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sabato 22 febbraio 2020

SABATO ITALIANO

Nonostante un raffreddore fortissimo, ho trascorso la giornata a cucinare, per oggi e per domani. A pranzo ho fatto un passato di verdure, melanzane a barchetta e peperoni ripieni.

Nelle melanzane ho messo pane sbriciolato, tonno, sale, olio, prezzemolo, capperi, parte interna delle melanzane stesse  e aglio; nei peperoni pane, uova, parmigiano, sale, olio. Ho riempito le verdure e ho infornato a 180° per mezz'ora. 
Buoni!

Per domani ho preparato un bel girello alla genovese, in abbondanza per condire la pasta. Per la ricetta ho mescolato i suggerimenti di mia suocera, che la faceva ottima, con quelli dei coniugi PANE, autori de I SAPORI DEL SUD, un libro ottimo, ricco di storie, ricette e poesie che mi fu regalato da mia cognata Gianna Maria.  
Ho tritato cipolle, pomodorini, carote, salame, sedano e ho fatto rosolare per bene col girello legato. Ho salato, aggiunto il pepe e fatto stracuocere per ore. Prima di mettere in pentola ho tagliato la "coda" del girello che ho fatto cuocere insieme al resto: molto cotta si è sminuzzata, sfranciata. I pezzettini di carne in questo modo arricchiranno il condimento della pasta che servirò con abbondante parmigiano. Alla fine ho tirato il sugo con una generosa spruzzata di vino bianco. 

PER LA GENOVESE
Poi mi sono dedicata al dolce: sherry trifle in barattolini.
Anche in questo caso ho fatto un mix di ricette imprestate e di fantasia. Il riferimento è il dolce di Lidia e Angelo, speciale, l'unica ricetta segretta dell'ELEVEN CLUB, il miglior pub di Venafro dal 1986.  


 Ho usato un panettone delle TRE MARIE con uvetta e senza canditi, avanzato da Natale, pesche sciroppate, brandy, crema pasticcera fatta col Bimby con la ricetta di Amelia, cui ho aggiunto mezzo chilo di mascarpone, marmellata alle amarene, gelatina, granella di nocciola. E' stata una faticaccia perchè il dolce ha richiesto molte preparazioni, dalla crema, al gel finale, alla bagna alcoolica per il panettone; poi ho preparato una decina di vasetti (che ho infiocchettato per l'occasione!) che ho riempito a strati e mezzo a riposare in frigo. La crema mi viene sempre un po' "lenta", nonostante i vari esperimenti, ma il mascarpone mi aiuterà!
Con gli albumi avanzati ho fatto delle meringhe, perchè non si butta niente. Ho montato a neve, aggiunto zucchero di canna e granella come guarnizione e messo in forno caldo per dieci minuti. Ed ecco una bella merenda economica e proteica per i ragazzi. 
E domani si continua...

MERINGATA CASALINGA

RIFLESSIONI PERSONALI

Immagino che qualcuno dica "che palle questa, scrive scrive scrive, posta posta posta, condivide e condivide, ma che vuole!?"
Non voglio niente  e non vorrei dare fastidio a nessuno. Scrivo scrivo scrivo perchè l'ho sempre fatto. Sempre. In forma privata, tenendo un diario quotidiano e scrivendo lettere praticamente a tutte le persone importanti della mia vita; scrivendo poesie, racconti, aforismi, pensieri ed altro.
E continuo a scrivere adesso nella forma più attuale e moderna, ma il senso è lo stesso.
Da anni ho un blog, questo blog dal 2013 e prima ancora un altro, TIRA E ... molla.
Solo che adesso condivido, perchè ho vinto ritrosia e pudore. Tutto qua. Spero di non annoiare nessuno, di non dar fastidio. Io continuerò a farlo come e quanto e quando mi va. Chi vuol leggere legge e chi no no.

