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domenica 24 settembre 2023

Sì, viaggiare ...

 È quasi tutto pronto, ne manca solo uno.

Stiamo per organizzare un grande viaggio di famiglia e io non vedo l'ora.

Amo lasciare la quotidianità, amo l'avventura, amo conoscere cose nuove.

Il viaggio è uno stato dell'anima, è un altrove, è crescita e arricchimento, è vacanza dalle solite cose.

È cambio di marcia, sospensione, fuga, balsamo, riposo.

Che sia lungo, che sia breve, sia benedetto.


sabato 23 settembre 2023

PUBBLICO O PRIVATO?

 


Poco fa, sfogliando la mia pagina Facebook, mi sono imbattuta in questa vignetta che mi è sembrata molto intelligente e che ha acceso in me alcune riflessioni.

La statalizzazione di servizi essenziali è stata una conquista di chi ci ha preceduto, una conquista risalente agli ultimi due, tre secoli, che attualmente stiamo buttando nel cestino, poco per volta, per incapacità dello Stato, per mal governo, per volontà politica e sete di danaro delle lobby. 

Ci sono dei servizi invece,   dei diritti, come quelli alla salute, alla giustizia, all'istruzione che dovrebbero istituzionalmente  essere amministrati dallo Stato, almeno in prevalenza. Sciola 🏫, università,  sanità, giustizia,  a mio parere, devono essere pubblici, a garanzia di imparzialità e di libero accesso per tutti.

Se tutto fosse privato, solo i più abbienti avrebbero l'accesso ai servizi essenziali. In uno Stato di diritto, moderno, eccipiente, alcune cose devono essere alla portata di tutti. 

Cinema: IO CAPITANO di Matteo Garrone

 Arriva l'autunno e torna la voglia di andare al cinema.

Questa sera ci sono stata con Claudio e gli amici, a Campobasso, in una multisala, Il maestoso, che poi tanto maestoso non era,  a vedere il film del momento, Io capitano di Matteo Garrone.

Il film, acclamatissimo, è uscito nei primi giorni di settembre in 200 sale in Italia e ha già ottenuto  più di un milione di euro di incassi. Nei prossimi giorni sarà proiettato in 350 sale in Italia ed è stato acquistato in molti paesi all'estero.  

È candidato come miglior film straniero agli Oscar. 

Il regista capitolino ne ha parlato approfonditamente in un'intervista. 

Il film inizialmente è molto crudo ma poi si dipana in  momenti onirici e di fiaba fino ad un finale lieto ma non scontato. 

Parla di due ragazzi senegalesi, cugini, che hanno il sogno di andare via dal loro paese, non tanto per sfuggire alla guerra o per cercare migliori fortune economiche ma perché affascinati dall'Europa, dalla globalizzazione e dalla possibilità di diventare due rapper famosi. Contro la volontà dei genitori si mettono in viaggio. Dal Senegal passano nel Mali, quindi attraversano tutto il deserto del Sahara, giungono in Libia e vengono imbarcati nel Mediterraneo.

Il viaggio è terribile. Uno dei due, il "capitano" Seydou, alla fine viene posto da scafisti senza scrupoli al timone di un barcone carico di migranti proprio perché minore e non imputabile.

Ma prima di giungere al mare, i giovani dovranno affrontare prove cruente e pentirsi amaramente di essere partiti. 

Nonostante le avventure davvero toccanti, ci sarà il lieto fine dell'approdo in Italia.

Ma il viaggio è davvero un odissea. I ragazzi partono su un'auto a noleggio di fortuna con altri fuggiaschi, dovranno  pagare per avere dei passaporti falsi, verranno scoperti, dovranno pagare ancora la polizia corrotta per poter proseguire, arriveranno in Libia dove saranno  separati perché Moussa, il cugino di Seydou, aveva nascosto il denaro rimasto dentro di sé. Verrà   scoperto e imprigionato. Ma anche Seydou in seguito sarà   tradotto in un carcere libico dove, sottoposto a percosse e torture, verrà comprato, insieme  a un uomo adulto che si prenderà cura di lui e lo proteggerà, per svolgere il lavoro di muratore. Lavorerà nel deserto per uno strano personaggio ricco e otterrà in dono la libertà e la possibilità di imbarcarsi. Durante il viaggio nel deserto e dopo le torture in carcere, il povero Seydou sognerà di poter ritornare dalla madre, di poterla vedere, di poterla chiamare.

