LIFE STYLE AVVOCATOAMICO BENESSEREBELLESSERE VIAGGI CUCINA SCRITTURA CREATIVA LIBRI MAMMAeFIGLI
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martedì 29 ottobre 2013
SORELLE IL DOPPIO O SORELLE A META'?
C'è una parola molto brutta nel vocabolario italiano che definisce la mia condizione: sorellastra.
A lungo ne ho portato il peso, sentendomi spesso una sorella di serie B.
Chi mi conosce, sa la mia storia e quella della mia famiglia.
Il mio povero babbo aveva sposato in prime nozze, ad Edimburgo, la signora Rose Cimorelli. La loro unione fu benedetta dalla nascita dei miei fratelli, Adriana, Iva e Umberto.
La signora Rose, debole di cuore, lasciò questa vita a soli 40 anni, in un triste giorno di giugno di cinquanta anni fa.
Il mio babbo restò solo e dopo un lungo periodo di lutto, come usava a quei tempi, specie in paese, pensò di trovare una nuova compagna, con la quale dividere i giorni della vita futura, le gioie e gli affanni e le responsabilità di genitore.
Scelse mia madre, Titina, una donna seria e buona, di altri tempi, una semplice maestra di scuola. Una donna cui la nostra lingua ha serbato un altro brutto nome, matrigna.
Le fiabe son piene di matrigne cattive. Ebbene, la realtà ben può essere diversa e spesso supera la fantasia. La mia mamma non è stata la matrigna, ma la fata buona che ha fatto incantesimi d'amore, dedizione e sacrificio.
Dunque, ora, noi quattro fratelli, o fratellastri che dir si voglia, siamo grandi, "sistemati", sposati, lontani. Ognuno di noi vive la sua vita, ma siamo legatissimi.
Giorni fa riflettevo sul rapporto con mia sorella Iva, la migliore tra noi, quanto a bontà.
Pensavo alla nostra salute e a quanto io sia stata male, anche fisicamente, quando lei ha avuto un infarto, circa tre anni fa.
Pensavo che, in passato, ci siamo entrambe ammalate alla tiroide ed, ora, entrambe alle corde vocali, insieme. Tutte e due abbiamo una disfonia, che stiamo curando con la stessa logopedia.
Mi chiedevo, se questo non è amore, non è empatia, cos'è?
Pensavo, siamo sorelle a metà, solo perchè abbiamo due mamme biologiche diverse?
No, noi siamo sorelle il doppio.
E non è retorica. Perchè Iva ha due mamme, la sua, quella che l'ha partorita tanti anni fa, e la mia che l'ha cresciuta, l'ha sostenuta, le è stata accanto nella vita.
E anch'io ho due mamme, la sua e la mia. La mia che mi ha messo al mondo e che per grazia di Dio mi cammina ancora affianco e la sua, Rose, della quale ho apprezzato ed ereditato, tramite i miei fratelli, lo stile, la bontà, l'educazione, la signorilità.
Così come ho sei nonni, i miei materni, quelli comuni paterni e i nonni dei miei fratelli, nonno Felice e nonna Cristina, che non ho conosciuto se non attraverso le foto, i ricordi, le parole, ma molte idee, molti miei comportamenti, molti valori, molti sentimenti, lo so, li ho mutuati da loro.
La nostra è una famiglia molto all'antica, ma allargata come quelle più moderne.
Quando tra qualche giorno si commemoreranno i morti, al cimitero saluterò anche la signora Rose e lascerò un fiore ed una preghiera anche per lei, che riposa insieme a babbo, per nonno Felice e nonna Cristina.
Ci ho messo molto tempo per elaborare, ma non mi sento più la sorellastra di nessuno.
venerdì 18 ottobre 2013
FINCHE' MORTE NON CI SEPARI
Finchè morte non ci separi ed oltre...
Questa mattina a Venafro si è celebrato un funerale tristissimo, ma anche singolare: le esequie congiunte di due anziani coniugi.
Pare che, dopo moltissimi anni di matrimonio e vita comune, figli, vicissitudini, alterne vicende, lui si fosse ammalato.
La moglie, benchè anziana e anch'essa malferma in salute, ha assistito il coniuge a lungo, in casa.
L'altro ieri lui è venuto a mancare. Erano stati già fissati i funerali quando si è verivicata una cosa non comune: dopo poche ore dal decesso del marito, è morta anche la moglie. I funerali sono stati rinviati e fissati "insieme". La camera ardente ha visto entrambi gli sposi, uniti nella vita, come nella morte.
