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mercoledì 20 settembre 2023

BLOG

La modella di Benessere&Bellessere

Mi diverto molto con il mio blog, anzi con i miei blog perché in realtà ne ho diversi. 

Nel 2010 aprii TIRA E... molla

Nel 2013 aprii questo a mio nome, in occasione della mia candidatura politica al Parlamento (non mi faccio mancare nulla...), poi ho fondato BENESSERE&BELLESSERE, AvvocatoAmico, Ialian Style e Muse in Viaggio. 

I titoli sono già un'indicazione di intenti. 

In realtà ho già abbandonato i nuovi nati. Faccio prove, esperimenti, controllo le statistiche delle visite. 

Penso di continuare solo con questo, racchiudendo qui, senza disperdere forze, tutti i miei interessi: le mie riflessioni in primis, i miei sentimenti, la famiglia, le amicizie, la cucina, i libri, quello che leggo e le recensioni, e quelli che scrivo, le poesie, la filosofia, la psicologia, il benessere psicofisico, i miei viaggi, lo stile italiano e, infine, e dico infine, il diritto, le mie case, gli immobili. 

buona cucina 

mare

amici e casa 

scrivere 


divertimento e gioco 

affetti 

amici, vacanze e spensieratezza

figli


moda e stile 

Claudio, il mio compagno di vita da 30 anni

libri e cultura 


manifestazioni culturali 

yoga, benessere, meditazione, fitness

animali

casa, ordine, organizzazione, guardaroba, scarpe e vestiti

italian style

uscite, viaggi, arte, concerti 


A volte cerco di farmi consigliare, altre volte faccio tutto da sola, smanetto sul PC, cambio il design, modifico il layout e il tema, aggiungo immagini, cambio i colori. 

Creo, invento, scrivo, cerco riscontri, condivido, propongo, in sostanza GIOCO

A volte mi sembra di essere ancora a scuola facendo tutto questo. 

E' come fare ogni giorno i compiti o un tema: scrivo, correggo, modifico, inserisco foto, mi esprimo, mi diverto, cresco, realizzo me stessa. 

Certo vorrei tanti lettori, vorrei fare un buon lavoro, diventare famosa, ma in fondo va bene anche così. 

Scrivere mi dona felicità. 

martedì 19 settembre 2023

FELICITA'


Sto leggendo da un po' Divenire se stessi, un libro molto interessante di Irvin D. Yalon, uno psichiatra, pensatore, filosofo ebreo contemporaneo, illuminato, americano.

Divenire se stessi è un obbligo per ciascuno ed è necessario per conseguire la felicità. 

Ognuno dovrebbe innanzitutto conoscersi e poi cercare di coltivare quelle che sono le proprie intime inclinazioni.

In greco felicità si diceva "eudaumonia" (εὐδαιμονία), nome composto  che deriva da eu, bene, e daimon, demone, ovviamente   il buon demone, non il 😈.

Se il nostro demone interiore, cioè quello che ci anima, quello che ci alimenta e  che ci fa essere noi stessi, quello che ci caratterizza, sta bene noi siamo felici. 

Ebbene io, ad esempio,  sono felice quando scrivo; a volte mi allontano dal mio demone e mi faccio prendere dalle preoccupazioni della vita quotidiana. Vengo coinvolta, rapita dal vortice  degli affetti, delle tante cose da fare, dagli adempimenti materiali, dalla pulizia della casa o da spese,  cucina,  cura dei figli,  attenzione verso i giardini,  le proprietà e il lavoro e facilmente entro in un circuito vizioso, credo nevrotico.


La limpidezza fa conoscere il vero Sè

L'affetto degli animali

Lo sguardo limpido del mio gatto mi mette in contatto con la mia parte più profonda
 
          

Le manifestazioni culturali 




Mi ricarico con lo yoga nella natura


Il mare, un grande amore


La natura meravigliosa e accogliente

Possiamo evitarli mettendoci in contatto con noi stessi e assecondandoci

La mia atmosfera virtuosa invece è quella fatta da una   dimensione di calma, di meditazione, di saggezza, di osservazione che è l'humus più fertile per la scrittura e quando scrivo mi realizzo. 