I momenti onirici addolciscono la crudezza del film, stemperano la tensione introducendo gli elementi della fiaba. E del resto in tutte le fiabe c'è anche dolore e crudeltà. 

I momenti di maggior pathos sono quelli della traversata nel deserto, su una camionetta che li sballonzolerà sulle dune, e le scene delle torture in carcere. Molti uomini moriranno ma le determinazione dei ragazzi  li condurrà alla fine del viaggi.

Arrivati a Tripoli riusciranno a ricongiungersi ma Moussa è stato ferito.

La prima parte è sicuramente più cruenta e più approfondita.

La seconda è più veloce e comincia a virare verso il lieto fine, verso il fiabesco. 

È un film particolare, quasi un documentario,  tutto in senegalese e in francese, con i sottotitoli e con degli attori, forse, non protagonisti 

Pone al centro una delle più grandi emergenze umanitarie dei giorni nostri, una tragedia che mi ha toccato tantissimo al momento del naufragio di tanti barconi nel 2015 e ispirato alla scrittura della raccolta Strage d'anime, dedicata a tutti i caduti del Canale di Sicilia.



 

venerdì 22 settembre 2023

LA SALUTE UN BENE PREZIOSO: PREVENZIONE

 


La salute è un bene prezioso che, come tale, va custodito e curato. Importante è la prevenzione attraverso esami e check-up completi o mirati, che possono evidenziare eventuali patologie non ancora nota.

L'autunno mi sembra un momento adatto a queste indagini. 
Al ritorno dalle vacanze, a settembre o a ottobre, io faccio sempre un check-up di base
Mi faccio prescrivere dal mio medico di base, fino allo scorso anno mia sorella Iva, oggi in pensione, degli esami del sangue per controllare emocromo, azotemia, bilirubinemia, colesterolemia, HDL, LDL, creatinina, elettroforesi siero proteica, fosfatasi alcalina, gammaGT, glicemia, sideremia, ALT, AST, trigliceridi, uricemia, VES,  oltre l'esame delle urine.
In ogni caso, il medico di fiducia può darci consigli mirati per ulteriori approfondimenti.
Normalmente il prelievo del sangue va eseguito a digiuno dalla mezzanotte della sera precedente, in una posizione seduta standard. È una pratica poco fastidiosa e pressoché indolore.
Gli uomini possono aggiungere un check-up specifico per il controllo del PSA, del PSA libero  e dell'uricemia in quanto dopo una certa età, sono soggetti a problemi della prostata. Sarebbe opportuno, prima degli esami, astenersi dal fumo, dall'alcol e dallo stress.
Anche le donne hanno dei check-up specifici da eseguire, esami che mirano al controllo della ferritina, della uricemia, del calcio e della sideremia, in quanto le donne sono più soggette ad anemia e osteoporosi.



Alcune persone si accorgono da sole di avere delle intolleranze alimentari che possono insorgere anche in età adulta. Dopo aver introdotto per anni degli anni alimenti incompatibili, infatti, si possono creare sensibilizzazioni. Le tolleranze alimentari possono essere controllate con un semplice prelievo del sangue.

Esistono poi ulteriori check-up:
- quelli che afferiscono al profilo epatico, al profilo cardiologico, al colesterolo, alla tiroide.

Di questo so purtroppo più di qualcosa in quanto mi sono ammalata di ipertiroidismo nel lontano 1984. All'epoca ho eseguito moltissimi esami come ecografie, scintigrafie, esami del sangue anche con mezzo di contrasto, Tac, RMN, Rx della sella turcica e via discorrendo in quanto ho avuto numerose complicanze fino all’esatta diagnosi di morbo di Basedow e all'indicazione chirurgica di tiroidectomia (posso dire di aver risolto i miei problemi, di aver avuto una vita normale, di aver partorito tre figli sani, naturalmente, e di averli allattati felicemente al seno a lungo).

