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mercoledì 9 dicembre 2020

Cucina


Ho scoperto da poco che cucina è amore e divertimento, è mettersi alla prova, distrarsi e prendersi cura dei propri cari.




Anche quando si cucinano cose semplici si può sempre abbellire il piatto e creare brio,

anche quando si torna a casa la sera stanchi e si vorrebbe ricevere cura e attenzione. Darne è il primo passo... 
Le fatiche 💪👷💪di oggi a Roma


domenica 6 dicembre 2020

SABATO IN CUCINA

Ieri mi sono avventurata in un'altra sfida culinaria a richiesta di Pietro che quest'estate è stato in vacanza ad Ischia e ha mangiato il coniglio all'ischitana. 
Mi ha chiesto di provare a rifarlo e io, amore di mamma, ho tentato. 
Ho ordinato un bel coniglietto fresco in macelleria, l'ho fatto depezzare, l'ho lavato per togliere gli ossicini, ho soffritto aglio, olio e un po' di peperoncino, ho messo i pezzetti di coniglio e li ho fatti scottare, poi ho aggiunto un bicchiere di vino bianco, ho aggiunto un gambo di sedano e ho fatto sfumare, 
poi ho aggiunto una bottiglia di salsa e mezzo barattolo di polpa di pomodoro, ho aggiustato di sale fatto cuocere un bel po' per far addensare il sugo col quale ho condito i bucatini de La Molisana.

Nel frattempo ho fatto dei rustici monoporzione per riciclare dei fagiolini lessi. 
Ho fatto la pasta con uova, farina, un po' di latte e di olio, sale e lievito. Ho messo un pizzico di zucchero e ho fatto lievitare. 

Poi ho aggiunto i fagiolini ridotti in pezzetti, grana grattugiano e un po' di formaggi che avevo in frigo. Ho mescolato e messo negli stampini che ho poggiato sul termosifone a lievitare. Quindi ho infornato 

e offerto soddisfatta ai miei famelici commensali. 

Per oggi Claudio ed io avevamo pensato di andare a pranzo fuori, ma al risveglio il tempo era così cattivo che non abbiamo avuto voglia di spostarci, come progettato, verso il mare o la montagna quindi  siamo rimasti in zona. 

Varie le possibilità, tanti i posti carini dove si mangia bene a Venafro  e dintorni, ma abbiamo deciso di andare all'Hotel Dora, sempre una garanzia. 

Lì abbiamo festeggiato il nostro matrimonio, il battesimo di Pietro e ClaudioMaria, qualche prima comunione e i 18 anni di Pietro ed Ale. 

In questo periodo, la domenica, propongono un menu di carne e uno di pesce. Noi abbiamo scelto il pesce e euna botttiglia di prosecco. 

Ci hanno servito una entrée con polenta chi caurigl e baccalà,


un  antipasto particolare con parmigiana di boragine, squisita,

una calamarata in carbonara di pesce 🐠,

una scaloppina di storione con radicchio ai pinoli,

dolce,

prosecco molisano di Campi Valerio e caffè. 
Il costo è stato di 30 euro, un prezzo contenuto per sfidare e combattere le crisi che ci avvolge a causa del Covid. 

Se si può, si deve uscire, per distrarsi e sostenere l'economia locale. 

venerdì 4 dicembre 2020

Ricette

 Mi sono accorta che uno degli argomenti più trattati nel mio blog è la cucina e forse è anche uno dei più apprezzati. 

Io scrivo di tutto: il mio diario, le mie considerazioni su attualità, politica, economia, le mie vacanze. Ma in questi ultimi mesi le vacanze sono solo un desiderio; l'attualità e la politica si ripetono sempre uguali e un po' deludenti, per cui non mi resta che la cucina che distende e diverte, e mi permette di rendere felici i miei figli e prendermi cura di loro come forse non ho mai fatto prima. 

Ho deciso di raccogliere le mie ricette. Non so cosa ne farò di una raccolta così visto che l'argomento cucina negli ultimi anni è più che inflazionato. Ma intanto lo faccio, poi si vedrà. 

mercoledì 2 dicembre 2020

LA TIROIDE E LA LETTERA DI ASHIMOTO

Dal 1984 ho una patologia alla tiroide, ero ragazza e forse non avevo gli strumenti per reagire a un'aggressione così subdola, tuttavia l'ho fatto. 

