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lunedì 25 settembre 2023

DOMENICA

Piatto da re

Ieri ho cercato di godere della domenica come ho potuto. 

Ho fatto colazione con Claudio mio, ho avuto le coccole di cane e gatto, ho studiato, ho scritto e poi sono andata in moto con Claudio a Scauri. 


Sulla Flacca 




Dalla terrazza dell'Arenauta 


Un trionfo della natura

Bontà italiane

Ho salutato le "amiche del mare", abbiamo preso un aperitivo al lido (I Delfini)


e poi abbiamo proseguito per Sperlonga dove abbiamo pranzato wild all'Arenauta, un ristoro lungo la via Flacca, vista mare, da una splendida terrazza, dove fanno poche cose ma eccellenti. 

Abbiamo preso una mozzarella di bufala freschissima, una bella insalatina di pomodori con olive di Gaeta, rectius di Itri, e del prosciutto, il tutto innaffiato da una bella birretta, bionda e fredda. 

Lì qualcuno ha fatto i complimenti per la moto a Claudio, un'Harley fantastica, amica delle nostre trasferte. 


Sulla strada del ritorno abbiamo preso in po' di pioggia che siamo andati ad asciugare, se così si può dire al Gran Caffè Tirreno di Formia, dove Caudio ha preso una zuppa inglese e io una mega granita di caffè con panna, la consumazione preferita di mamma. 


E l'ho celebrata anche così. 

Cerco di farlo in tutto. 

Rientrati a casa, Claudio è uscito per andare a vedere la partita di calcio del Napoli con gli amici, mentre io sono andata per un po' allo studio e per il resto del tempo da mamma

Da mamma si fa per dire perché mamma non c'è più da oltre 100 giorni. 

Mamma santa e adorata. 


Mi sono persa a casa sua, in garage  a toccare, selezionare, pulire, in maniera nervosa, nevrotica, tesa. 

Ho provato sensazioni molto forti, violente. 

Ho aperto vecchi armadi impolverati e ho sfiorato i suoi vestiti dismessi. 

Ho trovato le mie cose, quelle di quando ero giovanissima. 

Ho fatto un viaggio a ritroso nel tempo: una gonna svasata di morbida pelle avion, un tailleur di renna verde penicillina, cose costose di una giovane fortunata da un verso e sfortunata da un altro... (realtà perfettamente integrate oggi, dopo tanto lavoro).

Sto attraversando una strada impervia ma devo farlo. 

Farò tutto da sola. 

Voglio cercare, vedere, toccare, trovare,  annusare, elaborare,  e non finirò mai. Abbandonato giardino e garage, sono andata al piano di sopra e ho cercato di fare ordine tra scarpe e borse

Voglio aprirle, vederle, toccarle e poi cercare di venderle. 

Che per noi non è un'offesa: è dare valore anche venale a  ogni cosa. Commercianti i miei, commerciante nell'animo io. 

E poi credo coi nonni che "Chi n fiammif'r nn prezza, n fiammif'r nn val".

In ogni borsa, carta pesta per dare forma, pettine, ventaglio, una penna, fazzoletto di stoffa, spiccioli, pacchi di fazzoletti di carta, caramelle a menta, interi astucci di caramelle Golia, Polo o gelatine. Non sapevo che mamma fosse così metodica e ordinata. Io trasferisco tutte le cose da una borsa all'altra, quando cambio. Mamma no. Ognuna aveva il su corredo, il suo necessaire. 

Ma io non posso credere che ora non ci sia più, non ci riesco. 

A Scauri ero come sedata, in trance, ero fuggita dal lutto, ecco. 

Ora sono tornata. Non posso più scappare. 

Mamma mi ha abbandona per sempre. 

E' stata dura. Forti emozioni ieri sera. 

Mi sono talmente persa nel gesto, nei gesti, per ore,  che ho fatto tardissimo e sono rientrata a casa dopo Claudio, col quale ho condiviso il resto della serata vedendo un paio di puntate della serie DOMINA su Sky

E anche davanti alla Tv ho avuto attimi di paura, di forte ansia che ho cercato di accogliere e guardare. 