Ad ogni modo, chi vuole effettuare un check-up base della tiroide deve effettuare un prelievo di sangue per il dosaggio di FT3, FT4 e cioè delle frazioni libere di T3 e T4, del TSH, ovvero dell’ormone tireotropo, degli anticorpi anti tireoperossidasi e degli anticorpi anti-tireoglobulina. A questi si può unire un check-up del profilo metabolico, che va ad indagare anche proteine totali e frazionate, omocisteina, apoA e  apoB.
Le persone che soffrono particolarmente di stomaco, come mio marito Claudio, nel periodo primaverile o autunnale, quindi al cambio di stagione, in genere vedono acuirsi i disturbi gastroenterologici. In questi casi può essere utile monitorare lo stato di saluto di stomaco e intestino, con esami di amilasi, lipasi, Helicobacter Pilori e ricerca di sangue occulto nelle feci. 


Un esame molto particolare è quello richiesto talvolta dai genitori sui figli per la ricerca della presenza di sostanze stupefacenti. Si tratta dei cosiddetti DRUG TEST, che vanno a verificare la presenza nelle urine di oppiacei, di cocaina, di cannabinoidi, di anfetamine, di metanfetamine, di MDA o ecstasy, di metadone e di buprenofina.

Tutti questi esami possono essere eseguiti presso gli ospedali oppure in centri diagnostici privati convenzionati o meno con il SSN.

(Fonti dott.ssa Iva Di Cristinzi; UN ANNO DI SALUTE di Biomedical Center di Venafro, via Colonia Giulia).

giovedì 21 settembre 2023

La mia giornata

 Quella di oggi è stata una giornata intensa come spesso accade. 

Mi sono risvegliata con Claudio che, dolcissimo, mi ha portato il caffè macchiato a letto. 

Lo amo da morire da trent'anni. 


Sono scesa giù e ho fatto colazione con latte e caffè freddo e cereali, mentre Alfonsino


mi faceva le coccole.

Mi sono preparata con cura  indossando un abito vintage di seta pura, bianco e azzurro pervinca,  a righe e fiori. Sarebbe tanto piaciuto a mamma che me lo aveva comprato 39 anni fa!

Ho messo su una cintura di pelle bianca di Gucci, scarpe chanel bianche di ecopelle finto Gucci, collana con pietre bianche e staffe tipo Gucci. 

Elegance is an attitude

Sono andata in auto a Cassino. Ho fatto udienza. Il geometra G.A., che ho nominato CTU in una causa, mi ha offerto un caffè al bar. Più tardi ho fatto una seconda pausa al Richard con le mie amiche e colleghe Raffa e Rosanna. Ho preso un cappuccino deca e delattosato. Sono rientrata in tribunale e ho terminato la mia udienza civile senza troppi intoppi. 

Sono andata dalla mia psicologa a cercare di dipanare la matassa...  Difficile. 

Sono rientrata a Venafro, mi sono fermata al cimitero da mamma. Ho spazzato a terra la cappella e ho pianto, ho accarezzato la lapide e ho parlato con lei, con tutti loro...

Sono scesa e ho seminato foglioline di piante grasse di facile ripresa nelle ciotole trascurate del viale del cimitero, le ho pulite un po' dal fogliame e sono andata a casa. 

Claudio era già uscito. Mi aveva lasciato del riso lesso e degli spinaci. Magro pranzo. Mi aveva comprato l'acqua minerale gasata e me ne ha fatto trovare una bottiglia sulla tavola e una sulla scrivania. Cavolo, quest'uomo non me lo dice ma mi ama!

Ho mangiato e salutato Alfonsino birichino, ho fatto qualche servizietto e sono andata a casa di mamma dove l'ho pianta e pensata ancora. Ho fatto altri servizi. Dovrò gestire e svuotare casa ma mi fa troppo male. 