Ieri ho visto esposto per le strade del paese il necrologio "matrimoniale" e me ne sono stupita; mi sono fermata, l'ho letto, ho chiesto informazioni. Non conoscevo personalmente le persone in questione. Posso immaginare il dolore e il disappunto dei figli nel sostenere una doppia perdita, nel celebrare in un momento i funerali del padre e della madre insieme.
Tuttavia, nel fatto di per sè dolorosissimo, vi è del bello e del buono: l'amore immenso, totalizzante di questi due sposi, che dopo una vita insieme, nonostante le trame superiori del fato, non hanno voluto separarsi.
L'eterno riposo a Loro...
domenica 13 ottobre 2013
LA NOSTRA VITA
La vita è dura perchè ci affanniamo a cercare cose imposte dagli schemi, familiari, sociali.
Se cercassimo solo di essere noi stessi, di scoprire e affermare il nostro essere, la nostra essenza più intima e vera, la vita potrebbe essere più felice, leggera. Guardarci dentro, essere qui ed ora, osservare le cose, lasciar fluire l'esistenza, godere il tempo e renderlo pieno, piuttosto che fuggevole, ecco questa dovrebbe essere la meta. e non raggiungere una certa posizione, una promozione, un maggior guadagno, uno status.
Ma chi se ne frega di tutto ciò!?
Faccio ammenda, io per prima ho sbagliato, sulla mia pelle, dandomi il tormento per anni. Prima la laurea, poi l'abilitazione, la professione, il matrimonio, l'indipendenza economica e via così discorrendo all'infinito.
Ora basta. Voglio lavorare meno, stare coi miei ragazzi, godere della loro compagnia, aiutarli a fare i compiti, stare più tempo a casa, leggere e scrivere, ...
Sì, è vero, bisogna pur sempre guadagnarsi la pagnotta, il benedetto pane quotidiano e avere a che fare con gli altri, in scambio continuo, in rapporti e relazioni talvolta complesse, difficili, finanche dolorose, ma l'errore è volere troppo ed aspettarsi dagli altri delle cose. Illudersi per poi rimanere sempre, almeno in parte, delusi.
Gli altri sono solo compagni di strada, ora l'uno, ora l'altro, ora nel bene, ora nel male. E tutti ci usiamo a vicenda. Pare una triste realtà, ma è ovvio, è normale, ci usiamo tutti, perchè non siamo fatti per star soli. Ognuno ha in sè dei bisogni concreti ed un gran vuoto da colmare per attraversare i flutti incerti dell'esistenza.
Tuttavia, si può riuscire ad allentare le morse dei pensieri, dei diktat alieni. E allora via, buona vita a tutti noi!!!
lunedì 7 ottobre 2013
CELEBRERO' NOZZE!!!!

Ieri gli amici Teresa e Gaetano sono venuti a farmi una gradita visita a casa per consegnarmi l'invito alle loro nozze. Ne sono stata lieta e sorpresa, perchè da molti anni convivono e la loro unione è stata allietata dalla nascita di un figlio, oggi sedicenne. Ma, sorpresa nella sorpresa, mi hanno chiesto di essere io a celebrare le nozze!!!!! Ne sono lieta e onorata. Dunque il 26 ottobre nella Sala Consiliare del nostro Municipio, fascia tricolore addosso, Ufficiale di Stato Civile per un po', celebrero' le nozze degli amici. Evviva gli sposi!!!!!
IL GIUDIZIO DELLA GIURIA
Per l'intensa dedica regalata al tema e al concetto ed espressa in maniera evocativa e calzante tramite immagini di somiglianza e parole disposte in modo da creare fili diretti con il nucleo centrale d'ispirazione. Per l'intensità dello stato d'animo poetico posto in rilievo tramite echi che, seppur inseriti nell'ordine dei versi, paiono espandersi all'infinito.
FUOCO
POESIA DEDICATA A D'ANNUNZIO CON LA QUALE HO VINTO E PARTECIPATO AL X PREMIO NAZIONALE DI POESIA "CITTA' DI COLONNA LA TRIDACNA"
FUOCO
Cantò l’acqua, il Vate,
con quinari di rime baciate.
Io per lui canto il fuoco,
come se fosse un gioco,
in onore dell’esteta,
uomo, soldato e poeta.
Il fuoco dell’amore e dell’arte,
il fuoco che muove chi parte
e brucia chi resta, solo, tutto testa.
