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sabato 18 gennaio 2020

L'uso dei social

IRisultati immagini per social social hanno praticamente invaso la nostra vita. 
Facebook, Instagram. Linkedin, Twitter, Whatsapp, dai più popolari ai meno usati, la fanno da padrone. 
Ci rubano tempo, ci ossessionano, ci permettono di essere perennemente on line, sul pezzo, in contatto, connessi, collegati e il telefonino, che è lo strumento attraverso il quale più vi accediamo, è diventato una nostra di nostra prolunga, una longa manus, guai a separarcene, un dramma se si scarica e non abbiamo il caricabatterie a portata di mano. 
Io per prima, faccio mea culpa, ne faccio un uso eccessivo, a volte smodato. Il telefonino lo uso continuamente, non solo per telefonare o chattare, cioè messaggiare con familiari e amici, ma anche per fare ricerche su internet alla minima curiosità, al minimo dubbio (e che bello! Prima dovevamo tornare a casa, prendere l'enciclopedia mai aggiornata, cercare, ...), per controllare le mail, per vedere le immagini di chi seguo su Instagram, per gustare le cosiddette storie, per seguire le tendenze su Twitter, per avere gli aggiornamenti sui miei amici di Facebook. 
Spesso mamma, Claudio e i ragazzi (non si rendono conto che fanno esattamente lo stesso se non peggio) me ne fanno una colpa. 
Insomma sui social si potrebbero scrivere libri e trattati. 
Io invece stamattina voglio solo fare una piccola annotazione. Ognuno usa i social come crede, ma noto delle stranezze, delle incongruenze: alcuni se ne quasi vergognano, controllano Facebook dagli accounts dei figli, dei coniugi, dei familiari; altri hanno un account ma con uno pseudonimo (ma perché mi domando, c'è da vergognarsi?, per timidezza?), altri ancora li usano solo per curiosare, osservano tutto, non postano nulla, non fanno commenti, non mettono mi piace; altri ancora, e sono secondo me i peggiori, maliziosi e un bel po' antipatici, postano e stanno lì a contarsi i likes ricevuti,  a notare e a puntare chi non lo mette, gongolano quando ne ricevono parecchi, ma non mettono a loro volta  i likes sotto i posts degli amici neanche sotto tortura.  Come ve lo spiegate?

NAPULE E'...

Risultati immagini per napoli panorama golfoNapoli è la città a noi più vicina, quella più facile da raggiungere, per questo mi capita spesso di andare a farci un giro. Napoli non mi delude mai, ha mille facce, mille colori come cantava Pino Daniele. C'è il quartiere bene del Vomero, il mercatino di Forcella con i suoi banchi variopinti, i venditori di tutte le etnie, gli imbrogli, i "pezzotti", le imitazioni malfatte, la zona della stazione in piazza Garibaldi, principale punto d'arrivo in città, via Roma o Toledo, in ricordo della dominazione spagnola, e i suoi negozi, Riviera di ChiaiaRisultati immagini per riviera di chiaia, Mergellina nello stesso quartiere, via Caracciolo, meravigliosa promenade sul lungomare, la collina panoramica di Posillipo, la parte più elegante di piazza dei Martiri e di via dei Mille con le sue boutiques per lo shopping d'élite, le pasticcerie, gli animati Quartieri Spagnoli, Fuorigrotta e lo Stadio SAN PAOLO, Napoli sotterranea, piazza Plebiscito, il Palazzo Reale, il San Carlo, ...





Settembre 2019 Bolle and friends
Insomma ricchezza, varietà, contrasti. E anche la gente di Napoli è speciale: umana solare aperta disponibile. Condivido appieno una massima di Nievo che definiva Napoli CAPITALE DELL'ANIMA. 

Di recente, la prima domenica di questo mese, siamo tornati a Napoli con gli amici Claudio e Maristella e abbiamo deciso di visitare il meraviglioso MUSEO ARCHEOLOGICO o MANN, approfittando anche dell'iniziativa "musei gratis". Nel museo ci sono essenzialmente tre sezioni: collezione FARNESE (reperti romani), collezione pompeniana e collezione egizia, così ricca da fare invidia al museo del Cairo o a quello di Torino.


All'ingresso un presepe napoletano artistico  molto articolato.


