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domenica 2 maggio 2021

ARTICOLO 6

 

POLITICA Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza consegnato alla Camera

GOVERNO Una pioggia di miliardi per rinnovare l’ITALIA

Ieri 25 aprile, 76° anniversario della Liberazione, il Governo ha trasmesso al Parlamento il cosiddetto PNRR, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che si inserisce nel programma Next Generation EU, un insieme di provvedimenti per complessivi 750 miliardi che l’Unione Europea Unione Europea - Infoparlamento ha disposto di stanziare per far fronte alla crisi determinata dalla pandemia da Coronavirus.

Ingenti gli importi destinati all’Italia, uno dei paesi più colpiti.

Il Piano illustrato oggi in Parlamento da Draghi, accolto da molti applausi, prevede riforme che dovrebbero modernizzare l’Italia secondo una rigida tabella di marcia già segnata.

Gli  ambiti interessati sono quelli Pubblica Amministrazione, della Giustizia, della Semplificazione normativa e della Concorrenza.

Il Piano, secondo una nota diffusa dal Governo “ha come principali beneficiari le donne, i giovani e il Mezzogiorno e contribuisce in modo sostanziale a favorire l’inclusione sociale e a ridurre i divari territoriali.
Nel complesso, il 27 per cento del Piano è dedicato alla digitalizzazione, il 40 per cento agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, e più del 10 per cento alla coesione sociale. Il Piano si organizza lungo sei missioni.”

La prima missione ha riferimento a “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, la seconda è relativa a Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, la terza è a sostegno delle  Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, la quarta si occupa di “Istruzione e Ricerca”, la quinta è dedicata a “Inclusione e Coesione”, quindi è mirata a potenziare lo sviluppo dei centri per l’impiego e l’imprenditorialità femminile, la sesta denominata semplicemente “Salute”, ha l’intento di potenziare la prevenzione e  i servizi sanitari sull’intero territorio della Repubblica, affinché, si spera, non possa più accadere in futuro quello che è accaduto con il diffondersi della pandemia attuale che ci ha trovato indifesi e impreparati. Pioggia Di Soldi - Fotografie stock e altre immagini di Banconota - iStock

Insomma un piano poderoso, completo  e ambizioso che mira a modernizzare il Paese.

Particolarmente interessante il programma di riforma del mondo della giustizia attraverso l’assunzione di nuovo personale che possa integrare l’ “Ufficio del Processo” e rendere finalmente più competitivo il Paese con la velocizzazione dei processi.


Il Governo prevede che grazie alle misure da adottare sin dal “2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base. Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali. Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40 per cento.”
Insomma ottimi auspici.

Se tutto quello che viene programmato nel piano potesse davvero essere realizzato nei tempi previsti, se i partiti consentiranno la stabilità politica necessaria per attuare i progetti delineati, potremmo davvero dire che non tutti i mali vengono per nuocere o, almeno, non solo.

Venafro, 26 aprile 2021

                                                                                              GDC

 

sabato 1 maggio 2021

ARTICOLO 4

 

CULTURA Finchè il caffè è caldo …si può tornare indietro

VIAGGI NEL TEMPO nell’interessante libro del giapponese Toshikazu Kawaguchi

Ho appena finito di leggere FINCHE’ IL CAFFE’ E’ CALDO del narratore Toshikazu Kawaguchi  che, con un grande sforzo di fantasia o forse interpretando un recondito desiderio di noi tutti, immagina che in particolari condizioni sia possibile viaggiare nel tempo.

Tutto accade in un particolare caffè di Tokio gestito da un omone buono, Nagare, e dalla moglie Kei, con l’aiuto di una imperturbabile collaboratrice  di nome  Kazu, che ha il compito di versare un particolarissimo caffè.

L’atmosfera del bar è rarefatta, le pareti hanno il colore del tempo, gli avventori sono conoscenti e abitué. Ma ogni tanto fa ingresso nel locale qualcuno che per un motivo particolare, un rimpianto, un rimorso, un dubbio, vuole tornare indietro nel tempo, a un momento ben preciso, per incontrare una persona in particolare e rivivere una situazione determinante della sua vita.

La possibilità di tornare indietro fluisce in una rigida cerimonia con regole e restrizioni, la principale: nonostante tutto il futuro non potrà cambiare. Tuttavia tornare indietro, con la consapevolezza del domani, aiuterà a comprendere e ad avere un atteggiamento diverso nei confronti di chi si ama, un fidanzato, un figlio, una sorella, un marito e a dire le persone giuste. La magia permette anche di viaggiare nel futuro e di scorgere quello che accadrà.