Il fuoco della poesia,
anima Sua e mia,
il fuoco dedicato alla Duse,
la maggiore delle Sue muse.
Fuoco di fico, rito antico,
fuoco d’olivo, sempre vivo,
fuoco di scintille,
fuoco di faville,
fuoco de Il Piacere,
poesie di Primo Vere,
fuoco che arde, che brucia, che schizza,
che scalda, che scotta e ti fa rubizza,
fuoco che divampa
in chi di passioni campa,
tra Fata Verde e Venere
e riduce tutto in cenere!
Venafro, 13 giugno 2013
FUOCO
Cantò l’acqua, il Vate,
con quinari di rime baciate.
Io per lui canto il fuoco,
come se fosse un gioco,
in onore dell’esteta,
uomo, soldato e poeta.
Il fuoco dell’amore e dell’arte,
il fuoco che muove chi parte
e brucia chi resta, solo, tutto testa.
Il fuoco della poesia,
anima Sua e mia,
il fuoco dedicato alla Duse,
la maggiore delle Sue muse.
Fuoco di fico, rito antico,
fuoco d’olivo, sempre vivo,
fuoco di scintille,
fuoco di faville,
fuoco de Il Piacere,
poesie di Primo Vere,
fuoco che arde, che brucia, che schizza,
che scalda, che scotta e ti fa rubizza,
fuoco che divampa
in chi di passioni campa,
tra Fata Verde e Venere
e riduce tutto in cenere!
Venafro, 13 giugno 2013
mercoledì 2 ottobre 2013
La fine
Le fine di un uomo, la fine di un partito, la fine di un'epoca. Il tempo politico in Italia spesso si misura in ventenni. Non indice di luce e di democrazia. Anzi. Ieri B aveva il volto tirato e sofferente dell'uomo definitivamente sconfitto. Commosso, vecchio, marginalizzato, disconosciuto dai sui. Umanamente dispiace. Razionalmente si può sperare che finisca l'epoca del conflitto d'interessi, del partito padronale, delle strumentalizzazioni delle istituzioni. L'Italia è un grande Paese, sotto molti punti di vista. Ora deve ritrovare se stesso, la sua vera dimensione di importante interlocutore europeo e internazionale. Forse, con B costretto a farsi da parte, possiamo farcela!
Da finalista a vincitrice
Sabato 28 sono stata a Colonna, una bella cittadina dei castelli romani. Bel paesaggio curato, borgo antico pulito e ameno. Festa di paese. Sala consiliare addobbata a festa, meravigliosi padroni di casa il sindaco e gli assessori, in particolar modo le signore Luisella Pasquali, professoressa e assessore alla cultura e Antonella Gentili, scrittrice e membro della giuria. Dal municipio siamo passati al palchetto allestito in piazza. Li è avvenuta ala premiazione, sezione per sezione. Arrivati alla sezione H, quella per cui sapevo di essere finalista, ho avuto un sussulto perchè è stato nominato tal Fausto X di Colonna, per una composizione in vernacolo, Chillu ca scriveva. Ecco, ho pensato, è uno di qui e mi ha "fregato" il premio. Invece no. Era solo una menzione speciale. Vincitrice della sezione sono stata io, con la poesia Fuoco e con un giudizio meraviglioso che esso stesso è poesia. Ne sono lieta. È il primo riconoscimento alla mia attività di poeta e scrittrice. È un incentivo a continuare su questa strada.
martedì 24 settembre 2013
OGNI COSA VA A POSTO, COME I TASSELLI DI UN COMPLESSO MOSAICO.
BISOGNA SOLO SAPER ASPETTARE, SOFFRIRE, RESISTERE, FARE CIO' CHE CI DETTA L'ANIMA, CERCANDO QUANDO PIU' POSSIBILE DI LASCIARE FUORI DALLA PORTA DELLE DECISIONI I PENSIERI, LE CONVENZIONI, I "DEVO, NON POSSO, ...".
E DOMANI E' SEMPRE UN ALTRO GIORNO!!!
mercoledì 11 settembre 2013
FINALISTA!!!!