  Dopo la visita al Museo e alla chiesa di Santa Chiara, ci siamo persi per le viuzze del centro storico, ancora addobbate a festa. Era tutto un brulicare di persone, colori, sapori, odori, ammiccamenti, non solo visivi ma anche culinari. Abbiamo camminato per  piazzetta Nilo e lungo le vie di san Biagio dei librai e di San Gregorio Armeno coi suoi presepi. Ovunque girassimo lo sguardo squisitezze: babà alla crema o con la panna o  col cioccolato o con le fragoline di bosco o a forma di Vesuvio, sfogliatelle ricce e frolle, tarallini sugna e pepe, pizzette a portafoglio, cuoppo con frittura di mare o di terra. E poi "strilloni" che con menù o  volantini in mano invitavano già ad accomodarsi nei ristoranti, magari quelli più nascosti, per la cena, bancarelle con merce di ogni tipo, insomma uno spasso, un godimento per gli occhi e per lo spirito. 
Purtroppo non abbiamo potuto visitare il Chiostro di Santa Chiara e Napoli sotterranea perché già chiusi. 
Un buon motivo per tornare. 
Ma in compenso abbiamo mangiato una buona pizza (io con scarole e provola) e abbiamo fatto un'ultima sosta serale in piazza mercato dove ho comprato dolci per preparare le calze "della Befana" per mamma (e sì, adesso sono io a regalarla a lei!), Pietro, Ale e Claudio Maria.





venerdì 17 gennaio 2020

VIAGGIO DI NATALE PARTE SECONDA

Per il nostro secondo giorno in Portogallo abbiamo deciso di fare una gita fuori porta e di lasciare la capitale. Avremmo voluto affittare una macchina, ma era decisamente costoso, allora abbiamo pensato di usare i mezzi pubblici che a Lisbona funzionano molto bene e costano poco. Da fare invidia. Ho sempre pensato al Portogallo come a un paese più povero e arretrato dell'Italia, invece ho trovato organizzazione e pulizia. 
Abbiamo preso la metro da Avenida (linea blu) fino alla stazione di Cais do Sodrè (capolinea della linea verde. Da lì abbiamo preso il treno fino a Cascais.Risultati immagini per metro a lisbona
Usciti dalla città, con il treno abbiamo costeggiato il mare. Paesaggio bellissimo e quasi primaverile, con tante persone in spiaggia. Risultati immagini per treno lisbona cascais
(Cascais è una cittadina portoghese situata nel distretto di Lisbona. Normalmente ed erroneamente è conosciuto come parte di Estoril, data la quantità di turisti. In realtà è Estoril che appartiene al comune di Cascais. Da Lisbona è semplice arrivare alla stazione di Cascais attraverso la linea ferroviaria costiera, una delle prime linee elettriche europee. Ad Estoril vi è un noto circuito automobilistico. Negli anni l'attività turistica ha rimpiazzato l'industria peschiera. Esiste tuttavia ancora una piccola flotta di pescherecci e un ricco mercato del pesce, noto come la Lota. Si distingue per esser oggi meta di un turismo d'éliteSituato sulla costa atlantica, "dove - come dicono i nativi - la terra finisce e il mare comincia", Cascais ha un clima gradevole. Le temperature, che difficilmente superano i 30 gradi d'estate, rimangono miti durante l'inverno. Nota come la destinazione preferita di alcuni monarchi tra cui quelli di Casa Savoia. Dall'anno 1946, dopo la proclamazione della Repubblica italiana, qui venne in esilio  e visse l'ultimo re d'Italia Umberto II
Spiaggia a Cascais
Il faro di Cascais, Farol de Santa Marta, e la Casa de Santa Maria.

Tra le mete turistiche più importanti ci sono una fortezza che ancora oggi è la base dell'Esercito e il Museo Conde de Castro Guimaraes, situato in quella che fu la residenza privata di un magnate irlandese, costruito intorno al 1900 in stile Folly - vale a dire comprendente vari stili di costruzione - con un occhio all'architettura araba. Qui vi è riposto il testo originale delle "Scoperte marittime" di Don Afonso Enriques. (fonte WIKIPEDIA)).
Dopo aver passeggiato sull'oceano e nella piazzetta lastricata con pietre bicolore disposte deliziosamente come a formare onde, abbiamo cercato il pittoresco mercato della LOTA, abbiamo scelto il pesce preferito tra banchi fornitissimi e abbiamo mangiato lì.
Sull'oceano


Mercato della LOTA


 Il pesce esposto nei vari banchi
Polpo arrosto








lunedì 6 gennaio 2020

Mamma...