Il libro del  giapponese, pubblicato nel 2015, ha scalato le classifiche e ha venduto oltre un milione di copie, forse perché fa viaggiare, oltre che nel tempo, con la fantasia a quello che si vorrebbe, a quello che avremmo potuto fare, attraversando i  dubbi e i desideri di ciascuno di noi. La  prosa di Kawaguchi è pulita, semplice e asciutta e tiene attaccati al libro fino alla 177ema e ultima pagina.

Il romanzo ha avuto grande successo mondiale tanto che ha avuto un seguito nel 2020,  parimenti graditissimo, in BASTA UN CAFFE’ PER ESSERE FELICI.

Peccato che questo speciale caffè che fa viaggiare in avanti e indietro nel tempo non ci sia, ma è lo spunto per una riflessione su come utilizzare la nostra preziosa e irripetibile esistenza.

Venafro, 25 aprile 2021

                                                                                     Giuditta Di Cristinzi

venerdì 30 aprile 2021

ARTICOLO 7

 

Isernia     Pubblicato dal noto poeta Antonio Vanni il dodicesimo libro

Cultura    Dimenticato, una raccolta di poesie per sognare e riflettere

Transiti Poetici: Il "Plasmodio" di Antonio Vanni

Il noto poeta isernino Antonio Vanni, classe 1965, ha dato alle stampe per i tipi della casa editrice cosentina Macabor di Bonifacio Vincenzi il suo undicesimo libro di poesie, il dodicesimo considerando anche la prosa di una silloge di racconti.

La raccolta ha un unico filo conduttore, il mondo visto da un fanciullo che si chiama appunto Dimenticato che cade da una stella e corre nel mondo, invisibile a tutti se non ad una leggera crisalide che cerca di toccarlo senza riuscirvi mai, forse la rappresentazione romantica dell’innocenza non percepibile da tutti.

La pubblicazione fa parte di una collana dedicata esclusivamente alla poesia denominata Le Stelle di Macabor 2.

Molto curata la veste tipografica, ispirati come sempre i contenuti di uno dei massimi poeti molisani. Antonio dipinge con tocco delicato e leggero, ma emotivamente penetrante, le pieghe dell’animo umano e rimanda a un’immagine eterna.

Il testo giunge dopo Plasmodio e Iridio ed è la conferma di una vena poetica unica e inesauribile, che dalla prima pubblicazione del 1984, caratterizza non solo l’espressione privilegiata di Antonio ma il suo vero sentire.

L’autore, raggiunto telefonicamente, ha spiegato di aver elaborato il testo negli ultimi cinque anni e di averlo scritto negli ultimi difficili mesi del lockdown, come d’abitudine, con un tratto leggero di matita, disteso nella sua intimità domestica.

Un ulteriore originale contributo di Antonio alla poesia, che aiuta a vivere e a sognare.  

Dimenticato - Antonio Vanni - Libro - Mondadori Store

Venafro, 27 aprile 2021

                                                                                     GiudittaDiCristinzi

 

Isernia     Pubblicato dal noto poeta Antonio Vanni il dodicesimo libro

Cultura    Dimenticato, una raccolta di poesie per sognare e riflettere

Transiti Poetici: Il "Plasmodio" di Antonio Vanni

Il noto poeta isernino Antonio Vanni, classe 1965, ha dato alle stampe per i tipi della casa editrice cosentina Macabor di Bonifacio Vincenzi il suo undicesimo libro di poesie, il dodicesimo considerando anche la prosa di una silloge di racconti.

La raccolta ha un unico filo conduttore, il mondo visto da un fanciullo che si chiama appunto Dimenticato che cade da una stella e corre nel mondo, invisibile a tutti se non ad una leggera crisalide che cerca di toccarlo senza riuscirvi mai, forse la rappresentazione romantica dell’innocenza non percepibile da tutti.

La pubblicazione fa parte di una collana dedicata esclusivamente alla poesia denominata Le Stelle di Macabor 2.

Molto curata la veste tipografica, ispirati come sempre i contenuti di uno dei massimi poeti molisani. Antonio dipinge con tocco delicato e leggero, ma emotivamente penetrante, le pieghe dell’animo umano e rimanda a un’immagine eterna.

Il testo giunge dopo Plasmodio e Iridio ed è la conferma di una vena poetica unica e inesauribile, che dalla prima pubblicazione del 1984, caratterizza non solo l’espressione privilegiata di Antonio ma il suo vero sentire.