PENSIERO STOP

 

Gli psicologi e i saggi (io seguo molto R. Morelli, Ruga, Andreoli e Sadhguru)

Sadhguru, il 1° ottobre a Milano 

consigliano di non affidarsi al pensiero ma piuttosto al profondo. 

Il pensiero, la mente, la razionalità sono utili e necessari per risolvere problemi di ordine pratico ma non aiutano ad affrontare problematiche di tipo esistenziale. 

Il pensiero non aiuta a liberarsi dei disturbi e dei malesseri interiori, soprattutto quando lo utilizziamo per risolvere, per riesaminare in modo critico le sofferenze, gli accadimenti del passato che spesso passiamo al vaglio per trovare soluzioni relative all'attualità. 

Posso testimoniare che è davvero così 

Io sono una grafomane nata, mi esprimo scrivendo e praticamente da sempre tengo un diario. 

Ebbene, fino a qualche tempo fa, quando ero in ambasce, ripescavo dalla soffitta vecchie lettere e i miei diari, finanche il primo, quello del 1976-77,

I diari Holly Hobby 

e rileggevo, scavavo, esaminavo, confrontavo, cercando di capire come comportarmi nel presente, come si erano ingenerati convinzioni e comportamenti disfunzionali.

Niente di più sbagliato. Leggere quei diari mi faceva restare nel problema, mi impediva di evolvere e trovare soluzioni nuove, efficaci, diverse e "impregiudicate". 

(Mi propongo, quando avrò tempo, di sfogliarli ancora una volta e di gettarli via, al fuoco, quest'inverno, un fuoco di purificazione e addio, nel camino di casa, la casa dove vivo adesso o nel camino di casa di mamma, ove tutto è disfunzionalmente iniziato). 

Dunque, quando viviamo sofferenze, il pensiero continua a tornare indietro e a ripercorrere i momenti passati per trovare una spiegazione. 

La verità è che il passato non ha soluzioni per il presente. 

Ma c'è un posto profondo e intimo dentro di noi che ci riconosce e sa cosa ci occorre. Questo posto è il Sé,  ma può  anche essere chiamato  anche anima o profondo. 

A volte resistiamo. Ma i saggi ci consigliano di continuare a provare. 

Dunque come si fa a neutralizzare il pensiero a spegnerlo, a togliergli forza? Aiuta compiere gesti semplici, immergendosi completamente in essi, gesti da fare con le mani nei quali perdersi. 

Molto spesso è utile fare giardinaggio,


toccare la terra, fare l'uncinetto, cucire, disegnare, anche come i bambini in schemi fissi o colorare dei mandala (Il sostantivo maschile e neutro sanscrito maṇḍala (devanāgarī: मण्डल; adattato come mandala) è un termine polisemico che in particolar modo intende indicare un oggetto, anche sacro, di "forma rotonda", o un "disco", in questo caso specialmente se riferito al Sole o alla Luna... Fonte Wikipedia)
Mandala da colorare per perdersi nel gesto

 nella maniera che più ci piace, con i pastelli, con gli acquarelli, con i pennarelli. 

Importare è fare un gesto in cui perdersi, quello che è più congeniale al momento e che ci radica nella consapevolezza del presente. 

domenica 24 settembre 2023

DIETA: DIGIUNO INTERMITTENTE Intermittent Fasting Diet

 

La linea perfetta di Arianna 

Siamo tutti alla ricerca della linea perfetta e per questo seguiamo spesso svariati tipi di diete, fai da te o con l'aiuto di uno specialista. 

Un tipo di dieta abbastanza recente, per quanto io ne sappia, è quella del digiuno intermittente che pratica da qualche tempo con successo mio figlio Pietro


Pietro, un bel ragazzo di 24 anni

La dieta del digiuno intermittente è un tipo di alimentazione che permette di togliere i chili superflui e di mantenere il peso forma, riattivando il metabolismo ed eliminando scorie e grassi. 