Quando sono tranquilla mi sento più  ispirata, le idee e le parole vengono  fuori l'una dopo l'altra, fluiscono.  Riesco a mescolarle, a snocciolarle in maniera sapiente.


Ognuno dovrebbe conoscere bene se stesso  e il proprio demone, coltivarlo, alimentarlo, dargli nutrimento, dargli tempo e spazio affinché si esprima al meglio. 

RIMUGINIO MENTALE STOP

Sempre alla ricerca del benessere, proiettata sulla via della crescita personale, seguo molto Raffaele Morelli, i suoi video su YouTube e i suoi sapienti scritti raccolti in libri monotematici e nelle riviste Riza psicosomatica e Riza Relax. 

Talvolta appare difficile mettere in pratica i suoi consigli perché comportamenti e atteggiamenti mentali errati sono cronicizzati, tuttavia traggo sempre spunti interessanti, accendo propositi e mi arricchisco. 

Cambio prospettiva

Lasciarsi tutto alle spalle, come una scia inghiottita dall'acqua

Per star bene, Morelli consiglia di limitare le modalità che ci sottraggono energia, che creano conflitti e contraddizioni e perpetuano i disagi facendo solo il necessario, senza complicare troppo le cose.  

Il dolore non dura oltre il necessario se non lo tratteniamo, se non continuiamo a pensare ad oltranza alle cose che ci fanno e ci hanno fatto soffrire. Rimuginando  ci soffermiamo sulle cause che possono aver creato il dolore e così lo tratteniamo a noi a oltranza. Così avremo il cuore pieno di sofferenza. 

Troppo spesso sono rimasta ancorata al passato, ad analizzare, a soppesare, riempiendomi di altra sofferenza. Ho vissuto immersa nel rimuginio mentale, ma poi ho capito che non va, che così mi faccio solo del male. 

Spesso recriminiamo su quello che ci è accaduto. Perché proprio a me?

Perché doveva essere così, perché accade quel che deve accadere, quel che può accadere. 

Bisogna avvicinarsi alle azioni semplici, a quelle necessarie, come accade in natura. 

Gli animali fanno solo ciò che è necessario per sopravvivere e per la sopravvivenza della specie. Le piante fanno lo stesso. Orientano naturalmente le loro foglie e i loro fusti verso la luce (fototropismo, dal greco luce e nutrimento) e verso il sole (eliotropismo, dal greco sole e nutrimento). Non fanno altro. 

Noi ci complichiamo l'esistenza, desideriamo cose non necessarie, sviluppiamo ATTACCAMENTO, alle persone, alle case, alle cose, ai soldi, alle posizioni sociali, allontanandoci dal nucleo, inquinando la serenità nella quale siamo nati con RIMUGINII MENTALI.


Altra regola del benessere secondo i vecchi e i nuovi saggi  è riconoscere che tutto ciò che ci capitaci riguardaA volte ci diciamo "Questo cosa non lo voglio, non lo meritavo, non è giusto". Dovremmo invece dirci, "è così, è andata così, va bene così, così doveva essere, mi è successo, posso farvi fronte".  

Ci preoccupiamo dei nostri asseriti sbagli. 

Non esistono gli sbagli. Esistono le azioni fatte in in certo momento perché solo quelle potevamo o volevamo fare. Stop al processo alle intenzioni, basta soppesare, criticare. Meglio dire "questa cosa sono iomi riguarda, la mia psiche profonda è soddisfatta e si riconosce nelle azioni che le appartengono." Così, troverà le soluzioniInoltre, non dovremmo mai dimenticare che le difficoltà fanno evolvere. 