L’autore, raggiunto telefonicamente, ha spiegato di aver elaborato il testo negli ultimi cinque anni e di averlo scritto negli ultimi difficili mesi del lockdown, come d’abitudine, con un tratto leggero di matita, disteso nella sua intimità domestica.

Un ulteriore originale contributo di Antonio alla poesia, che aiuta a vivere e a sognare. 

Dimenticato - Antonio Vanni - Libro - Mondadori Store

Venafro, 27 aprile 2021

                                                                                     GiudittaDiCristinzi

giovedì 29 aprile 2021

ARTICOLO 5

 

ITALIA  Illustrato dal Presidente del Consiglio alla Camera il PNRR

26 aprile DRAGHI: SE CRESCE IL SUD CRESCE L’ITALIA

Applauditissimo durante il discorso alla Camera dei Deputati il Presidente del Consiglio Draghi, che ha riferito a Montecitorio sul Recovery plan prima della trasmissione alla Commissione Europea entro il 30 aprile.

Il casus belli agitato da Renzi, causa ufficiale della caduta del secondo Governo Conte, è arrivato in Parlamento. Il Presidente Draghi ha confezionato il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza e prima di consegnarlo in Europa, ove non ha mancato di svolgere manovre preliminari, come la telefonata con Ursula von der Leyen,  per aggiudicarsene l’accoglimento, ne ha parlato alla Camera dei Deputati in un discorso breve (ore 16.30-17.00) quanto efficace, sintetico e ispirato.

Tale è apparso infatti ex uomo delle banche, guardato finora con diffidenza da più parti e oggi applaudito ad ogni passo, applausi per cui a ringraziato garbatamente ogni volta, in omaggio a un fair play forse acquisito ai tavoli internazionali.

Il presidente si è riferito a De Gasperi, «A noi onere e onore di preparare l'Italia di domani», padre della patria che implicitamente promette di emulare nelle intenzioni di ricostruzione e rilancio di un Paese disastrato dalla pandemia.

Ha avuto un aperto pensiero verso tutti quelli che “per il bene di tutti e per limitare il diffondersi del contagio” hanno chiuso attività che forse non riapriranno o hanno perso il lavoro.

Promesse misure concrete in particolare in favore di alcune categorie di cittadini, i più deboli: le donne, i giovani, le famiglie; della digitalizzazione; del rispetto dell’ambiente; della riforma della giustizia e dell’informatizzazione del processo.

Ad ogni modo una potenza di fuoco quella che ci verrà dall’Europa e che il capo dell’Esecutivo si prefigge di spendere come si deve. "Sarà da 248 miliardi. In ballo il destino del Paese, no a miopi visioni di parte".

Il premier, Mario Draghi (ansa)

 

"Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr sia solo un insieme di progetti, tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi e scadenze. Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l'aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicazioni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria attività, l'ansia dei territori svantaggiati, la consapevolezza che l'ambiente va tutelato. Nell'insieme dei programmi c'è il destino del Paese, la sua credibilità".  

Insomma Palazzo Chigi  vuole "consegnare alle nuove generazioni un paese più moderno… Sia chiaro che, nel realizzare i progetti, ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite. Soprattutto su quelle dei cittadini più deboli e sui nostri figli e nipoti. E forse non vi sarà più il tempo per porvi rimedio".

Il discorso di Draghi non è stato seguito sono in Italia ma anche all’estero, ove sono preoccupati forse quanto noi della salute economica e finanziaria del Bel Paese. Già diffusi a mezzo stampa telematica i primi commenti. In particolare il Financial Times,  quotidiano finanziario inglese, elogia il  premier italiano per aver  restituito credibilità a un Paese definito inadempiente se non addirittura "delinquente". Apprezzamento sgradito quanto ingiusto che speriamo di smentire presto facendo buon uso dei fondi, tutti, non solo i politici, gli imprenditori, la classe dirigente del Paese, ma tutti i cittadini.