Non ci posso credere che mi ha lasciata, che si è fatta sopraffare dalla vecchiaia, dalla stanchezza, dalla malattia e dalla morte. Ci eravamo promesse di morire insieme. Cazzo. 

Sono venuta allo studio, dove sto ancora, alle 21.48. 

Ho fatto cose, visto le mail, telefonato, letto, scritto una pec, sistemato. Dalle 20 circa ho studiato un po' per l'esame di conferma GOT: cosa orribile, dover fare un esame dopo aver fatto questo lavoro ibrido e mal pagato per 21 lunghi anni. 

Ho chattato con le amiche, dovevamo uscire ma è andata buca. Claudio è andato a fare spinning e poi a cena fuori. Sono sola. Andrò a casa, cenerò, frugalmente e forse guarderò su Sky una puntata della serie Domina, suggeritami da Marianna Fiorillo. Mi piace. Intrighi e storia, mia grande passione. 

Andrò a letto stanca ma serena,  in fondo soddisfatta. Vorrei sentire Pietro e vorrei poter andare adesso a salutare mamma, prima di andar via, come ho sempre fatto, ogni sera da quando mi sono sposata. Mamma cara mia


Mamma


Mamma era buona, era timida, era insicura. Si sentiva ignorante. Era umile. Chiedeva sommessamente, aveva sofferto guerra, stenti e miseria. Aveva patito la rigida severità della madre, che non voleva farla studiare, aveva subito il rigore, le proibizioni, il senso del peccato, i rinvii a tempi migliori mai giunti. 

Mamma diceva sempre "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". 

Mamma si metteva nei panni degli altri e indossava i panni "da fessa", ma fessa non era. 

Mamma era molto intelligente, sapeva fare bene i calcoli, era intuitiva, sapeva comprare e vendere e risparmiare, ma mai di sé. Di se stessa dava a profusione, a tutti. 

Provava pietà mamma, finanche dei nostri avversari a calcio quando giocavano e vincevamo. 

Mamma era una donna antica. Era seria, aveva grande senso del dovere. 

Mamma sapeva ricamare, cucire, rammendare, mamma insegnava, puliva la casa, lucidava il rame con aceto e sale. Mamma guardava la tivù, coltivava l'orto, aiutava babbo in campagna. Mamma lucidava a terra con una maglia di lana, curava la mamma e il padre, mamma aiutava zio Peppino, gli puliva l'esposizione, rispettava la nonna che chiamava mamma Bettina,  mamma amava le amiche. Adorava le piante, ne aveva a decine, amava i nastrini. 

Mamma era di principio ma cedevole, era elastica. Era disponibile. Amava acquistare e fare affari. 

Mamma mi adorava e viveva per me. 

Aveva un suo senso dell'humour e a volte faceva grasse risate. Claudio la faceva sorridere e la rendeva allegra. Amava i nipoti, era abnegata, era severa, non mi faceva complimenti, mi osservava e nei miei riguardi era critica. 

Io e mamma il cordone non lo volevamo tagliare e non lo abbiamo rotto fino al 10 giugno del 2023 quando si è spenta tra le mie braccia. 

Mamma è in me in tanti modi ma ne avverto l'assenza in modo sordo e doloroso e inutile e aspro. 

Mamma ineffabile, immensa, incommensurabile, mamma santa, amata, infinita, mamma di un dolore solo mio, solo mio così grande...

mercoledì 20 settembre 2023

MAMMA MIA

 


Un pranzo in suo onore, per l'onomastico, a Cascina Le Noci

Mamma a Scauri 

Scauri La Luccioletta

Con la sua amica del cuore ROSA DI NOTO D'AMICO

Di recente, mamma ed io insieme al Laghetto

Chissà dove a bere un caffè con me

Dopo la messa in memoria di babbo 

Tra le braccia di Pietro

Una distinta e bella signora 

Con Iva cara, il suo medico, la sua compagna di vita per 50 anni e oltre

HOTEL DORA Pranzo per i suoi 90 anni 

con gli amati nipoti 

A casa mia, al battesimo di Claudio Maria

a Rocca da Iva 

All'Hotel Dora per un suo onomastico
















                 























Faccio finta che tutto sia normale, esco, entro, parlo, scrivo, mi sono trattenuta a lungo a Scauri, al mare, lontana...
Ma in realtà nulla è normale e io sto facendo, in questi ultimi 100 giorni tristi,  soprattutto una cosa: elaborare il lutto di mia madre, della mia mamma adorata. 