Mamma, ma ci sono i saldi adesso? Ho finito le mutande. Tu non me le hai mai comprate. Ho solo quelle di nonna che ormai sono vecchie.
Mamma, Claudio vuole fare una rivolta. Vuole i cottonfioc anche nel suo bagno. Non è giusto che li abbiate solo qui.
Mamma, in frigo non c'è niente...
Mamma, ma sono finiti i biscotti X?
Mamma tu compri solo roba dolce. Io voglio roba salata.
Mamma, tu hai un modo di fare che mi fa innervosire. Che fa innervosire tutti.
Mamma, tu non mi sopporti. È un mese che non mi parli, mi eviti.
Mamma, perché non parli? Mamma, perché non rispondi?
(e te lo chiedi?).
Mamma mamma mamma mamma...

Cosa pretendono i miei figli e i figli in genere dalle mamme!? Tutto.
Amore affetto cure premure agi cose attenzioni soldi riguardi tenerezze carezze. Dimenticando spesso, spessissimo, che le mamme sono umane, persone, donne con speranze desideri aspettative proprie, spesso deluse, energie esauribili, umori, fragilità, egoismi, pensieri  che si impongono, voglia di tentare di fare tutto per i figli. Talvolta senza riuscire.

sabato 28 dicembre 2019

Viaggio di Natale

Abbiamo continuato a camminare a piedi  per chilometri e chilometri su stradine in salita fino a la Graça, La terrazza col miglior  belvedere sui tetti della città delimitata dell'oceano. Abbiamo preso un caffè al tramonto, rosa e arancio, e  siamo tornati scendendo ripide scalette tra muri decorati di graffiti.
Breve pausa ristoratrice e via di nuovo fino a Miradouro dove abbiamo mangiato, all'aperto, nonostante la stagione e l'ora, baccalà in tutte le salse.

Ricordo

Oggi, nel 1902, nasceva mio nonno, Camillo Greco, un grand' uomo, semplice, povero, presto orfano di padre, con pochi studi (solo fino alla "sesta"), ma di grande ingegno, di grande intelligenza, di grande forza di volontà.  Grazie a lui e al suo pallino per gli affari, generazioni di benessere. Eterno riposo, nonno mio amatissimo.

venerdì 27 dicembre 2019

Viaggio di Natale Parte seconda

Siamo atterrati a Lisbona con un po' di ritardo. Giornata tersa e tiepida. Fortunati! Abbiamo preso la metro, linea Rossa, e siamo arrivati a San Sebastian, abbiamo cambiato linea e con quella Azzurra (a Lisbona ce ne sono 4) siamo  arrivati ad Avenida, nel cuore della città, su una strada, un'Avenida appunto,  piena di boutiques eleganti, da Gucci a Louis Vitton e oltre. Abbiamo preso possesso del nostro appartamento, lasciato i bagagli e ci siamo subito immersi in un gomitolo di strade e sali scendi. Sì, perché Lisbona si sviluppa su 7 colli come Roma ed piena di discese e salite, tutte in san pietrini, molto spesso bicolore. Abbiamo mangiato in un ristorante modesto a base di pesce. Io ho preso la zuppa del giorno e un'ottima seppia arrosto con verdure. Buono  il vino portoghese e accettabile il prezzo. Qui la vita è meno cara. Tutto costa meno. Abbiamo camminato molto e in salita fino all'Alfama, cuore del centro storico.  Abbiamo visitato en passant il Miradouro de santa Lucia, un belvedere panoramico sul fiume Tago, la cattedrale, la chiesa e la casa di Sant'Antonio e il sito del castello, tutt'intorno abitato. I ragazzi hanno assaggiato delle ottime frittelle di baccalà con cuore fuso di formaggio di capra, le famose pasteis de bachalau.
Poi abbiamo raggiunto la terrazza de la Graça con un panorama meraviglioso sui tetti della città, abbiamo sorseggiato un caffè e siamo scesi attraverso vicoli e scale interamente decorate con graffiti. Alessandro si è scatenato con le fotografie. Poi Pietro ha cominciato a sentirsi poco bene per la febbre. Lo abbiamo riaccompagnato a casa e noi siamo andati a cenare in centro, all'aperto (ottima la temperatura. Baccalà in tutte le salse, io l'ho preso con cipolle e uovo strapazzato, innaffiato da sangria "tinta". La prima giornata, gradevole, intensa e
stancante, si è chiusa così.

giovedì 26 dicembre 2019

Viaggio di Natale

Dopo le abbuffate natalizie, finalmente in viaggio con tutta la famiglia, cioè con la mia allegra brigata di marito e figli. Questa volta abbiamo scelto di visitare Lisbona perché i ragazzi non  ci sono mai stati. Stiamo per partire con un volo Ryanair, comodissimo da Napoli, che per noi è davvero agevole  da raggiungere. Lauta colazione fatta  a casa, viaggio, parcheggio, un buon caffè in aeroporto e via. 