Venafro, 26 aprile 2021

                                                                                               GDC

 

 

lunedì 26 aprile 2021

ARTICOLO 3

 

VENAFRO  Pubblicato su Amazon l’ultimo libro di Giuditta Di Cristinzi UN AVVOCATO IN CUCINA

L’avvocato venafrano ha dato alle stampe la sua decima creatura letteraria

Il 12 aprile è stato pubblicato sulla nota piattaforma di e commerce internazionale AMAZON l’ultimo libro di Giuditta Di Cristinzi. La scrittrice venafrana, dopo poesie, racconti e romanzi gialli, ha sorpreso i lettori con una pubblicazione inerente la cucina. Il libro è illustrato da foto e corredato da proverbi sul tema del cibo e da brocardi, ovvero massime giuridiche in latino in omaggio alla professione forense. La Di Cristinzi infatti è avvocato civilista e giudice onorario presso il Tribunale di Cassino, nella sezione Lavoro, da circa venti anni. Scrive da sempre e, dopo aver pubblicato sillogi poetiche, filastrocche per bambini, racconti e un romanzo giallo, ha raccontato della sua esperienza in cucina durante il lockdown con aneddoti, ricordi, citazioni, ricette di cucina italiana, tradizionale o innovativa, e internazionale. Per farlo ha scelto la nuova formula del self publishing, più diretta e veloce, abbandonando l’editoria tradizionale. Il libro, di circa 300 pagine, è in vendita su Amazon in formato e book e cartaceo, a colori o in bianco e nero

 

·         ASIN : B092469Q7F Editore : Independently published (9 aprile 2021)  Copertina flessibile : 296 pagine ISBN-13 : 979-8735530305 Peso articolo : 535 g Dimensioni : 15.6 x 1.7 x 23.39 cm

 

 

Venafro, 23 aprile 2021

                                                                            LA REDAZIONE

ARTICOLO 2

 (SOLO UN BREVE RICHIAMO E COMMENTO AD UN COMUNICATO STAMPA)

COVID  SI MOBILITA ANCHE IL MONDO DELLO SPETTACOLO

 

Il 25 aprile, alle ore 11,30,  gli artisti molisani si ritroveranno a Campobasso per manifestare la difficoltà del momento

 

Dopo le manifestazioni pacifiche, denominate BAULI  IN PIAZZA, di Milano in piazza Duomo e Roma in piazza del Popolo, anche gli artisti molisani esprimeranno il loro disagio  ritrovandosi nel capoluogo regionale, tra il Movimento ai Caduti e il Bar Centrale.

Si tratterà di flash mob silenzioso, pacifico, sobrio e autorizzato, in cui ballerini, cantanti, musicisti, attori e maestranze dello spettacolo segnaleranno il loro disagio.

Nella capitale hanno manifestato, tutti vestiti di nero, come a lutto, tutte le sigle e moltissimi artisti di fama nazionale, come Diodato, Emma, Agnelli, Gazzè, Silvestri e Mannoia,  per chiedere l’istituzione di un fondo a sostegno di tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo, forse quello maggiormente penalizzato da oltre 400 giorni di lockdown.

Chiusi i teatri e i cinema, sospesi i concerti, inattivi i circhi, l’intero settore è in ginocchio e chiede sostegni e aiuti concreti e naturalmente la possibilità, con le opportune precauzioni del caso, di riprendere a lavorare, a divertire, a emozionare il pubblico, insomma a fare intrattenimento e cultura.

Simbolica la data scelta per manifestare, domenica 25 aprile, 76° anniversario della Liberazione  dal regime.

Possa essere per tutti di buon auspicio per la sconfitta della pandemia.

 

Venafro, 22 aprile 2021                                      GDC

ARTICOLO N. 1

 

CORONAVIRUS  Indetto il concorso letterario “LA MIA VITA AI TEMPI DEL COVID”

 

La pandemia che ha cambiato la nostra vita oggi diviene oggetto di riflessione e scrittura

 

Le Associazioni “DIRITTI DI CITTADINANZA DEL LAGO”, che da tempo si occupa di solidarietà, difesa dei diritti dei più deboli e valorizzazione del territorio,  e “TERRA TRICOLORE”, agenzia di media marketing, hanno indetto un interessante concorso letterario a livello nazionale per componimenti poetici e racconti brevi dal titolo  “LA MIA VITA AL TEMPO DEL COVID”.

La pandemia ci ha cambiato completamente la vita; ha cambiato quella dei ragazzi che hanno dovuto adattarsi all’esperienza scolastica della DAD; ha cambiato la vita dei più anziani e fragili costretti a vivere quasi rinchiusi per evitare contatti e possibilità di contagi; ha modificato la vita sociale e di relazione di tutti noi; ha imposto lo smart working; ha causato crisi economica e talvolta la perdita del lavoro.

La paura, le ristrettezze, le riflessioni, le difficoltà materiali e psicologiche possono essere esorcizzate ed espresse con la scrittura di un saggio breve o di una poesia. Per questo le associazioni viterbesi hanno lanciato questa bella iniziativa, rivolta a tutti ma particolarmente i ragazzi. Il concorso individua due selezioni, GREEN per i più giovani e OPEN per tutti.

