di me o dei membri della mia famiglia (mamma, Claudio e i miei figli; gettonatissimo è stato quello con l'immagine sprint di mia suocera, quelli di vero interesse (tipo quello sull'IMU, che colpisce nel vivo e nelle tasche tutti noi, quelli con gli animali e sopratutto quelli frivoli. E allora ecco un put puorri delle mia foto più sopra le righe!

31 dicembre, cenone di Capodanno Hotel Dora

Giochi tra Clendi e Skere

Io versione TG1 con Giorgino

Con Marianna e Farnese LA BELLA VITA

Caffè Florian Venezia Carnevale 2015

Donna al volante...pericolo costante

Aggiungi Con Raffa a Roma Via dei Condotti

Signora con cappello





Perugia

White party on the beach a Scauri

Con Vera Cavallaro, splendida attrice siciliana

Napoli

Il mio Eskere piccolino

Perchè la vita ha bisogno di leggerezza che, come diceva Calvino, non è superficialità.

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...