La malattia è stata varia e insidiosa, sono dimagrita e ingrassata, mi sono gonfiata, non ho avuto per mesi le mestruazioni, mi si è ingrossato il fegato, ho vomitato al risveglio e avuto forti mal di testa, ho avuto ptosi palpebrare, tachicardia, crisi tireotossiche, osteoporosi e altro ancora. 

Nonostante sia stata curata a lungo, per cinque anni, da un professore simpatico, bravo e umano che dirigeva la cattedra di Endocrinologia del Policlinico Umberto I di Roma, dott. Massimiliano Savioli,  non ho risolto. 

Ho girato tanti centri diagnostici a Roma (a Ponte Milvio, all'Acqua Bullicante,...) e altrove, ho fatto analisi, ecografie, radiografie, scintigrafie e Tac (Tomografia Assiale Computerizzata) ma la causa del mio ipertiroidismo recidivante non era compresa. 

Ho preso tireostatici (BROMOTIREN, BROMAZOLO, TAPAZOLE) ma invano, ho peregrinato un po' da altri specialisti (dott. Ivo Baschieri, Università dell'Aquila) ma solo il professor Aldo Pinchera* dell'Università di Pisa, giustamente famoso,  ha compreso che avevo una malattia immunitaria chiamata MORBO DI BASEDOW  che poteva essere curata solo con un intervento. 

Ho seguito le indicazioni del professore e, ad aprile del 1993, sono stata operata presso l'Ospedale Santa Chiara di Pisa (stanza con finestra su Piazza dei Miracoli). 

Mi è stata asportata del tutto la tiroide che sostituisco con farmaci (EUTIROX). 

Anche se ho avuto vari problemi, ho potuto condurre una vita "normale", sposarmi e avere tre figli sani, allattarli a lungo al seno e andare avanti  ma a volte è stata dura. 

Di recente ho rinvenuto sul web la "LETTERA DI ASHIMOTO", altra malattia tiroidea autoimmune, che fa comprendere quando queste malattie siano pervasive e insidiose. 

Eccola, con un plauso a chi, anonimo, l'ha scritta. 

“Ciao il mio nome è Hashimoto. Sono una malattia autoimmune invisibile che attacca la ghiandola tiroidea, causando ipotiroidismo. 

Ora starò sempre con te per tutta la vita. 

Gli altri intorno a te non possono vedermi o sentirmi, ma il tuo corpo mi sente. 

Posso attaccare ovunque e in qualsiasi modo. 

Posso causare dolori circoscritti e se sono di buon umore posso farti male dappertutto!

Ti ricordi quando tu e la tua energia correvate in giro e vi divertivate? Io ho preso la tua energia, fino al totale esaurimento. Prova a divertiti ora!
Posso rubarti il sonno e in cambio ti lascio la mente annebbiata e mancanza di concentrazione. 

Posso farti venir voglia di dormire 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e posso anche causare insonnia. 

Posso farti tremare internamente o farti sentire freddo o caldo quando tutti gli altri sono a loro agio. 

Posso anche gonfiarti le mani e i piedi, il viso e le palpebre, oppure darti gonfiore ovunque.
Posso farti sentire molto ansioso o molto depresso, ma tanto! 

Posso anche causarti altri problemi di salute mentale.
Ti posso far cadere i capelli, farli diventare secchi e fragili, causarti l’acne, farti venire la pelle secca, nulla per me è impossibile.
Posso farti ingrassare e non importa che cosa mangi o se fai esercizio. Non riuscirai più a perdere quei chili, ma posso anche farti perdere peso. 

Non disdegno nulla!
Altre malattie autoimmuni, amiche mie, spesso si uniscono a me, dando ancora più sintomi negativi da affrontare.
Se pianifichi qualcosa o stai aspettando l’arrivo di un grande giorno, io te lo posso rovinare. 

Non sei tu ad aver chiesto di me. 

Io ti ho scelto per vari motivi: quel virus o diversi virus che avevi e che non hai mai veramente debellato, o forse un incidente d’auto, o forse periodi negativi dovuti a traumi emotivi come per esempio maltrattamenti (io mi sviluppo bene con lo stress). 

Potresti avere una componente ereditaria familiare. 

Qualunque sia la causa, io sono qui per restare.
Ho sentito che stai andando da un medico per cercare di sbarazzarti di me. Questa cosa mi fa ridere. Tu provaci! 