Si esegue mantenendosi a digiuno per uno lungo termine di ore, dalla cena al pranzo del giorno dopo. 

Al risveglio, al mattino si può fare "colazione" solo con dei liquidi. Mio figlio prende del caffè decaffeinato, spesso diluito con acqua, e riesce così, bevendo anche tanta acqua semplice, a tamponare la fame perché ormai ha acquisito questa abitudine. 

Dalla cena della sera prima sino al pranzo del giorno successivo è digiuno. 

Gli studi hanno accertato che in questa maniera l'organismo può riposare e disintossicarsi aiutando le cellule a ringiovanire, insieme ai tessuti e finanche ai neuroni.

Per documentarmi meglio ho cercato sul web e ho trovato numerosi articoli. 

Forse un giorno troverò la motivazione di farla anche io, ma adesso non riesco a privarmi della mia sacrosanta colazione, un momento di calma che vivo con mio marito Claudio, nella nostra cucina, con i nostri prodotti preferiti, prima di iniziare la giornata. 

Comunque ecco quello che ho scoperto: 

La dieta del digiuno intermittente  è chiamata anche Intermittent Fasting.

In realtà  non è una vera e propria dieta ma un programma alimentare che alterna momenti di digiuno con intervalli a cui invece è concesso mangiare.

Il digiuno intermittente sta diventando sempre più popolare per i benefici che si possono avere sia sul piano fisico che psicologico. 

E' un tipo di alimentazione  comodo e pratico e si adatta a ogni stile di  vita. 

Si tratta di un approccio alimentare nel quale va inserito un periodo minimo 12-16 ore di digiuno, tale da incidere sul bilancio calorico complessivo e sul metabolismo ormonale. 

Si compone di due fasi: una fase di digiuno chiamata fast, della durata di diverse ore, in cui non va assunto nessun cibo, salvo bevande, come acqua, thè, caffè amaro o tisane senza zuccheriuna fase chiamata fed, in cui si può mangiare regolarmente. 

E'  semplice e funziona bene. 

Esistono diversi metodi di digiuno intermittente: il digiuno intermittente 16/8 che suddivide la giornata in due parti, ovvero 8 ore in cui si mangia (Fed) e 16 ore di digiuno (Fast)  e il digiuno intermittente 12/12. 


Il digiuno intermittente per dimagrire


Con il digiuno intermittente è possibile dimagrire? Sì, certo.

Il digiuno infatti mette il corpo nella condizione di non avere abbastanza energia dal cibo e doverla quindi prendere dalle riserve interne portando al dimagrimento, senza però provocare la fame che si avverte in genere quando si è a dieta ipocalorica. Sembra paradossale ma è così grazie alla durata limitata del digiuno.

Un digiuno prolungato infatti demotiva la persona, oltre a mettere in atto tutta una serie di compensazioni da parte del nostro corpo, alcune delle quali assolutamente da evitare. Mentre invece digiunare per tempo limitato rende  la pratica molto più facile, breve e sopportabile.

Il digiuno inoltre è uno dei mezzi più potenti per depurare l’organismo.

Il grande oncologo Veronesi lo praticava un giorno alla settimana. 

Quando il corpo non è impegnato a digerire ed elaborare  processare il cibo ingeriti, può dedicarsi a “pulire” il nostro organismo dalle scorie e rendere più efficiente molti processi metabolici. Il digiuno permette anche di rendere le cellule più resistenti all'insulina, favorendo la protezione da patologie metaboliche importanti come il diabete e la sindrome metabolica. Infine sembra che durante i periodi di digiuno breve siano stati riscontrati aumenti nella produzione di ormone della crescita,  mediatore della rigenerazione cellulare, utile per rallentare il processo di invecchiamento.

Dunque, tanti i vantaggi. 

Il digiuno intermittente è da provare subito al rientro dalle vacanze!