Una vita senza "sbagli" è una vita inutile, ha scritto qualcuno. 

Quando una difficoltà viene a trovarci è un "buon incontro", un momento evolutivo. Inoltre bisogna accettare che per trovare il vero benessere, dobbiamo prima incontrare i nostri demoni le parti di noi che ci disturbano, i nostri "difetti", i lati bui, quelli di cui ci vergogniamo, quelli che non vogliamo mostrare agli altri, ma che noi dobbiamo conoscere e accettare, accogliere e guardare. 


Siamo  luce e ombra secondo il grande Jung


Altra regola del benessere è uscire dall'idea che qualcun altro possa risolvere i nostri problemi: sono nostri, noi dobbiamo occuparcene, solo noi possiamo aver cura delle nostre ombrePer farlo, dobbiamo immaginarci come un raggio di luce che ha bisogno della sua ombra, secondo R. Morelli e RizaQuando i grandi psicanalisti parlano del  lo immaginano come un punto luminoso circondato dall'ombra

Quando riusciamo a far convivere luci e ombre dentro di noi, spegnendo il criticismo interiore, siamo sulla strada del benessere e riusciamo a combattere il rimuginio della mente. 


Fonti: Riza Psicomatica, Dott. R. Morelli, C. G. Jung

FARE SPAZIO

Al ritorno dalle ferie ho avuto tante cose da mettere a posto. Ne ho abbandonato la gran parte in una stanza vuota in attesa di un po' di tempo, tempo libero che è arrivato stamattina.

Sono entrata nel guardaroba e ho tolto tutto, anta per anta, ho gettato tutto a terra e ho deciso di fare ordine. Ne sentivo, ne sento il bisogno. 


Poi ho cominciato a rimettere gli indumenti a posto, scomparto per scomparto,👚👚👠👟👞👜🥿🩴👡👖🧣👕🎽👗👘🥻🩱👙 da una parte le camicie, da un'altra le giacche leggere del mezzo tempo, più su gli abiti 👗👗👗, giù i completi,...

Mentre sistemavo le cose, anche in ordine cromatico, dal nero ai colori più chiari, ho cominciato a pensare "da quanto non lo metto? Questo non mi piace, questo è consumato, questa non la metto più,...". Allora, via, ho preso coraggio e ho gettato, scartato, scelto, abbandonato.

Ho pubblicato con foto le cose dismesse su Vinted, una piattaforma che serve proprio a disfarsi delle cose ormai  inutili, ricavando un po' di danaro (e spendendo del tempo però) per sentirmi meno in colpa ma anche perché nel profondo di me stessa ho l'animo da commerciante dei miei: mi piace vendere e comprare, mercanteggiare, avere a che fare col danaro. 

Ma so bene che il significato più profondo dello scartare i vestiti 👗 è voglia di nuovo, è fare spazio, è tagliare i rami secchi.

Non importa se non non siamo nella stagione più adatta. 

Fare spazio fa sempre bene a tutti. Escludere cose andate serve per sbocciare, per accogliere il nuovo ma magari si è annidato per giorni, per mesi, in noi, per venire alla luce, come un embrione, come un pulcino, come un seme sepolto al caldo e al buoi nella terra.

Bellissima sensazione.

Cosa germoglierà adesso in me? 

Non lo so, ma sono pronta.


FATE SPAZIO!

lunedì 18 settembre 2023

LASCIAR ANDARE

La natura non fa niente di inutile, diceva Aristotele.

L’uomo invece spesso pone in essere e mantiene sovrastrutture superflue, anzi dannose a se stesso, come relazioni finite, abitudini sbagliate e modi di pensare antichi, appartenenti a un'altra fase della vita. Manteniamo, non vogliamo disfarci di nulla perché abbiamo paura dell'ignoto, del cambiamento, di rinnovarci

Chi lascia la via vecchia per la nuova...