Dovrai andare a molti appuntamenti, vedrai molti medici prima di trovare quello che ti potrà aiutare in modo efficace. 

Ti daranno i farmaci sbagliati, antidolorifici, sonniferi, energizzanti, ti verrà detto che soffri di ansia o depressione e ti verranno prescritti ansiolitici e antidepressivi.
Ci sono tanti altri modi in cui posso farti ammalare e debilitarti, la lista è infinita: quel colesterolo alto, problemi alle colecisti,  pressione sanguigna alta, problemi di zuccheri nel sangue oppure problemi cardiaci. 

Questi valori sono probabilmente collegabili a me. 

Non riesci a rimanere incinta o hai avuto un aborto spontaneo? Anche quello sono io!
Denti e problemi gengivali? 

Dolori alle articolazioni temporo mandibolari? 

Ti avevo detto che la lista era infinita!
Ti possono far fare sedute di TENS (Stimolazione elettrica nervosa transcutanea), farti fare dei massaggi e dirti che dormendo le corrette ore di sonno e facendo esercizio fisico quotidiano, io andrò via.
Ti verrà detto di pensare positivo, sarai spronato e soprattutto non preso sul serio, quando tenterai di spiegare a quel numero infinito di medici che hai visto, quanto io possa essere debilitante e di come tu ti senta veramente male. 

Con tutta probabilità ti verrà consigliato da questi medici (incapaci), di vedere uno psichiatra.
I tuoi familiari, amici e colleghi ti ascolteranno fino a quando non saranno stanchi di sentirti dire come io ti faccio sentire male e quanto io sia debilitante. 

Alcuni di loro diranno cose come “ma dai hai solo avuto una brutta giornata” oppure “ricordati che non puoi fare le cose che facevi 20 anni fa…” non hanno ascoltato nulla di quello che hai detto negli ultimi 20 giorni.
Ti consiglieranno cose come: “Devi solo alzarti, muoverti e uscire e fare delle cose, vedrai che ti sentirai meglio.” 

Loro non capiranno che io ti prendo il “carburante” che alimenta il tuo corpo e la tua mente necessari per consentirti di fare quelle cose. 

Alcuni ti parleranno alle spalle, diranno che sei un ipocondriaco, mentre lentamente sentirai di perdere la tua dignità nel cercare di far loro capire come stai. In un dialogo con persone ”normali” tu ti dimenticherai persino cosa stavi per dire. 

Ti verranno dette cose come: “Anche mia nonna ha questi sintomi e sta bene con questo farmaco”, mentre tu cercherai disperatamente di spiegare che io non mi manifesto a tutti nello stesso modo. 

Solo perché la nonna in questione ha dei risultati positivi con quel farmaco che sta prendendo, questo non significa che il farmaco funzionerà per te. 

Otterrai sostegno, solo con le persone malate come te. 

Sono veramente gli unici che ti potranno capire.

Io sono la malattia di Hashimoto.”

Col Basedow è un po' lo stesso e io ho lottato pur essendo giovane e inesperta, pur desiderando vivere e divertimi, pur dovendo studiare (facevo il liceo all'esordio, poi ho frequentato l'università e mi sono laureata), ho incontrato le persone giuste e ce l'ho fatta. 


*Il professor Pinchera, luminare a livello internazionale è morto. 

Adesso, al suo posto mi segue la dottoressa Paola Fierabracci dell'Università di Pisa. 

Spero di riuscire presto a scrivere la mia lettera, la lettera di BASEDOW.

venerdì 27 novembre 2020

Questa mattina...

 ...sono serenamente a casa a scrivere. E' una bellissima giornata di sole. Sono andata, in pigiama e vestaglia, a prendere mamma per farle passare qualche ora in dolce compagnia e ho pensato di fare un dolcetto per la merenda dei ragazzi utilizzando quello che ho in casa.