Altro pensiero. Mi hanno riferito che sto sulle scatole a qualcuno perchè sembrerei snob.
Non si può essere simpatici a tutti. Bisogna avere delle affinità ed è impossibile essere ...ecumenici.
Quanto allo snobbismo, se si intende in senso etimologico, in latino sine nobilitate, senz'altro lo sono, nessuna nobiltà.
Nell'accezione comune invece, nulla di più falso. Sono popolana e popolare, squisitamente paesana e venafrana. Frequento tutti, parlo con tutti, faccio di tutto, tutto quello che capita di fare a una donna nelle mie condizioni, alla mia età, con  professione, casa e figli.
Cucino, pulisco, faccio giardinaggio, faccio continuamente la spesa, esco, guido, mi vesto bene, mi vesto male, secondo le occasioni, vado allo studio, lavoro, vado in tribunale, viaggio, frequento amici, mi prendo cura di mamma, leggo, scrivo, guardo la tv, sto bene, sto male, ho dei problemi di salute, vado dal medico, faccio yoga, quando riesco vado in palestra, ...
Quindi eccomi qua, per iscritto, nero su bianco, tutta me stessa, in maniera autentica e appassionata.
IO AL MIO PRIMO PREMIO LETTERARIO 2013

IO DONNA DELLE PULIZIE a ROMA 2019

IO che GIOCO  2019

IO IN MASCHERA CON GLI AMICI DI SEMPRE E CLAUDIO a VENEZIA 2015

IO E LE MIE INTERVISTE LETTERARIE: MARIANO SABATINI

IO E MAMMA 2018

IO E LE AMICHE, IN VACANZA (CON ANNA RITA)

IO CON LA MIA MERAVIGLIOSA , ESEMPLARE FAMIGLIA D'ORIGINE IL 6 LUGLIO 1996

IO SCIURA IN GRIFFE

IO E I MIEI ANIMALI (DAISY ESKERE) NOVEMBRE 2017

IO GIOVANE E GLAM IN CROCIERA 1997

IO E I FIGLI

venerdì 21 febbraio 2020

In famiglia bis

Insomma, ancora oggi e credo per sempre, la famiglia è una delle cose più belle al mondo.
L'essere umano vive una condizione così sospesa, inspiegabile, per certi versi assurda, che si ha bisogno di vincere la solitudine o isolamento che sia.
Ci si prova in tutti i modi, con tutti i movimenti integrativi e inclusivi possibili, la scuola, la comunità nazionale, la politica, l'amicizia, l'amore di coppia e, appunto, la famiglia che tra tutte è la forma integrativa più calda, più affettuosa, più stretta e disinteressata, più diffusa, più rassicurante, più duratura che ci sia.

Ma bando alle ciance, tra un post e l'altro mi sono persa nella filosofia (l'adoro e avrei voluto studiarla all'università).

Siamo tutti riuniti, dicevo, per  festeggiare Claudietto e abbiamo cominciato subito.
Questa sera ho invitato a cena anche zia Iva e ho preparato una quiche brisè con carne macinata trifolata, besciamella, uova e formaggio, una fondue bourguignonne con salsine varie e sott'aceti e una fonduta di formaggi.
Per domani a pranzo spero di riuscire a fare peperoni ripieni e melanzane a barchetta al forno.
Per il pranzo di domenica ricco menù e ospiti: nonna  farà la zuppa alla santè, io preparerò un bel girello alla genovese con cui condirò gli ziti spezzati, dei pisellini, un'insalatina rinfrescante di finocchi e i dolci, cioè barattolini di sherry trifle, waffles (di recente assaggiati a Bruxelles) con cioccolato fuso e frutta e torta di  compleanno (magari quella la prendo da D'Ausilio).

Appena sposata non amavo cucinare e anche in seguito ho cucinato "a lune alterne". Adesso mi piace, mi va, mi rilassa. E poi ho capito che è un modo semplice ma efficace per dimostrare il proprio amore ai familiari, è un maniera diretta e immediata per "prendersi cura", quotidianamente. 