Il concorso è on line. Per partecipare bisogna mandare entro il 31 maggio a mezzo mail il proprio elaborato al seguente indirizzo concorso.covid@gmail.com, pagando una piccola quota di adesione. All’esito i vincitori saranno pubblicati in un’antologia.

 

Venafro, 22 aprile 2021

                                                                                   LA REDAZIONE

 

 

GIORNALISMO

Ogni scusa è buona per ... scrivere. 

Questa mi mancava, ma ho pensato di scrivere per un giornale e cercare di acquisire il tesserino di giornalista pubblicista. 

Ne ho parlato con il presidente del locale consiglio dell'ordine che gentilmente mi ha spiegato come fare e ho chiesto al direttore di Molise Network, l'amico Marco Valentino, di collaborare. 

Scriverò articoli di varia natura, dalla cronaca alla politica, dalla cultura all'attualità cercando di essere limpida e sincera, di approfondire le notizie e di non dare solo la mia opinione, pericolo sempre in agguato. Vedremo...

Intanto ho già iniziato di gran carriera e ho scritto i miei primi cinque articoli che pubblicherò anche qui nel blog dopo la pubblicazione sul giornale.  

venerdì 23 aprile 2021

Roma, la crisi morde

Mi capita talvolta di andare a Roma e di notare che in città la crisi morde più che un paese o, perlomeno, è molto più visibile e tangibile. Saracinesche abbassate, strade vuote, negozi chiusi, poca gente per strada e una moltitudine di cartelli AFFITTASI e VENDESI. 








Le attività che hanno chiuso per il lockdown, per non sostenere gli elevatissimi costi fissi di gestione, come stipendi dei dipendenti e canoni di locazione, difficilmente riapriranno. 

È amaro vedere strade un tempo animate e brulicanti di gente come via Veneto o via Nazionale vuote e spente. 

La pandemia ha colpito non solo la salute e ha lasciato tante cicatrici che tarderanno a guarire. 


venerdì 16 aprile 2021

UN AVVOCATO IN CUCINA

 


Molti i luoghi citati nel libro, visitati e non.  
Eccone alcuni nell'ordine:  

SATURNIA
TOSCANA
VENAFRO
GAETA 
PORTOGALLO 
TROPEA
LIGURIA
LORENA
MONTERODUNI
MOLISE 
CAMPANIA
LAZIO
ITRI
PUGLIA
ITALIA
NAPOLI
SAN BARTOLOMEO
EMILIA ROMAGNA
GRECIA 
ATENE 
CAPO SUNIO 
EGINA 
IDRA 
POROS 
MAGHREB
FORMIA
PECHINO
VENEZIA 

PONTE DI RIALTO

CINA

GRAGNANO

AMATRICE

SICILIA 

SAN VITO LO CAPO 

CASSINO

CATANIA

COSTIERA AMALFITANA 

CETARA

SCAURI

BOLOGNA

MARCHR 

SPAGNA 

MARSALA

SAN GIMIGNANO 

AMERICA 

SAN FRANCISCO 

PIER 39

GALIZIA

BRUXELLES

MONTAQUILA

PARIGI

HIMALAYA

AGNONE 

ISCHIA

CEPPAGNA 

SAN PIETRO INFINE

VITERBO

SUTRI 

ETRURIA


VIGNOLA 
MODENA
NEW YORK
MANHATTAN
BROADWAY
BELGIO 
LISBONA









martedì 13 aprile 2021

I GESTI MANCATI

 


Ci sono a volte gesti mancati che guastano i rapporti tra le persone, piccoli gesti, grandi gesti. 

Scuse non fatte, gentilezze non ricambiate, parole non dette, inviti a pranzo o a cena, magari alle feste comandate, non resi, complimenti meritati e non elargiti, attenzioni trattenute, sguardi benevoli, carezze affettuose, incoraggiamenti aspettati, omissioni, quelle che si soleva confessare in chiesa...

Più facile recitarle nel Confiteor che rimediare e colmarle, impastati come siam fatti di orgoglio e insicurezze. 

E così le distanze si accrescono. 

sabato 10 aprile 2021

martedì 6 aprile 2021

L'ULTIMO LIBRO


Il mio ultimo libro è quasi pronto e io sono felice ed emozionata. 

Sarà una sorpresa. Lo è stata anche per me. 

Quando a novembre ho avuto come una folgorazione e ho deciso di scriverlo, ho iniziato ad dedicarmici alacremente e in segreto, ogni giorno. 