Innanzitutto ho voluto "riciclare" il Nesquik che i miei figli non gradiscono più. Quindi ho cercato una ricetta per una torta al cioccolato che ho riadattato a modo mio. Ho battuto nel robot tre uova intere con circa 200 grammi di zucchero, ho aggiunto 300 grammi di farina e una bustina di lievito, un po' di burro, un po' di margarina Vallè, un mezzo bicchiere di latte, un po' di Bombardino per aromatizzare e arricchire e ho battuto ancora per qualche minuto. Ho unto e infarinato uno stampo da ciambella e acceso il forno a 175 gradi. Poi ho versato un po' dell'impasto chiaro nel fondo della teglia, ho aggiunto nel boccale il Nesquik,  ho mescolato e ho versato ancora nella teglia, ho aggiunto cacao amaro Perugina, mescolato e versato ancora, infine ho aggiunto gocce di cioccolato bianco Perugina, ho mescolato e ho svuotato l'impasto cremoso nel contenitore che ho messo a cuocere per 50 minuti. Vedremo... Dovrebbe venirne fuori un dolce che affettato sarà multicolor. Così! 



giovedì 26 novembre 2020

EI FU


Maradona si è spento, è morto il campione assoluto del calcio, un uomo e un atleta genio e sregolatezza. Se n'è andato a sessant'anni, ancora "giovane", ma ormai svuotato di ogni significato esistenziale, oserei dire, annullato dalle malattie e dalle dipendenze, dalle abitudini di vita eslege, completato il suo naturale ciclo vitale. Forse è stato tanto virtuoso nel calcio quanto viziato nella vita di tutti i giorni. Donne, spese folli, cocaina, alcol hanno fatto da contrappasso terreno ai virtuosismi esibiti in campo da gioco. 
Non ho mai seguito granché il calcio in genere e Maradona in particolare, ma ne ho sentito parlare sempre in maniera entusiastica da mio marito, sincero tifoso del Napoli, e dai miei figli, ne ho letto e ieri sera ho seguito vari servizi in tv e il film documentario di Kusturica, davvero interessante, che lo restituisce al pubblico per quello che era, un artista del calcio, un ragazzino povero e sfortunato, nato in una famiglia numerosa, che riesce a tenere il pallone incollato al piede e a fare meraviglie per la gioia propria e dei tifosi. 
Diego Armando iniziò a giocare nella squadra di calcio del padre ma fu notato per la sua eccezionale bravura e presto passò alle squadre Juniores degli Argentinos e del Boca. Poi solcò l'Oceano e approdò al Barcellona e finalmente al Napoli, ove coniugò le qualità del fuori classe col tifo, il calore e l'affetto della città che condivideva col campione una natura singolare e prodiga e che gli dedicherà lo Stadio. E divenne leggenda, acclamato, osannato, strapagato, discusso. Nel corso della carriera si è prestato a polemiche, ad amicizie discutibili, a licenze non comuni per un atleta, ma in fondo el pibe de oro non aveva nulla di comune. La consacrazione assoluta l'ebbe nel Mondiale Messicano del 1986 con i due gol segnati  contro l'invisa Gran Bretagna, quello di mano chiamato "la mano de Dios" e "il gol del secolo". Quella partita, di per sè calcisticamente memorabile,  si tinse dei colori della rivalsa  politica contro gli inglesi della Thatcher che avevano prevalso sugli argentini che nel 1982 avevano tentato di riprendersi le Isole Malvine. Maradona vi fece espresso riferimento e non esitò a dire, qualche tempo dopo, che "Carlo, sì, quello d'Inghilterra" avrebbe voluto conoscerlo ma lui aveva detto di no: non avrebbe potuto stringere una mano insanguinata, sporca del sangue dei suoi connazionali. 
Tutt'altro provava per Fidel e per il mito del connazionale Che Guevara, i rivoluzionari che si erano opposti con forza al capitalismo e alle mire espansionistiche degli Stati Uniti verso l'America Latina. Ma  se Maradona giudicava in maniera negativa il capitalismo, in qualche modo ne era asservito con cachet milionari, spese folli, evasione fiscale. Eppure un fuori classe  va giudicato con altro metro, anzi  visto con altro occhio, quello che guarda solo la grandezza assoluta del campione che è stato giudicato il più grande del mondo (insieme a Pelè?). Perchè anche la sua vita privata, con cinque figli da quattro donne diverse e fugaci relazioni, suggerirebbe   altro apprezzamento. Cadute, risalite, infortuni, malattie, interventi, droga, al campione è mancata la retta via, la disciplina, la costanza. Forse nessuno gliel'ha mai insegnata e lui non ha saputo autoimporsela, ubriaco del suo stesso valore di calciatore, consapevole di non aver bisogno come gli altri di allenarsi e fare sacrifici per stupire il suo pubblico e se stesso, quel ragazzino commovente che intervistato in un campetto polveroso del villaggio in cui viveva in una sorta di capanno con una famiglia di dieci persone, un 10 fatale, disse di avere un sogno: giocare i Mondiali e vincerli. 
Non a tutti accade di poter esprimere e realizzare sogni così, anzi, forse a nessun altro dopo di lui, il Napoleone del Calcio Mondiale. 