IN FAMIGLIA

Pietro, beato tra le donne!
Claudio and Claudio
Padre e figlio, una birretta a Berlino
Pietro a 50 Kalò
DISNEYLAND PARIS 2010

Domenica quel fetente di Claudio Maria, il più piccolo della nidiata, compie 17 anni. Per l'occasione entrambi i fratelli sono tornati dall'università. Che meraviglia oggi sentirli ciarlare felici e complici (si adorano e vanno d'accordo), che piacere avere di nuovo la casa piena e le voci forti di tre giovani uomini che si affacciano alla vita, che progettano, studiano, si divertono, amano,...
Con ognuno di loro ho un rapporto speciale: con Pietro,














dopo tanti scontri caratteriali e conflitti, ho trovato un'intesa fatta di chiacchiere, confidenze, racconti; con Ale, il più dolce e chiacchierino, tenero e incredibilmente polemico, sensibile e testardo, basta uno sguardo; e con Claudietto mio, il piccolo di casa, un bestione alto quasi un metro e 90, guardo, amo e aspetto che gli passi la fase della contestazione adolescenziale. Per lui io sono la più sciocca e discutibile persona del mondo. Tutto ciò che faccio non va bene, ma è il più buono, tanto discolo quanto di cuore, irruento e altruista. 
Li vedo adesso cresciuti e penso a quanti (dolci) guai mi hanno dato da piccoli. 
Li ho avuti tutti e tre in soli quattro anni. 
Mi hanno dato da fare anche se ho avuto molto aiuto. Ricordo quando li allettavo teneramente al seno, un anno per uno, quando non mi facevano dormire la notte, quando bisticciavano, quando coniavano neologismi (il guido, il delitto polposo, il cimena -la metatesi è frequente nei bambini-, ...) e  quando si facevano sotto al momento di uscire, ...
Ricordo il rito del bagnetto tutti e tre insieme, il taglio delle 60 unghiette, il lavaggio e l'asciugatura dei capelli, le tante ospedalizzazioni, le corse in pronto soccorso (avevano le corna), le ore e ore trascorse a scuola per i colloqui scolastici, i compiti, le ragazzine, le tante poesie loro dedicate, il diario che ho tenuto fedelmente per ciascuno dalla nascita, ... 
La sera prima di andare a letto preparavo nel corridoio tre paia di scarpette e di calzini, tre pantaloni, tre magliette, tre grembiulini, tre merende, ... 21 anni di accadimenti, sgridate, baci, chiacchiere, sacrifici, gioie, viaggi, quotidianeità, ...

segue... (devo andare a preparare la cena! La dura vita di una supermamma!)

giovedì 20 febbraio 2020

LA TECNICA DEL CARCIOFO

Risultati immagini per carciofo immagineC'era una volta una bella signora, tanto gentile e tanto onesta pareva,  ma falsa e cortese a me sembrava, con grande brama di avere e cento desideri di possedere, ma poca voglia di fare e lavorare. 
Per ottenere circuiva e usava LA TECNICA DEL CARCIOFO, foglia a foglia ti spogliava: questo è bello, quello mi serve, questo me l'ha promesso, quello me l'aveva regalato, di questo ho bisogno, quest'altro tu già ce l'hai di tuo, quello mi piace,...

Di fronte a questi atteggiamenti sgradevoli, rabbia, ragione, cuore, sensibilità, fanno a cazzotti dentro. 
Si vorrebbe urlare, dire no, bisticciare, offendere, protestare, commiserare per la mancanza di dignità. 
Poi prevale il buon senso, si guarda e passa. 
Ma sento l'esigenza, almeno, di stigmatizzare.