(Fonti: Pietro Petrecca e www.digiunointermittante.it) 

Sì, viaggiare ...

 È quasi tutto pronto, ne manca solo uno.

Stiamo per organizzare un grande viaggio di famiglia e io non vedo l'ora.

Amo lasciare la quotidianità, amo l'avventura, amo conoscere cose nuove.

Il viaggio è uno stato dell'anima, è un altrove, è crescita e arricchimento, è vacanza dalle solite cose.

È cambio di marcia, sospensione, fuga, balsamo, riposo.

Che sia lungo, che sia breve, sia benedetto.


sabato 23 settembre 2023

PUBBLICO O PRIVATO?

 


Poco fa, sfogliando la mia pagina Facebook, mi sono imbattuta in questa vignetta che mi è sembrata molto intelligente e che ha acceso in me alcune riflessioni.

La statalizzazione di servizi essenziali è stata una conquista di chi ci ha preceduto, una conquista risalente agli ultimi due, tre secoli, che attualmente stiamo buttando nel cestino, poco per volta, per incapacità dello Stato, per mal governo, per volontà politica e sete di danaro delle lobby. 

Ci sono dei servizi invece,   dei diritti, come quelli alla salute, alla giustizia, all'istruzione che dovrebbero istituzionalmente  essere amministrati dallo Stato, almeno in prevalenza. Sciola 🏫, università,  sanità, giustizia,  a mio parere, devono essere pubblici, a garanzia di imparzialità e di libero accesso per tutti.

Se tutto fosse privato, solo i più abbienti avrebbero l'accesso ai servizi essenziali. In uno Stato di diritto, moderno, eccipiente, alcune cose devono essere alla portata di tutti. 

Cinema: IO CAPITANO di Matteo Garrone

 Arriva l'autunno e torna la voglia di andare al cinema.

Questa sera ci sono stata con Claudio e gli amici, a Campobasso, in una multisala, Il maestoso, che poi tanto maestoso non era,  a vedere il film del momento, Io capitano di Matteo Garrone.

Il film, acclamatissimo, è uscito nei primi giorni di settembre in 200 sale in Italia e ha già ottenuto  più di un milione di euro di incassi. Nei prossimi giorni sarà proiettato in 350 sale in Italia ed è stato acquistato in molti paesi all'estero.  

È candidato come miglior film straniero agli Oscar. 

Il regista capitolino ne ha parlato approfonditamente in un'intervista. 

Il film inizialmente è molto crudo ma poi si dipana in  momenti onirici e di fiaba fino ad un finale lieto ma non scontato. 

Parla di due ragazzi senegalesi, cugini, che hanno il sogno di andare via dal loro paese, non tanto per sfuggire alla guerra o per cercare migliori fortune economiche ma perché affascinati dall'Europa, dalla globalizzazione e dalla possibilità di diventare due rapper famosi. Contro la volontà dei genitori si mettono in viaggio. Dal Senegal passano nel Mali, quindi attraversano tutto il deserto del Sahara, giungono in Libia e vengono imbarcati nel Mediterraneo.

Il viaggio è terribile. Uno dei due, il "capitano" Seydou, alla fine viene posto da scafisti senza scrupoli al timone di un barcone carico di migranti proprio perché minore e non imputabile.

Ma prima di giungere al mare, i giovani dovranno affrontare prove cruente e pentirsi amaramente di essere partiti. 

Nonostante le avventure davvero toccanti, ci sarà il lieto fine dell'approdo in Italia.