Ho appena ricevuto una e-mail che mi ha reso molto felice. Sono finalista in un premio lettarario con una poesia che si intitola FUOCO, dedicata a Gabriele D'Annunzio. Di seguito, parzialmente, il testo:
"Buonasera Giuditta,
la poesia “Fuoco” è nelle opere finaliste per la sezione H del Premio Colonna la Tridacna X edizione:
http://www.giulioperroneditore.com/index.php?option=com_content&view=article&id=51:mini-corso-di-scrittura-creativa-con-melania-g-mazzucco&catid=16&Itemid=117
Tutti gli autori i finalisti dovranno presentarsi sabato 28 settembre alle ore 20 presso la sede del Comune di Colonna: Piazza Vittorio Emanuele II, 5 – Colonna (RM).
La premiazione si terrà alle 20:30 presso Piazza Vittorio Emanuele II, è a pochi passi dalla sede del Comune."
Riporto il testo della poesia
FUOCO
Cantò l’acqua, il Vate,
con quinari di rime baciate.
Io per lui canto il fuoco,
come se fosse un gioco,
in onore dell’esteta,
uomo, soldato e poeta.
Il fuoco dell’amore e dell’arte,
il fuoco che muove chi parte
e brucia chi resta,
solo, tutto testa.
Il fuoco della poesia,
anima Sua e mia,
il fuoco dedicato alla Duse,
la maggiore delle Sue muse.
Fuoco di fico, rito antico,
fuoco d’olivo, sempre vivo,
fuoco di scintille,
fuoco di faville,
fuoco de Il Piacere,
poesie di Primo Vere,
fuoco che arde, che brucia, che schizza,
che scalda, che scotta e ti fa rubizza,
fuoco che divampa in chi di passioni campa,
tra Fata Verde e Venere
e riduce tutto in cenere!
Venafro, 13 giugno 2013
lunedì 24 giugno 2013
DOVE CI PORTERA' LA CRISI?
Ormai da mesi, anzi da qualche anno, sentiamo parlare di crisi economica. Cominciamo a vederne gli effetti concreti attorno a noi.
Meno soldi in circolo, più difficoltà, qualche rinuncia, qualche privazione; per molti problemi seri, tasse, multe, cartelle esattoriali, disoccupazione, pignoramenti.
Quando finirà la crisi, dove ci porterà?
La parola crisi in greco vuol dire cambiamento. Bene credo che l'attuale crisi economica e sociale ci porterà ad un grosso cambiamento. Non più credito, non più privilegi, non più sprechi, non più ruberie che avvantaggiano pochi e gravino sulle spalle dei più. Ognuno dovrà spendere solo quel che ha in mano, quel che possiede; ciascuno dovrà lavorare per vivere, "per camparsi", fino alla fine. Non sarà più possibile andare in pensione anticipatamente e far pagare ai figli, alle generazioni future la vita degli anziani, per fortuna allungatasi notevolmente. Ognuno di noi dovrà accantonare in termini di contributi, assicurazioni, integrazioni, quel che gli servirà per vivere alla fine, anche dopo l'età "produttiva".
E mi pare che questo sia più giusto per tutti.
In un mondo popolato da sette miliardi di persone c'è ancora chi muore di fame o muore giovane per malattie banali, chi vive con un dollaro al giorno o forse meno. L'Europa assorbe la più alta percentuale del welfare e, in tempo di globalizzazione, di velocità, di contatti immediati, è giusto che vi sia maggior perequazione a livello mondiale.
Credo, da profana dell'economia, che la crisi, oltre tanta sofferenza e indubbie privazioni, produrrà un sano cambiamento, un livellamento del tenore di vita generale, uno sfruttamento delle risorse più omogeneo e responsabile.
venerdì 21 giugno 2013
LIBRI, AMICI MIEI...
E' arrivata l'estate, il lavoro è diminuito ed io sono finalmente più libera. Il mio tempo va in mille rivoli diversi, ma quello tutto mio è per la lettura e... per la scrittura. Ho appena finito di rileggere, assaporare, gustare in mod
o più maturo MADAME BOVARY, vecchia lettura del liceo. La prosa di Flaubert è sublime, perfetta; la descrizione delle sensazioni, degli stati d'animo della protagonista è così ben fatta che ci si chiede come un uomo possa scrivere così bene dell'animo e delle inquitudini femminili. Ed ora sono passata a Sartre con LA NAUSEA, un po' pesante all'inizio, ma è una lettura da fare, il romanzo che risolve una vita, in forma di diario, di romanzo psicologico e filosofico. Molto interessante.
Stimolo anche i miei figli a leggere, ma con loro è dura!