Penso, ripenso, sogno, guardo foto, vado al cimitero, metto in ordine nella sua casa, vado lì a pulire, a 

innaffiare le piante, a svuotare un cassetto, a riordinare l'anta di un armadio, a sbrinare il frigo, vado a pensarla. 

Mi siedo sulla sua poltrona, mi stendo sul suo letto di morte, piango, urlo il suo nome invano ma mamma non risponde, mamma  non c'è più, è inutile, non ci sarà mai più, l'ho perduta per sempre. 

Mamma adorata, santa, sapiente, prodiga, paziente, mamma con le mani d'oro, mamma che mi adorava e viveva solo per me, figlia unica vezzeggiata e viziata, mamma cara, silenziosa, prudente, altruista, buona, opportuna, mamma che sapeva fare tutto, che mi ha insegnato tutto quello che so. 

Mi sento orfana come una bambina di tre anni invece ho goduto di lei per 56 anni, del suo saper fare, dei suoi regali immensi, piccoli o milionari, dei suoi consigli, del suo aiuto incessante, del buon esempio, dei suoi soldi. 

Mamma mia, come vorrei tenerti qui, ora, accanto a me, allo studio, mentre scrivo, e tu non volevi; vorrei prenderti la mano stanca e fare l'amore con gli occhi. Ti amo tanto mamma mia, è straziante non averti più accanto in carne e ossa, pelle e ossa. Ti eri consumata, non eri più autonoma, le badanti non le volevi, volevi solo me e io invece saltellavo di qua e di là. Ne provo il rimorso. 

Ti hanno trattata male, mamma mia bella? Dimmelo...

Mi chiamavi, volevi me. Venivo ogni giorno, più volte al giorno ma erano visite troppo fugaci per farti resistere alla vecchiaia. Avrei dovuto tenerti a casa con me, portarti in giro, stare più tempo con te a chiacchierare, ma tu eri così chiusa, sempre arrabbiata. Mi guardavi con aria di rimprovero, di critica, di disapprovazione. Oh, mamma ci siamo amate così tanto, anni e anni di simbiosi. Ho dovuto staccarmi e ora mi pento. Eravamo diverse. Tu antica, severa, parca; io divisa e figlia del mio tempo come di te.

Ti vorrei ancora e ancora. E tu non puoi tornare. Chissà se ci rivedremo quando verrò io ma io non credo, non credo in nulla. 

Posso solo dire che ti amo, che mi manchi, che a volte mi sento perduta, sola, defraudata, bisognosa. Non ho più nessuno alle mie spalle, nessuno che mi ami come te, nonostante la mia bella e numerosa famiglia. 

Mamma mia, è dura. parole e lacrime non esprimono il vuoto, il disorientamento, il rimpianto, la mancanza, il rimorso, l'amore. 

Solo una cosa mi fa un po' di luce, benché tu sia andata via con dolore, consunta, stanca, vecchia, che sei andata via tra le mie braccia. Io ho raccolto il tuo respiro, io ho avuto il tuo ultimo sguardo perso nel vuoto, con Iva accanto e Umberto vicino. 

Riposa in pace e nella luce che meriti, mia adorata 

BLOG

La modella di Benessere&Bellessere

Mi diverto molto con il mio blog, anzi con i miei blog perché in realtà ne ho diversi. 

Nel 2010 aprii TIRA E... molla

Nel 2013 aprii questo a mio nome, in occasione della mia candidatura politica al Parlamento (non mi faccio mancare nulla...), poi ho fondato BENESSERE&BELLESSERE, AvvocatoAmico, Ialian Style e Muse in Viaggio. 