Ei fu. Siccome immobile. 

Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita5
La terra al nunzio sta,

Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Nè sa quando una simile
Orma di piè mortale10
La sua cruenta polvere
A calpestar verrà.

[Lui folgorante in solio

Vide il mio genio e tacque;
Quando, con vece assidua,15
Cadde, risorse e giacque,
Di mille voci al sonito
Mista la sua non ha:

Vergin di servo encomio
E di codardo oltraggio,20
Sorge or commosso al subito
Sparir di tanto raggio:
E scioglie all’urna un cantico...


mercoledì 25 novembre 2020

Giorni

 In questi giorni, compatibilmente con gli impegni di lavoro e famiglia, scrivo, scrivo febbrilmente e spero di portare a termine il mio progetto in tempi brevi. Oltre a scrivere, ascolto audio YouTube per lezioni varie e meditazioni di mildfulness, leggo, cerco di muovermi a piedi e cucino. Da quando hanno chiuso le palestre ho sospeso con lo yoga e la ginnastica e questo mi dispiace molto. Da un po' anche la mia terapista si è messa in pausa, quindi per il mio benessere personale non mi resta che qualche massaggio. 

I computer, sia in tribunale che il portatile a casa, fanno continuamente i capricci, rallentando e mie operazioni. 

Tornata a casa stasera ho appreso che fosse morto Maradona. Mi spiace molto, era giovane e ha consumato la sua vita abusandone. Non sono un'appassionata di calcio ma pare fosse il più grande di tutti i tempi e mi inchino a questa straordinarietà. Ho visto uno speciale su Raidue e adesso sto vedendo un filmato su La7. Un personaggio, una persona con opinioni politiche ben precise, un fuoriclasse in tutti i sensi. Notevoli i tributi a Napoli nonostante il lockdown e la zona rossa, ma mi sembrano eccessivi gli atteggiamenti che sfiorano l'adorazione. Riposi in pace. 



 


 

martedì 24 novembre 2020

SABATO SERA


Normalmente Claudio il sabato sera ci porta fuori a cena, ma non potendo uscire, si adopera in casa preparando in prima persona bontà a base di carne. La settimana scorsa tartare e panini con mega hamburger, sabato scorso filet au poivre flambè, olè!!!







E' stato divertentissimo vederlo impegnarsi nella preparazione, dalla A alla Z. E' andato ad acquistare la carne adatta, cinque spesse fatte, ha allacciato, infarinato e cotto nel burro a richiesta dei ragazzi sfidando il suo colesterolo, poi ha cosparso di pepe fresco in grani pestato col fondo di un bicchiere. Infine si è dato alle fiamme aggiungendo brandy a volontà. 

Buonissimo piatto. 

Non capivo più se ero dinanzi a Claudio o Nerone, comunqua la cena è stata ... imperiale!

SI VA


La vita continua in questa sorta di limbo, di lockdown attenuato. Preoccupanti le notizie di crescita dei contagi, conseguenziale la scelta del Governo di dare un ulteriore giro di vite, numerose le polemiche, secondo me spesso sciocche, faziose e inutili. Però pare che adesso vada meglio. Non appena l'Italia è stata divisa in zone gialle, arancio e rosse e i contatti nelle zone più colpite sono stati limitati, la curva ha preso a scendere. Inoltre sembra che si sia davvero vicini alla diffusione del vaccino. Diverse le case farmaceutiche prossime a mettere in commercio il rimedio, prima del previsto date le pressioni. Forse ce l'abbiamo fatta. 

In tutti questi giorni sono andata avanti normalmente sperando che nessuno di noi si ammalasse, ma il virus è arrivato davvero molto vicino: il personal trainer di mio marito, il papà della ragazza di Pietro, le mogli dei nostri elettricista e idraulico, insomma persone con le quali siamo state a contatto.

Ho occupato il mio tempo lavorando, facendo commissioni, stando in casa a scrivere a un nuovo progetto e a cucinare. 