Ma il viaggio è davvero un odissea. I ragazzi partono su un'auto a noleggio di fortuna con altri fuggiaschi, dovranno  pagare per avere dei passaporti falsi, verranno scoperti, dovranno pagare ancora la polizia corrotta per poter proseguire, arriveranno in Libia dove saranno  separati perché Moussa, il cugino di Seydou, aveva nascosto il denaro rimasto dentro di sé. Verrà   scoperto e imprigionato. Ma anche Seydou in seguito sarà   tradotto in un carcere libico dove, sottoposto a percosse e torture, verrà comprato, insieme  a un uomo adulto che si prenderà cura di lui e lo proteggerà, per svolgere il lavoro di muratore. Lavorerà nel deserto per uno strano personaggio ricco e otterrà in dono la libertà e la possibilità di imbarcarsi. Durante il viaggio nel deserto e dopo le torture in carcere, il povero Seydou sognerà di poter ritornare dalla madre, di poterla vedere, di poterla chiamare.

I momenti onirici addolciscono la crudezza del film, stemperano la tensione introducendo gli elementi della fiaba. E del resto in tutte le fiabe c'è anche dolore e crudeltà. 

I momenti di maggior pathos sono quelli della traversata nel deserto, su una camionetta che li sballonzolerà sulle dune, e le scene delle torture in carcere. Molti uomini moriranno ma le determinazione dei ragazzi  li condurrà alla fine del viaggi.

Arrivati a Tripoli riusciranno a ricongiungersi ma Moussa è stato ferito.

La prima parte è sicuramente più cruenta e più approfondita.

La seconda è più veloce e comincia a virare verso il lieto fine, verso il fiabesco. 

È un film particolare, quasi un documentario,  tutto in senegalese e in francese, con i sottotitoli e con degli attori, forse, non protagonisti 

Pone al centro una delle più grandi emergenze umanitarie dei giorni nostri, una tragedia che mi ha toccato tantissimo al momento del naufragio di tanti barconi nel 2015 e ispirato alla scrittura della raccolta Strage d'anime, dedicata a tutti i caduti del Canale di Sicilia.



 

venerdì 22 settembre 2023

LA SALUTE UN BENE PREZIOSO: PREVENZIONE

 


La salute è un bene prezioso che, come tale, va custodito e curato. Importante è la prevenzione attraverso esami e check-up completi o mirati, che possono evidenziare eventuali patologie non ancora nota.

L'autunno mi sembra un momento adatto a queste indagini. 
Al ritorno dalle vacanze, a settembre o a ottobre, io faccio sempre un check-up di base
Mi faccio prescrivere dal mio medico di base, fino allo scorso anno mia sorella Iva, oggi in pensione, degli esami del sangue per controllare emocromo, azotemia, bilirubinemia, colesterolemia, HDL, LDL, creatinina, elettroforesi siero proteica, fosfatasi alcalina, gammaGT, glicemia, sideremia, ALT, AST, trigliceridi, uricemia, VES,  oltre l'esame delle urine.
In ogni caso, il medico di fiducia può darci consigli mirati per ulteriori approfondimenti.
Normalmente il prelievo del sangue va eseguito a digiuno dalla mezzanotte della sera precedente, in una posizione seduta standard. È una pratica poco fastidiosa e pressoché indolore.
Gli uomini possono aggiungere un check-up specifico per il controllo del PSA, del PSA libero  e dell'uricemia in quanto dopo una certa età, sono soggetti a problemi della prostata. Sarebbe opportuno, prima degli esami, astenersi dal fumo, dall'alcol e dallo stress.
Anche le donne hanno dei check-up specifici da eseguire, esami che mirano al controllo della ferritina, della uricemia, del calcio e della sideremia, in quanto le donne sono più soggette ad anemia e osteoporosi.



Alcune persone si accorgono da sole di avere delle intolleranze alimentari che possono insorgere anche in età adulta. Dopo aver introdotto per anni degli anni alimenti incompatibili, infatti, si possono creare sensibilizzazioni. Le tolleranze alimentari possono essere controllate con un semplice prelievo del sangue.

Esistono poi ulteriori check-up:
- quelli che afferiscono al profilo epatico, al profilo cardiologico, al colesterolo, alla tiroide.