Dopo due mesi di intensa scrittura, quando ormai i miei mi avevano "scoperta",  ho iniziato la revisione, la correzione, la lettura attenta, l'integrazione con note e immagini. 

Per rifinirlo mi sono affidata a dei professionisti, a un editor per un riesame e a un grafico per la formattazione, le foto e la copertina e spero davvero che possa piacere agli altri come piace a me. 

E' una cosa completamente diversa da quanto ho scritto finora, un libro che mi ha appassionato e divertito. 

Anche in questo caso, come per Coranovirus e altri racconti, ho scelto Amazon e il self publishing, che è un sistema moderno, indipendente e veloce come sono io. 

Io ho mille interessi, nella vita come nella scrittura. Trascorro le mie giornate tra udienze, atti giuridici, contratti, faccende domestiche, giardinaggio, passeggiate, corsi  e commissioni varie. 

E anche nella scrittura, che è forse una delle poche costanti, passo dalla poesia ai racconti, dalle filastrocche ai gialli, dai testi giuridici alle lettere. 

Quindi ci siamo, nei prossimi giorni, forse nelle prossime ore, terrò a battesimo il mio decimo libro e ne sono lieta! 



giovedì 11 marzo 2021



In questi giorni burrascosi della nostra storia, mentre abbiamo tristemente celebrato l'anniversario del primo lockdown e siamo ancora pienamente inpantanati nelle sabbie mobili della pandemia,

che in Italia

si colorano di giallo, arancio e rosso; mentre abbiamo "festeggiato" la Giornata Internazionale della Donna

sentendo alla tv le solite tristi notizie di uxoricidi; mentre stiamo a guardare Draghi

da poco insediato, aspettando che tiri fuori chissà quale asso dalla manica o coniglio dal cappello, Zingaretti,

il segretario del PD, si è dimesso senza risparmiare critiche ai suoi. 

Anche il Movimento 5 Stelle deve decidere che fare di se stesso, dopo aver più volte cambiato natura. 

Forse a capo del PD ci sarà Enrico Letta, forse a capo dei 5S ci sarà Conte, entrambi ex Presidenti del Consiglio, entrambi defenestrati da quell'inqualificabile di Renzi. 

Si alleeranno?  

lunedì 8 marzo 2021

Donna oggi

 


Già, la festa della donna, anzi la Giornata Internazionale della Donna, questo si ricorda oggi, si sottolinea, si festeggia. Ma ha ancora un senso? 

Credo di sì, purtroppo, e dovremo continuare a porre l'accento su questa giornata finchè la parità tra uomo e donna non sarà raggiunta, al netto di tutte le sacrosante differenze tra i generi. Continueremo a farci gli auguri e continueranno a farci gli auguri con quel ramoscello giallo strappato a una bella mimosa in fiore finchè per fare le stesse cose, guadagnare lo stesso compenso, avere le stesse libertà non dovremo faticare di più e di più. 

E come se non bastassero le mille difficoltà "ordinarie della vita quotidiana, ci sono anche i soprusi più gravi, le violenze, le uccisioni, gli uxoricidi che testimoniano il sentimento di possesso da parte di certi uomini nei confronti delle "proprie" donne, come loro fossero solo poco più di un oggetto grazioso che deve esistere per compiacerli. 

Ma senza arrivare a queste forme più aberranti e gravi di discriminazione, che sfociano in reati, va detto e ridetto ci sono le "piccole" discriminazioni della vita di tutti i giorni, quelle che ci incatenano a doveri familiari e domestici pressanti, che ci tarpano le ali della libertà e del tempo. 

Perchè noi, no, non siamo padrone del nostro tempo e della nostra vita come i nostri compagni di viaggio. 

Nel momento in cui decidiamo di amare ed avere dei figli, nella maggior parte dei casi, dobbiamo rinunciare ad altro, alle ambizioni, alla carriera, a far tardi la sera al lavoro, ad assumere impegni troppo pressanti. 

Noi diamo la vita, cediamo il nostro corpo vivo a una funzione della natura, alla continuazione della specie, senza alcun ristoro se non la vita stessa che mettiamo al mondo. Assistiamo alla deformazione del nostro corpo, nel dubbio che possa ridiventare lo stesso di prima, partoriamo nel dolore e subito dopo cominciamo a fare nottate insonni, ad allattare per mesi, litri e litri di latte, a vegliare i nostri cuccioli, passo dopo passo, in ogni evenienza della vita, finchè diventano adulti ed oltre. 

E oltre a fare figli ci occupiamo della casa, della famiglia, a volte allargata. 