Ale mi ha sfidato di nuovo sul terreno orientale chiedendomi i ramen allora sabato ho cercato di accontentarlo. Non ho fatto a mano anche i noodles, sarebbe stato troppo lungo, ma ho fatto tutto il resto, ovvero un brodo rinforzato con pezzi di maiale con ossa oltre che vitello e pollo; ho aggiunto verdurine e zenzero e alla fine ho colato e sgrassato più volte. Ho cotto nel brodo del tagliolini ottimi di Campofiloni che hanno tenuto magnificamente la cottura e ho completato con soia, uova sode e porro fresco. 






Ma la sera ho ceduto i fornelli a Claudio che si è improvvisato un Nerone coi fiocchi!

mercoledì 18 novembre 2020

Oggi sushi
















Tutto è pronto 








Riso cotto a raffreddare nel legno



Gli attrezzi del mestiere

I miei ragazzi adorano la cucina giapponese e quindi il sushi. Spesso quando usciamo e ne abbiamo la possibilità lo mangiamo. 

I questo periodo va  molto di moda il cosiddetto all you can eat, ovvero tutto quello che puoi mangiare, che consiste nel poter chiedere di tutto, senza limiti, pagando un prezzo fisso a patto di non lasciare nulla nel piatto. Spesso si tratta di una fregatura e di cibo di cattiva qualità, ma ci sono anche locali in cui si mangia cibo giapponese di ottoma qualità, ad esempio al GINZA GOLD a Roma in via Barberini, dove anni fa Claudio ed io facemmo una cena coi fiocchi. 

Ad ogni modo, anche incentivata da un'amica ottima cuoca che sperimenta di tutto con successo, ho deciso di provare. 

Così mi sono approvvigionata dell'occorrente su internet: riso per sushi, fogli di alga Nori, tappetini per arrotolare, bacchette e aceto di riso;  poi ho comprato dei filetti filetti freschi di tonno, salmone e spada che ho messo in freezer ad abbattere per 72 ore. 

Quindi, sabato mattina, mi sono messa all'opera. 

E' stata una lunga e laboriosa preparazione. Ho messo il riso a bagno, 


l'ho sciacquato più e più volte finché l'acqua non è risultata limpida, ho tolto tutte e le impurità, poi ho messo in pentola stesso quantitativo di riso (nel mio caso 500 grammi) e di acqua, ho portato ad ebollizione, ho mescolato una sola volta e  fatto sobbollire a fuoco medio per 5 minuti, poi ho passato la fiamma e ho fatto cuocere ancora per 7 minuti. Ho spento, mescolato e  fatto riposare; poi ho rimesso di nuovo sul gas per 30 secondi e fatto raffreddare. Da parte ho preparato il condimento rappresentato da 150 grammi di aceto di riso in cui ho fatto sciogliere 38 grammi di sale e 60 di zucchero,  ho mescolato per bene e ho versato sul riso che intanto si era raffreddato in un contenitore di legno (non avendo l'arnese giapponese ad hoc ho usato una cassetta di vini ben lavata). Il contenitore di legno va fatto prima impregnare di acqua affinché non assorba l'aceto. Ho rimestato per bene finchè il riso divenuto lucido non è stato condito uniformemente. Ho fatto riposare ancora, mentre ho rivestito i tappetini di pellicola di plastica, poi ho posizionato l'alga e vi ho steso il riso compattandolo, ho disposto i vari tipi di farcitura e ho arrotolato.Insieme al pesce ho messo listelli di avocado, semi di sesamo  e semi di chia. Da ogni rotolo ho ricavato quattro pezzetti che ho tagliato con un buon coltello affilato bagnato per evitare che si attaccasse. E così ho preparato tanti California rolls. 

Intanto Claudio ha realizzato i cosidetti NIGIRI che abbiamo completato con listelle di pesce crudo.

In effetti la preparazione è complessa e richiede esperienza e manualità, ma il risultato è stato niente male. Ho guarnito con ciuffetti di formaggio spalmabile assoluto o mescolato al salmone in spuma e ho servito con  salsa di soia e wasaby, molto piccante da dosare con attenzione. 

Mamma non ha gradito!

Ne sono venuti fuori tre piatti variopinti e invitanti che abbiamo terminato fino ...all'ultimo chicco.

 Da rifare!

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...