Di questo so purtroppo più di qualcosa in quanto mi sono ammalata di ipertiroidismo nel lontano 1984. All'epoca ho eseguito moltissimi esami come ecografie, scintigrafie, esami del sangue anche con mezzo di contrasto, Tac, RMN, Rx della sella turcica e via discorrendo in quanto ho avuto numerose complicanze fino all’esatta diagnosi di morbo di Basedow e all'indicazione chirurgica di tiroidectomia (posso dire di aver risolto i miei problemi, di aver avuto una vita normale, di aver partorito tre figli sani, naturalmente, e di averli allattati felicemente al seno a lungo).

Ad ogni modo, chi vuole effettuare un check-up base della tiroide deve effettuare un prelievo di sangue per il dosaggio di FT3, FT4 e cioè delle frazioni libere di T3 e T4, del TSH, ovvero dell’ormone tireotropo, degli anticorpi anti tireoperossidasi e degli anticorpi anti-tireoglobulina. A questi si può unire un check-up del profilo metabolico, che va ad indagare anche proteine totali e frazionate, omocisteina, apoA e  apoB.
Le persone che soffrono particolarmente di stomaco, come mio marito Claudio, nel periodo primaverile o autunnale, quindi al cambio di stagione, in genere vedono acuirsi i disturbi gastroenterologici. In questi casi può essere utile monitorare lo stato di saluto di stomaco e intestino, con esami di amilasi, lipasi, Helicobacter Pilori e ricerca di sangue occulto nelle feci. 


Un esame molto particolare è quello richiesto talvolta dai genitori sui figli per la ricerca della presenza di sostanze stupefacenti. Si tratta dei cosiddetti DRUG TEST, che vanno a verificare la presenza nelle urine di oppiacei, di cocaina, di cannabinoidi, di anfetamine, di metanfetamine, di MDA o ecstasy, di metadone e di buprenofina.

Tutti questi esami possono essere eseguiti presso gli ospedali oppure in centri diagnostici privati convenzionati o meno con il SSN.

(Fonti dott.ssa Iva Di Cristinzi; UN ANNO DI SALUTE di Biomedical Center di Venafro, via Colonia Giulia).

giovedì 21 settembre 2023

La mia giornata

 Quella di oggi è stata una giornata intensa come spesso accade. 

Mi sono risvegliata con Claudio che, dolcissimo, mi ha portato il caffè macchiato a letto. 

Lo amo da morire da trent'anni. 


Sono scesa giù e ho fatto colazione con latte e caffè freddo e cereali, mentre Alfonsino


mi faceva le coccole.

Mi sono preparata con cura  indossando un abito vintage di seta pura, bianco e azzurro pervinca,  a righe e fiori. Sarebbe tanto piaciuto a mamma che me lo aveva comprato 39 anni fa!

Ho messo su una cintura di pelle bianca di Gucci, scarpe chanel bianche di ecopelle finto Gucci, collana con pietre bianche e staffe tipo Gucci. 

Elegance is an attitude

Sono andata in auto a Cassino. Ho fatto udienza. Il geometra G.A., che ho nominato CTU in una causa, mi ha offerto un caffè al bar. Più tardi ho fatto una seconda pausa al Richard con le mie amiche e colleghe Raffa e Rosanna. Ho preso un cappuccino deca e delattosato. Sono rientrata in tribunale e ho terminato la mia udienza civile senza troppi intoppi. 

Sono andata dalla mia psicologa a cercare di dipanare la matassa...  Difficile. 

Sono rientrata a Venafro, mi sono fermata al cimitero da mamma. Ho spazzato a terra la cappella e ho pianto, ho accarezzato la lapide e ho parlato con lei, con tutti loro...

Sono scesa e ho seminato foglioline di piante grasse di facile ripresa nelle ciotole trascurate del viale del cimitero, le ho pulite un po' dal fogliame e sono andata a casa. 

Claudio era già uscito. Mi aveva lasciato del riso lesso e degli spinaci. Magro pranzo. Mi aveva comprato l'acqua minerale gasata e me ne ha fatto trovare una bottiglia sulla tavola e una sulla scrivania. Cavolo, quest'uomo non me lo dice ma mi ama!