Povera Italia

Non si fa che parlare della crisi economica e industriale che attanagliano ormai da anni l'Italia. Le industrie chiudono, i grandi marchi delocalizzano la produzione altrove (in Romania, Albania, Turchia e via discorrendo) perché in altri paesi il costo del lavoro è inferiore, così da noi aumenta la disoccupazione già elevata, le agenzie di rating abbassano costantemente l'outlook sul paese, il Pil non cresce, il reddito di cittadinanza forse funziona come sostegno al reddito ma di certo non serve per avviare al lavoro i disoccupati come accade all'estero. I nostri pensionati vanno a svernare altrove, in paesi dove la vita costa meno e le tasse sono più basse. Un mio caro amico ha preso la residenza in Tunisia, certo non seguendo l'esempio del vecchio Craxi, ove si trattiene per almeno sei mesi e un giorno, per avere la residenza e pagare meno tasse sulla pensione. 
Molti si trasferiscono in Portogallo, a Cipro, in Bulgaria e finanche negli Emirati Arabi. In Portogallo
ad esempio, i pensionati italiani prendono un assegno mensile più corposo, quasi 3000 euro al mese, se vivono lì per sei mesi all'anno. Gli italiani che hanno fatto questa scelta di vita sono quasi 3000. Forse le cose cambieranno con il nuovo governo che pare voglia tassare al 10%, ma intanto questa politica ha aiutato le casse della Lusitania. 
Queste notizie fanno riflettere. 
E' ovvio che chi ci governa è consigliato da economisti e studiosi, quindi spero di non fare ad alta voce riflessioni troppo banali, atecniche o impraticabili, ma perché da noi non si studia qualcosa del genere? 
Le regioni del sud sono quelle con un PIL più basso  in assoluto e con il clima migliore (la Calabria ha  €  17.200 euro di Pil pro capite, la Sicilia, € 17.500, la Campania € 18.200, la Puglia € 18.400, il Molise € 19.800, la Sardegna € 20.600, la Basilicata € 21.100 e l'Abruzzo € 24.700).
Se il Governo varasse misure del genere, con i dovuti aggiustamenti, per le regioni del Mezzogiorno d'Italia, quanti inglesi, tedeschi, francesi e scandinavi potrebbero venire a soggiornare nel nostro sud meraviglioso, sulle belle spiagge della Puglia o della Sicilia? Quanti nordici potrebbero innamorarsi della succulenta cucina campana, sarda o abruzzese, quanti stranieri potrebbero adottare Calabria, Molise e Basilicata con benefici reciproci? 
Non so se la mia è un'idea peregrina, banale, infantile, incompetente o impraticabile ma io ci ho pensato e, come sempre, ne ho voluto scrivere.


A MAMMA

A mamma è stato dato un ultimo gravoso compito (o un dono? ).
Andare avanti, ancora, portandosi dietro la sua pesante, malandata carcassa.
Mamma che fai? Anzi, Ma' che scta a fa? Com scta? 
Le mie stupide domande quotidiane.
Mmmm, e che aggia fa! Oppure, e com sctong,  nn l vir?
Rassegnata, stanca, a volte  serena, a volte seccata, stufa, impotente di fronte alla vecchiaia che l'ha travolta, annullata quasi. Il corpo fragile , le ossa consumate dal tempo, piegata, rimpicciolita, risucchiata dalla terra. Una condizione, la sua, che mi fa tanto riflettere.
Ha smesso di fare, lei che è stata una donna tanto attiva e infaticabile. Non cuce più, non ricama più (cosa che amava tanto e che potrebbe fare da seduta), non legge, non scrive, non fa cruciverba, ovviamente non cucina, non fa faccende, non fa più giardinaggio. Nulla, la trovo sempre e solo seduta in una poltrona, sprofondata in cento cuscini e guardare la tv e a sonnecchiare. 
Mamma cara, che strazio per me, che pena, come è difficile accettare tutto questo dopo esserci tanto amate, dopo una vita vissuta l'una per l'altra, visceralmente, spasmodicamente unite! Mio fratello, al solito, mi critica: tu sei abituata a rapportare tutto a te stessa, si vede da come ti comporti con tua madre.
E cosa dovrei fare? Vado da lei due, tre, quattro volte al giorno, le parlo, le domando, le rendiconto dei nostri affari, cerco di portarla a casa mia (e lei non sempre vuol  venire, che veng a fà!?, mi risponde),  per stare in compagnia mentre io faccio le faccende o sto con Claudio Maria che pure mi dispiace lasciare solo in casa adesso che entrambi i fratelli sono all'università, rispondo invano. Cerco di interessarla a qualcosa ma non va. E' stanca, seccata, non accetta la sua condizione e non sopporta le badanti, l'idea delle badanti, cui è affidata. 
Cosa posso fare? Non lo so. Un giorno la porterò a Napoli, dove andava con nonno quando avevano i pullman, a fare una passeggiata a via Roma, a prendere un caffè e a magiare alla Zì Teresa. 
In ogni momento penso a lei e vorrei tanto alleviare la sua pena. 

mercoledì 19 febbraio 2020

PETALI ...