Ed è così che si genera un sovraccarico, un fardello, una zavorra che ci rende sempre pensierosi

Raffaele Morelli, in Riza Psicosomatica, che io leggo sempre con attenzione e piacere, ricavandone ottimi spunti, suggerisce di immaginare di essere un albero 


in cui ciascun ramo corrisponda a una relazione, a un compito, a un interesse coltivato, a un ricordo, a una convinzione, un atteggiamento, un ruolo.

Io, ahimè, essendo una persona complessa, sarei (e sono) un albero assai fronzuto, nonostante la mia gracilità, un albero costretto a portare la sua linfa vitale in molte, forse troppe direzioni: la famiglia più allargata, i figli, Claudio, le amiche,  il lavoro di GOT, l'avvocatura, gli immobili, la casa, le relazioni sociali, la spesa, la cucina, l'automobile, i libri da leggere, i libri da scrivere, i blog, i massaggi, lo yoga, il ballo, gli allenamenti col mio personal, la mia salute con tanto di medici e medicine, il mio cane Alfonsino e il mio gatto siamese ESKERE, i miei animali del passato, la cultura, le reminiscenze scolastiche, la moda, il vestire e, naturalmente, mamma, al centro del cuore e dei ricordi, e tutti gli altri e tutte le altre cose e più e più...


LA CULTURA, SCRIVERE, LEGGERE


LA CUCINA E LE FACCENDE DI CASA

INCONTRI CULTURALI 

LA SPESA E GLI ALTRI ADEMPIMENTI PER LA CASA

CLAUDIO E IL TEMPO CHE RECIPROCAMENTE CI DEDICHIAMO

I FIGLI, LA FAMIGLIA


GLI AFFETTI, LA FAMIGLIA, I RICORDI, IL PASSATO 

LO SPOR 

I rami continuano a crescere ma non tutti sono vivi e vegeti, la linfa però deve nutrire tutto l’albero, le parti vive come quelle morte, con un notevole dispendio di energie. È per questa ragione che un bravo giardiniere periodicamente pota le sue piante: tagliando i rami secchi il ciclo generativo della pianta si rinnova lasciandola più resistente agli attacchi esterni. Avrà una crescita più armoniosa e una maggiore fertilità. Se impariamo a farlo anche noi la nostra pianta potrà rifiorire…, dice Morelli. 

Che fare allora?

Eliminare relazioni e impegni che ci affaticano e  soffocano senza dare abbastanza in cambio; stabilire le priorità quando non si può fare tutto. Quando ci accorgiamo di essere stressati, di avere troppo pensieri, troppi problemi, quando capiamo da soli non non poter star dietro a tutto dobbiamo ricollegarci con la nostra essenza. 

Se non riusciamo a scegliere cosa eliminare, dobbiamo iniziare a fare quello che ci fa più piacere e a dire qualche no.


Una signora anziana e saggia era solita dire "con un no ti spicci e con un sì ti impicci". Ed è così. Di recente mi sono appropriata del no e lo rivendico. Prima ero sempre presente per tutti, per tutto, pasticciando magari. 

Adesso, se mi sento sopraffatta, non corro più. 

MI FERMO. Osservo, respiro, riparto da una cosa che mi fa star bene e così recupero energie.

LE COCCOLE DI ALF


GIARDINAGGIO E CURA DELLE PIANTE 

CUCCIOLI PELOSI E AFFETTUOSI

YOGA 

IMMERSIONE NELLA NATURA



UN GIRO IN MOTO 

UN MOMENTO IN SPIAGGIA 

LE TERME 


GIOCHI CON L'ACQUA 

  


sabato 16 settembre 2023

Amicizia

 Aperitivi a gogò per salutare un'estate che se ne va e che è trascorsa al mare, a Scauri, serena, in amicizia, in un posto vicino e alla portata con squarci bellissimi 

Al Mary Rock 



Spiaggia dei Sassolini



Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...