o più maturo MADAME BOVARY, vecchia lettura del liceo. La prosa di Flaubert è sublime, perfetta; la descrizione delle sensazioni, degli stati d'animo della protagonista è così ben fatta che ci si chiede come un uomo possa scrivere così bene dell'animo e delle inquitudini femminili. Ed ora sono passata a Sartre con LA NAUSEA, un po' pesante all'inizio, ma è una lettura da fare, il romanzo che risolve una vita, in forma di diario, di romanzo psicologico e filosofico. Molto interessante.
Stimolo anche i miei figli a leggere, ma con loro è dura!
ESTATE
Caldo caldo caldo, ma non è quello che volevamo!? Non è forse questa l'estate!? Non deve far parlare di sè la bella stagione nel giorno del suo arrivo, come una bella donna che fa il suo ingresso ad una festa quale ospite d'onore!?
Allora evviva l'estate ed evviva il mare, il sole, il caldo, l'abbronzatura, la vita all'aria aperta!
giovedì 20 giugno 2013
Festa
La festa è finita. Anche quest'anno è andata. Abbiamo festeggiato il nostro rito un po' cristiano, un po' pagano, molto paesano. La festa, le luminarie, la fiera, le bancarelle, la scapece, l' carr'zzell, il comitato e le offerte, le polemiche sui cantanti, il palco, l'ammessa, la processione, più lunga, più corta dell'anno scorso, i fuochi, il nostro inno... Cantarlo in piazza Mercato ed, infine, sul Castello è il massimo, l'acme della festa, l'apogeo della nostra venafranità. E come la celebrazione di ogni rito è rassicurante. È continuità.
Finchè ogni anno avremo la nostra festa, i nostri santi martiri, la nostra processione vorrà dire che in fondo tutto va bene!
Estate
Eccoci alla notte del solstizio, all'inizio dell'estate, della bella stagione, anzi della stagione per eccellenza. Ora il tempo pare più intenso, più dilatato. Io rivivo di nuove energie da mettere a frutto per le mie passioni.
mercoledì 12 giugno 2013
ASTENSIONISMO
Le ultime elezioni amministrative e la fase del ballottaggio hanno confermato una tendenza: l'astensionismo. La metà degli italiani non è andata a votare. Questo fatto è assai consueto in America, ad esempio, ma poco da noi. In Italia è fatto abbastanza nuovo e tendenza in aumento. La cosa, dunque, fa riflettere, per importanza politica e fatto di costume. Che significa astenersi dal voto? Rinunciare ad un diritto dovere civico così importante, segno di autodeterminazione di un popolo?
Secondo me significa disaffezione dalla politica e da chi dovrebbe rappresentarci. Di più. Significa, pensare che il voto sia inutile, significa che i candidati non riscuotono fiducia, rispetto, attrazione. I politici, i partiti, i proclami, i programmi ci hanno stufato. Gli italiani vogliono fatti e non parole. Leggi, misure e decreti concreti che innovino il mondi del lavoro, dell'economia, che creino servizi, assistenza, benessere. La politica è in crisi. E' avvitata su se stessa. Tutta le nostre vecchie istituzioni repubblicane sono in crisi e chi siede sugli scranni del potere sembra essere sordo alle esigenze dei cittadini che ricambiano con una rivolta silenziosa, voltando la faccia da un'altra parte.
DONAZIONE DI ORGANI E TRAPIANTI
Oggi sono stata a Napoli, purtroppo non in viaggio di piacere, ma per accompagnare una amica cara all'Ospedale Monaldi per accertamenti ed esami.
Il Monaldi è un'enorme struttura ospedaliera polispecialistica. Un'ottima realtà medica della nostra Italia. Mentre eravamo in attesa in una saletta, ho preso tra le mani una rivista dal suggestivo nome "deCOLLIamo", credo ideata ed edita dalla stessa U.O., che è nota anche per trapianti di cuore. Arrivata in fondo alle pagine ho trovato una bella poesia in dialetto che trascrivo di seguito
QUANNO MOR' IO
FAMMILLO 'NU PIACERE
MMIEZO A 'STA RROBBA FRACETA,
NU PIEZZO BBUONO
PURE CE STARRA'.
DALLO A CHI SERVE E CHE
SE PO SALVA'.
CE PIENZE CHE BELLEZZA?
CO PIEZZO MIO CHE PASSA
'NCUORPO A N'ATO
FACIMMO FESSO A MORTE
TUTT'E DDUIE.
di Aldo di Mauro
Belle parole e simpatia tutta napoletana che fanno riflettere!
martedì 11 giugno 2013
Le passioni
Mio figlio Pietro ha solo 14 anni, spero 14 anni felici. E' un bel ragazzo, sano, contento, con i pregi e i difetti della sua età. Non ama particolarmente la scuola, lo studio, la lettura, nonostante i miei stimoli continui, forse eccessivi.