OGGI IL MIO EDITORE MI SCRIVE COSI: 

Buongiorno Giuditta,
in allegato trovi copertina e scheda della tua silloge poetica.
Il libro è acquistabile sul nostro sito ( link --> ) e sui maggiori portali online, tra cui:

IBS ( link -->  )
Amazon ( link -->  ) (sarà disponibile nei prossimi giorni)
LaFeltrinelli.it ( link -->  )
Unilibro, LaLibreriaUniversitaria.it, ecc.

Ti suggerisco di invitare i tuoi contatti a lasciare una recensione del libro su Amazon, Ibs o Lafeltrinelli.it
'Petali e zanzare' è inoltre ordinabile in libreria.

Hai in programma qualche presentazione?
Nei prossimi giorni invierò un comunicato stampa ai network della tua zona per segnalare l'uscita del libro (con richiesta di recensione e di intervista). Se vuoi, puoi mandarmi un elenco di quotidiani, riviste o blog (con indirizzi email) a cui vorresti dar notizia della tua silloge poetica.
Un caro saluto
Valentina
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Planet Book - Uff. Marketing - dott.ssa Valentina Murgia
Via Grotte n. 37 
70013 Castellana Grotte (BA)
Tel. 080 2375821

martedì 18 febbraio 2020

IL FIGLIUOL PRODIGO

Ieri è tornato Pietro dall'Università dopo settimane.
E una mamma che fa in occasioni come questa? "Uccide il vitello grasso!".
Ieri sera ho fatto la pizza e un involtino di carne farcito con prosciutto, formaggio e frittatina, infarinato e cotto in un saporito fondo bruno.
E oggi ho fatto le frittatine di maccheroni.

Ne ho mangiato una domenica a Napoli da LUISE,
ma non mi è piaciuta affatto, mentre mi sembrò ottima quella che assaggiai da 50 Kalò a ottobre, sempre a Napoli.
Ho cotto gli spaghetti e li ho conditi solo con la besciamella. Li ho lasciati riposare e sono uscita. A ora di pranzo ho tagliato a dadini un fior di latte e ho stracciato qualche fetta di prosciutto cotto, ho aggiunto alla pasta, ho formato delle palline e le ho passate nell'uovo battuto con sale, pepe e formaggio grattugiato, ho rotolato nel pangrattato e ho fritto nell'olio bollente. Una golosità!
Quel che avanzato l'ho ripassato e dorato in forno per questa sera.
Subito dopo pranzo, per essere libera (?) di lavorare nel pomeriggio ho avviato la cena. Ho fatto una crostata salata doppio strato che ho visto nella vetrina di una nota rosticceria. Ho steso la pasta sfoglia,
vi ho versato un primo strato di ripieno fatto con ricotta, uova, spinaci già ripassati in padella, sale, pepe, noce moscata.
Poi ho "isolato" il primo strato di farcia con fette intere di prosciutto cotto 
e formaggio e ho aggiunto il secondo strato di ricotta, uova, sale, pepe, noce moscata, formaggio a pezzetti e salumi. Infine ho ricavato da un secondo pezzo di sfoglia delle striscioline per completare la quiche a mo' di crostata. 
Non ho resistito alla tentazione e l'ho tagliata per  vedere l'interno. Molto carino! 
Se avessi aspettato un po' sarebbe stato meglio perché il tutto avrebbe avuto il tempo di rapprendersi e consolidarsi, ma dovevo andar via, ero curiosa e volevo tagliarne una fetta per mamma, alla quale faccio assaggiare sempre tutto quello che cucino, che, bontà sua, apprezza sempre ogni cosa. I miei manicaretti le sembrano -faziosamente- speciali!



Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...