Ho mangiato e salutato Alfonsino birichino, ho fatto qualche servizietto e sono andata a casa di mamma dove l'ho pianta e pensata ancora. Ho fatto altri servizi. Dovrò gestire e svuotare casa ma mi fa troppo male. 

Non ci posso credere che mi ha lasciata, che si è fatta sopraffare dalla vecchiaia, dalla stanchezza, dalla malattia e dalla morte. Ci eravamo promesse di morire insieme. Cazzo. 

Sono venuta allo studio, dove sto ancora, alle 21.48. 

Ho fatto cose, visto le mail, telefonato, letto, scritto una pec, sistemato. Dalle 20 circa ho studiato un po' per l'esame di conferma GOT: cosa orribile, dover fare un esame dopo aver fatto questo lavoro ibrido e mal pagato per 21 lunghi anni. 

Ho chattato con le amiche, dovevamo uscire ma è andata buca. Claudio è andato a fare spinning e poi a cena fuori. Sono sola. Andrò a casa, cenerò, frugalmente e forse guarderò su Sky una puntata della serie Domina, suggeritami da Marianna Fiorillo. Mi piace. Intrighi e storia, mia grande passione. 

Andrò a letto stanca ma serena,  in fondo soddisfatta. Vorrei sentire Pietro e vorrei poter andare adesso a salutare mamma, prima di andar via, come ho sempre fatto, ogni sera da quando mi sono sposata. Mamma cara mia


Mamma


Mamma era buona, era timida, era insicura. Si sentiva ignorante. Era umile. Chiedeva sommessamente, aveva sofferto guerra, stenti e miseria. Aveva patito la rigida severità della madre, che non voleva farla studiare, aveva subito il rigore, le proibizioni, il senso del peccato, i rinvii a tempi migliori mai giunti. 

Mamma diceva sempre "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". 

Mamma si metteva nei panni degli altri e indossava i panni "da fessa", ma fessa non era. 

Mamma era molto intelligente, sapeva fare bene i calcoli, era intuitiva, sapeva comprare e vendere e risparmiare, ma mai di sé. Di se stessa dava a profusione, a tutti. 

Provava pietà mamma, finanche dei nostri avversari a calcio quando giocavano e vincevamo. 

Mamma era una donna antica. Era seria, aveva grande senso del dovere. 

Mamma sapeva ricamare, cucire, rammendare, mamma insegnava, puliva la casa, lucidava il rame con aceto e sale. Mamma guardava la tivù, coltivava l'orto, aiutava babbo in campagna. Mamma lucidava a terra con una maglia di lana, curava la mamma e il padre, mamma aiutava zio Peppino, gli puliva l'esposizione, rispettava la nonna che chiamava mamma Bettina,  mamma amava le amiche. Adorava le piante, ne aveva a decine, amava i nastrini. 

Mamma era di principio ma cedevole, era elastica. Era disponibile. Amava acquistare e fare affari. 

Mamma mi adorava e viveva per me. 

Aveva un suo senso dell'humour e a volte faceva grasse risate. Claudio la faceva sorridere e la rendeva allegra. Amava i nipoti, era abnegata, era severa, non mi faceva complimenti, mi osservava e nei miei riguardi era critica. 

Io e mamma il cordone non lo volevamo tagliare e non lo abbiamo rotto fino al 10 giugno del 2023 quando si è spenta tra le mie braccia. 

Mamma è in me in tanti modi ma ne avverto l'assenza in modo sordo e doloroso e inutile e aspro. 