Alcune donne, se solo provano a lamentarsi del ménage quotidiano, si sentono dire: 
- In fin dei conti che fai? Un lavoro che vale 6-7 euro l'ora... 

Allora, per quanto a volte possa apparire stucchevole, questa giornata deve essere celebrata ancora a sottolineare le differenze tra uomo e donna, le differenze che resistono allo scorrere dei secoli, all'avvento del progresso, alle mille innovazioni tecnologiche,  all'evoluzione culturale e sociale. 

A volte chiediamo aiuto e ci troviamo a ripetere banalmente "ma butta almeno l'immondizia! " 

E ci sentiamo rispondere "ma non me lo hai chiesto". " Se manca qualcosa in casa comprala tu". "Ma io che ne so... ". 

Poverino, lui, il maschio,  non lo sa, perché il più delle volte vive in casa come in un hotel, a pensione completa. Al massimo pensa a pagare la stanza. 

E così noi ci ritroviamo a fare non solo il triplo,


in termini di tempo speso ed energie impiegate, ma siamo anche le uniche responsabili dell'andamento domestico e familiare. Sopportiamo anche il carico mentale dell'organizzazione di tutto. 

Anche se riusciamo a delegare a qualche esponente familiare del sesso forte una singola azione, siamo le architette, le ingegnere della casa. 

E ci dividiamo, letteralmente, facendoci a pezzi, perdendo sonno, caricandoci di ansie, privandoci di un briciolo di tempo libero, tra pulizia della casa, spesa, cucina, bucato, educazione dei figli, assistenza scolastica, giardinaggio, commissioni, evenienze sanitarie, cura dei genitori anziani, 


imprevisti, rapporti sociali, visite mediche e di cortesia, chi più ne ha più ne metta, e lavoro. 

Già, lavoro, questa chimera che abbiamo dovuto lottare per ottenere, per avere due soldi nostri un tasca, un briciolo di indipendenza e dignità. E non saremo, salvo rare eccezioni, mai abbastanza brave, non saremo mai il capo, non guadagneremo mai lo stesso. Perché mentre loro fanno solo quello, salvo intrattenere qualche relazione con gli amici e fare un po' di sport, noi -anche al lavoro- saremo rapite animo e corpo da mille pensieri che ci porteranno dritte alla cena da preparare, ai panni da stirare appena a casa, al pane che manca in dispensa, al pranzo da avviare per l'indomani, al figlio che ha preso 5 in filosofia, alla mamma da accompagnare dal medico,... 

Tanta la strada che è stata fatta, tanta quella da fare, perché il nostro compagno non ci risponda più alla richiesta di aiuto, candidamente, sinceramente, "ma io non lo sapevo, io non ci ho pensato, tu non me l'hai chiesto". 

Io sono una donna antica ormai, del XX secolo, e ho agito finora pedissequamente, scioccamente, come mi hanno insegnato a fare, ma spero che le donne di oggi e di domani possano vivere con i propri compagni rapporti diversi, fifty fifty, per avere la possibilità di dedicarsi quanto loro alle proprie passioni e volare alto in questa irripetibile avventura che è la vita. 

giovedì 18 febbraio 2021

CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI


Torno al mio blog dopo un po' per una recensione. 

Non che nei giorni passati non ci siano stati accadimenti e stimoli dei più diversi da annotare  -il mio compleanno,


quello di Claudio,

San Valentino,

le prime uscite a pranzo fuori,

il lavoro, un'intensa attività di scrittura

e di preparazione alla pubblicazione di nuove cose (il mio prossimo libro davvero sarà una sorpresa), gli impegni domestici,

con mamma e con i ragazzi, il carnevale e la voglia di sorridere,

la politica, la triste "bravata" di Renzi, l'incarico a Draghi, il nuovo Governo, ... 

Anzi, forse proprio a causa di tanti impegni non ho scritto qui, ma adesso sento l'esigenza di farlo per l'entusiasmo provato nel leggere CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI di Valérie Perrin, edito da edizioni e/o. 



Quest'estate l'ho visto tra le mani della mia amica Valeria, l'ho sfogliato e ho avuto subito voglia di leggerlo. L'ho comprato e l'ho tenuto per qualche mese in attesa, in buona compagnia, insieme ad altri volumi classici e non (Il Capitale di Marx, I tre moschettieri, testi di Oriana Fallaci, De Giovanni, Morante ed altri) sul mio divano di velluto rosso che da qualche tempo è divenuto una seconda piccola biblioteca, quella delle cose "urgenti". 