Da genitori della nostra epoca e generazione quali siamo, Claudio ed io abbiamo cercato di dargli tutto ciò che potevamo, nei limiti delle nostre possibilità, senza viziarlo troppo. Ha fatto lezioni di judo, di sci, di calcio, di basket, di chitarra e piano. Ma niente. Ogni cosa era svolta da Pietro con scarsi risultati. Finchè un giorno ha incontrato il NUOTO. Certo, sapeva già nuotare perchè aveva fatto corsi ogni estate, ma non più di tanto, non avendo la piscina coperta in paese. Da quando, invece, è stata aperta la bella piscina provinciale a Venafro, Pietro ha cominciato ad allenarsi sempre più spesso, sempre con maggior impegno e passione. Finchè non è stato invitato ad entrare nella categoria Propaganda, sezione amatoriale del nuoto. L'anno scorso è stato un po' di rodaggio e preparazione, ma quest'anno è cresciuto tanto ed è stato ripagato con un crescendo di successi. Settimane fa ha partecipato ad un noto premio romano in cui ha vinto i 50 mt Delfino, sua specialità, e ha stabilito il record di manifestazione. Alle prove nazionali tenutesi il 7, l'8 e il 9 giugno ad Avezzano in una meravigliosa struttura, con copertura in legno lamellare, Pietro ha collezionato tre medaglie: la prima di squadra, per la staffetta è stata un bronzo, la seconda e la terza due ori netti per i 50 mt Dorso e i 50 Farfalla Propaganda Juniores. Contemporaneamente, i campionati si sono disputati anche al nord, a Cremona e al sud, a Catania, ma i tempi di Pietro, 32,83 dorso e 30,37 delfino, sono stati i migliori in assoluto.
Ora Pietro ha un sogno: continuare, passare in agonistica, migliorarsi sempre di più; ha un mito, Michael Phelps di Baltimora. Io come mamma sono orgogliosa, osservo e taccio, mettendo a disposizione tutto ciò che posso perchè i suoi sogni possano divenire realtà. In tutto questo rifletto sulla forza travolgente delle passioni...
lunedì 10 giugno 2013
PIAZZAPORTANUOVA
Apre domani il nuovo sito web PIAZZAPORTANUOVA. Il portale si affianca ad altri siti già esistenti e vuole essere una cassa di risonanza ed un mezzo di informazione a tutto tondo sulla vita e gli eventi della città di Venafro e dei dintorni. Il progetto del giovane giornalista RAI Ernesto Scorpio è semplice e, al contempo, ambizioso: raccogliere le notizie e divulgarle, farle arrivare, grazie alle nuove tecnologie, al maggior numero di persone possibile, segnatamente ai cittadini, per informare e, dunque, formare la pubblica opinione. Le notizie raccolte spazieranno tra cronaca, fatti di costume, eventi, politica, fatti sportivi, manifestazioni, segnalazioni, chicche commerciali, autopromozioni, fatti religiosi, novità scolastiche del nostro territorio. Insomma PIAZZAPORTANUOVA sarà la moderna AGORA', la nostra piazza, il posto virtuale in cui i venafrani potranno raccogliersi, radunarsi, incontrarsi, dire e contraddire, sapere, riferire, commentare. Il sito prende il nome da Piazza Porta Nuova, la piazza principale del nostro paese e la onora prendendone, appunto, il nome, con l'ambizione e il desiderio di divenire per i cittadini venafrani quello che era la piazza una volta e l'antica agorà nelle città greche, cuore pulsante e culla del sentimento civico. Auguri!!!!
GDC
domenica 9 giugno 2013
Mio figlio
Ieri, mentre noi, eravamo intenti a festeggiare il matrimonio di mia nipote Rosa, mio figlio Pietro, solo soletto (in compagnia della sua squadra e del suo coach), ad Avezzano, ha vinto la gara di nuoto 50 metri dorso. Il nuoto è la sua passione, cresce in capacita e risultati giorno per giorno, credo abbia grandi margini di miglioramento, anche se ha iniziato abbastanza tardi gli allenamenti agonistici. Spero possa fare ancora di più in futuro. Ad maiora, figlio mio! Noi siamo sempre con te!
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