A dopo per gli aggiornamenti.
Cos'è Natale? Alba del nuovo anno, momento di bilanci, valutazioni, intenzioni, desiderio di doni e bontà, di riscontri, di stare con chi più si ama, di fare scorpacciate di cose buone e di dolci più zuccherini che mai, a volte per indorare qualche pillola amare da buttare giù. Natale è scambiarsi auguri un po' retorici, un po' sinceri ed è il momento di farli a se stessi, è il giorno della speranza che la vita migliori, dell'incanto di luci, stelle, suoni, della natività del Re dei Re in una grotta, di pacchi, fiocchi, baci, inviti, riflessioni. Auguri a tutti!

venerdì 6 dicembre 2019

SEMPRE A MAMMA


MAMMA ASPETTA


Mamma aspetta,
non andare,
non sono pronta,
non lo sarò mai.
Fammi essere ancora figlia,
fammi sentire ancora amata
incondizionatamente,
come dicevi tu
incommensurabilmente
Fammi sentire protetta e pensata,
piccola e piena
Dammi ancora le tue premure infinite
Fammi sentire ancora che c'è
chi pensa e fa per me
Fammi avere  le spalle protette
Fammi sentire compresa
scusata giustificata
per ogni cosa, sopra ogni cosa,
nonostante tutto.
Non sono pronta, no
aspetta, non andare
Fammi crescere ancora,
fammi sentire la bimba coccolata,
un po’ viziata,
la  ragazza spronata e controllata,
la giovane sposa assecondata,
guidata, incoraggiata.
Prendimi per mano,
usciamo ancora insieme
Decidi tu,
andiamo di nuovo  al mercato,
la mattina presto, il sabato,
prima di entrare a scuola
Comprami le cose più belle,
anche quelle che non ho il coraggio
di volere o  di chiedere.
Paga tu, chi lo farà per me?
Dammi i tuoi consigli
Dimmi come si cucina
Stira per me con maestria
Dimmi come si smacchiano
le tovaglie che hai ricamato tu
Cucinami ancora il contorno per cena
Pensaci tu a far studiare i ragazzi
Andiamo ancora insieme al mare,
accompagnami  a Sant'Elena,
a ballare il pomeriggio
perché mi piace ancora
e senza te no, non lo faccio più
Pensa tu a tutte le case e a tutte le cose
Comprami  la macchina nuova,
solo tu lo puoi fare,
solo tu lo vuoi fare.
Rammenda i calzini
Vieni a casa mia
o accoglimi da te, senza severità,
senza il rimprovero negli occhi.
Mamma aspetta, resta ancora
Non andare, no
Vigila, consiglia, ascolta,
proteggi, parla, sostieni.
E amami, amami  ancora




















                                                        Venafro, novembre 2019



mercoledì 16 ottobre 2019

Se qualcuno dona un fiore...

Risultati immagini per uno uomo che dona una rosa a una donna immagineOggi ho casualmente assistito a una scena molto bella, che è stata per me spunto di riflessione.
Fuori dal tribunale di Cassino dove lavoro, sulle scale, un uomo ha preso una bella rosa rossa ben confezionata dalle mani di una persona e l'ha porta ad una donna. Questa ho guardato la rosa, ne ha sentito il profumo e ha detto: "Ci dovevamo separare per avere un fiore. Grazie".
Ho intuito che i due avessero appena avuto un'udienza dal presidente per la separazione legale e che il marito, nonostante ciò, avesse voluto regalare un fiore alla moglie,  non per riconquistarla (quando si finisce in tribunale i giochi sono fatti), ma per testimoniarle affetto e gratitudine, forse per i bei momenti passati insieme o  per i sogni giovanili condivisi e poi infranti o  per i figli avuti. 
Insomma un bel gesto di "integrazione", di riconciliazione col passato, di riconoscenza e riconoscimento insieme. 
Credo che cose così, del tutto gratuite e spontanee,  facciano bene al cuore di chi  le fa e di chi  le riceve. 

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...