Mamma ineffabile, immensa, incommensurabile, mamma santa, amata, infinita, mamma di un dolore solo mio, solo mio così grande...

mercoledì 20 settembre 2023

MAMMA MIA

 


Un pranzo in suo onore, per l'onomastico, a Cascina Le Noci

Mamma a Scauri 

Scauri La Luccioletta

Con la sua amica del cuore ROSA DI NOTO D'AMICO

Di recente, mamma ed io insieme al Laghetto

Chissà dove a bere un caffè con me

Dopo la messa in memoria di babbo 

Tra le braccia di Pietro

Una distinta e bella signora 

Con Iva cara, il suo medico, la sua compagna di vita per 50 anni e oltre

HOTEL DORA Pranzo per i suoi 90 anni 

con gli amati nipoti 

A casa mia, al battesimo di Claudio Maria

a Rocca da Iva 

All'Hotel Dora per un suo onomastico
















                 























Faccio finta che tutto sia normale, esco, entro, parlo, scrivo, mi sono trattenuta a lungo a Scauri, al mare, lontana...
Ma in realtà nulla è normale e io sto facendo, in questi ultimi 100 giorni tristi,  soprattutto una cosa: elaborare il lutto di mia madre, della mia mamma adorata. 

Penso, ripenso, sogno, guardo foto, vado al cimitero, metto in ordine nella sua casa, vado lì a pulire, a 

innaffiare le piante, a svuotare un cassetto, a riordinare l'anta di un armadio, a sbrinare il frigo, vado a pensarla. 

Mi siedo sulla sua poltrona, mi stendo sul suo letto di morte, piango, urlo il suo nome invano ma mamma non risponde, mamma  non c'è più, è inutile, non ci sarà mai più, l'ho perduta per sempre. 

Mamma adorata, santa, sapiente, prodiga, paziente, mamma con le mani d'oro, mamma che mi adorava e viveva solo per me, figlia unica vezzeggiata e viziata, mamma cara, silenziosa, prudente, altruista, buona, opportuna, mamma che sapeva fare tutto, che mi ha insegnato tutto quello che so. 

Mi sento orfana come una bambina di tre anni invece ho goduto di lei per 56 anni, del suo saper fare, dei suoi regali immensi, piccoli o milionari, dei suoi consigli, del suo aiuto incessante, del buon esempio, dei suoi soldi. 

Mamma mia, come vorrei tenerti qui, ora, accanto a me, allo studio, mentre scrivo, e tu non volevi; vorrei prenderti la mano stanca e fare l'amore con gli occhi. Ti amo tanto mamma mia, è straziante non averti più accanto in carne e ossa, pelle e ossa. Ti eri consumata, non eri più autonoma, le badanti non le volevi, volevi solo me e io invece saltellavo di qua e di là. Ne provo il rimorso. 

Ti hanno trattata male, mamma mia bella? Dimmelo...

Mi chiamavi, volevi me. Venivo ogni giorno, più volte al giorno ma erano visite troppo fugaci per farti resistere alla vecchiaia. Avrei dovuto tenerti a casa con me, portarti in giro, stare più tempo con te a chiacchierare, ma tu eri così chiusa, sempre arrabbiata. Mi guardavi con aria di rimprovero, di critica, di disapprovazione. Oh, mamma ci siamo amate così tanto, anni e anni di simbiosi. Ho dovuto staccarmi e ora mi pento. Eravamo diverse. Tu antica, severa, parca; io divisa e figlia del mio tempo come di te.

Ti vorrei ancora e ancora. E tu non puoi tornare. Chissà se ci rivedremo quando verrò io ma io non credo, non credo in nulla. 

Posso solo dire che ti amo, che mi manchi, che a volte mi sento perduta, sola, defraudata, bisognosa. Non ho più nessuno alle mie spalle, nessuno che mi ami come te, nonostante la mia bella e numerosa famiglia. 

Mamma mia, è dura. parole e lacrime non esprimono il vuoto, il disorientamento, il rimpianto, la mancanza, il rimorso, l'amore. 

Solo una cosa mi fa un po' di luce, benché tu sia andata via con dolore, consunta, stanca, vecchia, che sei andata via tra le mie braccia. Io ho raccolto il tuo respiro, io ho avuto il tuo ultimo sguardo perso nel vuoto, con Iva accanto e Umberto vicino. 

Riposa in pace e nella luce che meriti, mia adorata 

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...