I titoli sono già un'indicazione di intenti. 

In realtà ho già abbandonato i nuovi nati. Faccio prove, esperimenti, controllo le statistiche delle visite. 

Penso di continuare solo con questo, racchiudendo qui, senza disperdere forze, tutti i miei interessi: le mie riflessioni in primis, i miei sentimenti, la famiglia, le amicizie, la cucina, i libri, quello che leggo e le recensioni, e quelli che scrivo, le poesie, la filosofia, la psicologia, il benessere psicofisico, i miei viaggi, lo stile italiano e, infine, e dico infine, il diritto, le mie case, gli immobili. 

buona cucina 

mare

amici e casa 

scrivere 


divertimento e gioco 

affetti 

amici, vacanze e spensieratezza

figli


moda e stile 

Claudio, il mio compagno di vita da 30 anni

libri e cultura 


manifestazioni culturali 

yoga, benessere, meditazione, fitness

animali

casa, ordine, organizzazione, guardaroba, scarpe e vestiti

italian style

uscite, viaggi, arte, concerti 


A volte cerco di farmi consigliare, altre volte faccio tutto da sola, smanetto sul PC, cambio il design, modifico il layout e il tema, aggiungo immagini, cambio i colori. 

Creo, invento, scrivo, cerco riscontri, condivido, propongo, in sostanza GIOCO

A volte mi sembra di essere ancora a scuola facendo tutto questo. 

E' come fare ogni giorno i compiti o un tema: scrivo, correggo, modifico, inserisco foto, mi esprimo, mi diverto, cresco, realizzo me stessa. 

Certo vorrei tanti lettori, vorrei fare un buon lavoro, diventare famosa, ma in fondo va bene anche così. 

Scrivere mi dona felicità. 

martedì 19 settembre 2023

FELICITA'


Sto leggendo da un po' Divenire se stessi, un libro molto interessante di Irvin D. Yalon, uno psichiatra, pensatore, filosofo ebreo contemporaneo, illuminato, americano.

Divenire se stessi è un obbligo per ciascuno ed è necessario per conseguire la felicità. 

Ognuno dovrebbe innanzitutto conoscersi e poi cercare di coltivare quelle che sono le proprie intime inclinazioni.

In greco felicità si diceva "eudaumonia" (εὐδαιμονία), nome composto  che deriva da eu, bene, e daimon, demone, ovviamente   il buon demone, non il 😈.

Se il nostro demone interiore, cioè quello che ci anima, quello che ci alimenta e  che ci fa essere noi stessi, quello che ci caratterizza, sta bene noi siamo felici. 

Ebbene io, ad esempio,  sono felice quando scrivo; a volte mi allontano dal mio demone e mi faccio prendere dalle preoccupazioni della vita quotidiana. Vengo coinvolta, rapita dal vortice  degli affetti, delle tante cose da fare, dagli adempimenti materiali, dalla pulizia della casa o da spese,  cucina,  cura dei figli,  attenzione verso i giardini,  le proprietà e il lavoro e facilmente entro in un circuito vizioso, credo nevrotico.


La limpidezza fa conoscere il vero Sè

L'affetto degli animali

Lo sguardo limpido del mio gatto mi mette in contatto con la mia parte più profonda
 
          

Le manifestazioni culturali 




Mi ricarico con lo yoga nella natura


Il mare, un grande amore


La natura meravigliosa e accogliente

Possiamo evitarli mettendoci in contatto con noi stessi e assecondandoci

La mia atmosfera virtuosa invece è quella fatta da una   dimensione di calma, di meditazione, di saggezza, di osservazione che è l'humus più fertile per la scrittura e quando scrivo mi realizzo. 

Quando sono tranquilla mi sento più  ispirata, le idee e le parole vengono  fuori l'una dopo l'altra, fluiscono.  Riesco a mescolarle, a snocciolarle in maniera sapiente.


Ognuno dovrebbe conoscere bene se stesso  e il proprio demone, coltivarlo, alimentarlo, dargli nutrimento, dargli tempo e spazio affinché si esprima al meglio. 

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...