Sì, perchè io, da quando ero ragazza,  faccio programmi precisi per le mie letture, come preparassi un calendario per studiare un esame all'università. Alcune cose mi piacciono, altre meno, ma mi "obbligo" ugualmente a leggerle, così, per cultura personale, perchè so che sono libri importanti, da conoscere, anche se pesanti. Alcuni sono davvero macigni che mi tengono bloccata per un po', ma non demordo. E intervallo con cose più leggere, romanzi più attuali, gialli, racconti, poesie.

Insomma, tra una cosa e l'altra, tra una lettura e tanta scrittura, è arrivato il turno di questo romanzo bellissimo, intenso, delicato, super premiato. 

Mi ha ricordato un po' L'ELEGANZA DEL RICCIO (L'eleganza del riccio (L'Élégance du hérisson) è un romanzo del 2006 scritto da Muriel Barbery. Il libro è stato una delle sorprese editoriali del 2007 in Francia: ha infatti avuto ben 50 ristampe e ha venduto oltre 2 milioni di copie[1], occupando il primo posto nella classifica delle vendite per 10 mesi [2] e vincendo numerosi premi letterari tra i quali il Premio Georges Brassens 2007, il Premio Rotary International e il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi. Fonte Wikipedia), parimenti poetico. 

L'autrice di CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI è una creatrice, un'artista, fotografa e sceneggiatrice, compagna di Claude Lelouch, di circa 30 anni più vecchio. 

Il libro narra di Violette, una donna quasi cinquantenne, che commuove e conquista per la sua sfortuna e la  delicatezza d'animo. 

Violette non ha conosciuto i genitori, è vissuta in orfanotrofio e in case famiglia, è stata ospite di diverse famiglie ma mai nessuno l'ha chiesta in adozione. Perchè, si chiede, perchè nessuno l'ha mai voluta? Eppure è bella, è buona, è dolce. Ancora minorenne incontra l'amore della sua vita, Philippe Toussaint, bellissimo, viziato, svogliato, egoista. Hanno una bimba; Violette la cresce pressocchè da sola, lavorando per due come guardiana di un passaggio a livello, invisa dai suoceri, che un bel giorno prendono la bimba con sè per farle fare una settimana di vacanza in una colonia, ospite in un vecchio castello. 

Ma la sfortuna perseguita la povera Violette, si accanisce nei confronti di una giovane donna che la vita ha voluto mettere alla prova più e più volte. 

Nel castello divampa un incendio e la bimba, insieme ad altre, muore. 

Per un dolore così si può impazzire, si può morire, ma non è il caso della protagonista che cambia lavoro, cambia città e si ritrova a fare la guardiana in un cimitero. Il marito, che lei continua a chiamare Philippe Toussaint, con nome e cognome per tutto il libro, come a voler suggerire estraneità, va e viene, non lavora, la ignora e un giorno sparisce nel nulla. 

Ma la vita di Violette è ugualmente piena, di persone, di affetti, di amici, di pensieri, di cura, di lavoro come guardiana del camposanto, ove coltiva anche un orto e un giardino. Violette vende fiori ai visitatori,  scrive appunti, annota le orazioni funebri, offre thè ai parenti degli estinti. 

Violette ha amici, non solo nei tre necrofori, nel sacerdote, nei gestori delle pompe funebri; Violette raccoglie confidenze ed è aiutata da Sasha e Célia. Violette ricorda, immagina, ipotizza, comprende. Violette veste di nero o grigio nel cimitero, ma sotto la stoffa triste e scura nasconde sottovesti di seta rosa, abiti di raso rosso, segreti e tenerezze fino a un finale non scontato. 

La narrazione è avvincente; quando si lascia il libro per attendere all'attività quotidiane, si vuol tornare a quelle pagine; quando il libro finisce dispiace. Il racconto è  svolto per lo più in prima persona dalla protagonista come fosse un diario, attraverso frequenti flashback, ma ci sono anche altre voci narranti. 

Il romanzo si tinge di mistero se non di giallo riguardo la tragica morte della bambina; diviene indagini e sorprese, si carica di tensione fino al climax degli ultimi capitoli e finalmente si scioglie in  dolcezza riparatrice. 

Ben tratteggiati tutti i personaggi, alcuni convenzionali, altri strani, stravaganti come talvolta è la vita che toglie e dà, inasprisce e cura. 

Da leggere. 

VALERIE PERRIN CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI EDIZIONI E/O TRAD. A.B. TESTASECCA 2018 PAGG. 473



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