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domenica 3 settembre 2023

Mare a settembre

 Venerdì sera è arrivato Claudio; io  l'ho atteso con impazienza. Quando è arrivato sono stata felice come una fresca sposa.  Siamo andati a cenare al Mary Rock, la caratteristica palafitta sulla spiaggia dei sassolini dove mi aveva fatto anticipatamente prenotare. Abbiamo mangiato dei piatti molto particolari e gustosi: una tartare di tonno con giardiniera, un polpo arrosto, una seppia ben preparata e della pasta al nero.





 Poi siamo andati all'Acqua pazza dove c'era il resto della nostra allegra compagnia riunita a bere qualcosa ed ascoltare un po' di musica dal vivo.


 La giornata di sabato è volata, nemmeno ricordo come precisamente. La mattina siamo stati in spiaggia, abbiamo mangiato frugalmente a casa, abbiamo riposato un po', siamo tornati in spiaggia e per fortuna si è creata una situazione favorevole grazie alla quale Claudio ha potuto vedere la partita del Napoli a casa dell'amica Lina insieme ad altri tifosi;  dopo la partita, Umberto,  un nostro amico e ottimo cuoco, ci ha preparato una cena eccezionale e cioè uno spaghettone condito con pesto di limone e gamberi rossi crudi e una gustosa impepata di cozze; purtroppo la serata è stata rovinata dalla sconfitta del Napoli.














 Oggi non sono riuscita affatto a scrivere: quando sono in compagnia riesco davvero poco però posso dire che abbiamo trascorso la mattina al mare serenamente,  siamo saliti per un pranzetto a base di insalata di fagiolini, patate lesse e pomodori con sgombro; abbiamo riposato un po' e poi, quando siamo scesi di nuovo giù al mare, è stato impossibile andare in spiaggia per il vento forte. Ci siamo fermati sul lido protetti dai tendoni  insieme agli amici a prendere un caffè e poi un happy hours. Poi  Claudio si è preparato ed è andato via.

Del resto credo volesse andar via da tempo. Io sono andata a cena con Lina a La locanda dove abbiamo preso un hamburger con melanzane, 🍆 pomodorini e pecorino grattato, cioè  una sorta di hamburger alla Norma.

Sono questi io primi giorni di settembre e gli ultimi delle mie vacanze qui a Scauri.

Amo questo posto, è il mio rifugio anche se non sempre le cose vanno come vorrei.

Tra poco rientrerò a casa per lunghi mesi d'inverno ma per adesso non voglio pensare al rientro e a quello che mi aspetta: casa di mamma 💖 vuota e da mettere a posto, in tutti i sensi, l'esame, Bologna, il tribunale, i miei conflitti, Alfonsino e tutto, tutto il resto...

venerdì 1 settembre 2023

Thriller, Detection,JESSICA FLETCHER

 “When was that wall built?


Ariel told me she heard you say it was a load-bearing wall and could not be removed without weakening the structure.


  I was right, this lumber from the era the building was made…”





1 September 2023, 1.00 pm


On Rete 4 they give yet another repeat of an episode Jessica Fletcher, She wrote.








I love Jessica. The perfect woman, the one who always knows what to say, cultured, kind, good, friendly, affectionate, intelligent, neither fat nor thin, perfectly educated, always politically correct.


“Did you explain why you made the lowest offer when you heard Better wanted to renovate this house? No, you don't have to be sure that the wall would stay in place so that no one would find out that you had hidden poor Laura inside after burning then you had to…”.

Intuition, elegance, observation, vivacity, Jessica is the perfect investigator, the one who restores the status quo ante in yellows.


An efficient team of authors and screenwriters set up the fiction, wrote the episodes, outlined the characters, defined the details, built crimes and alibis. It is not easy and the episodes of J.F. they are perfect yellows. Yellow is a beloved genre for readers and viewers, but to work it must respond to very specific rules.


I wrote a novel and several short stories following all the classic rules of mystery literature, rules which I will talk about in a future post.

GIALLO, COME SCRIVERE UN GIALLO, JESSICA FLETCHER

 

“Quando è stato costruito quel muro?

Ariel mi ha riferito di averti sentito dire che era un muro portante e non poteva essere tolto senza indebolire la struttura.

 Avevo ragione, questo legname dell'epoca in cui è stato fabbricata la costruzione…”

1° settembre 2023, ore 13:00

A Rete 4 danno l'ennesima replica di un episodio Jessica  Fletcher, She wrote.



Adoro Jessica. La donna perfetta, quella che sa sempre cosa dire, colta, gentile, buona, amichevole, affettuosa, intelligente, né grassa, né magra, perfettamente educata, sempre politicamente corretta.

“Hai detto spiegato il motivo per cui hai fatto l'offerta più bassa quando hai sentito che Better voleva ristrutturare questa casa? No, non devi essere sicuro che la parete sarebbe rimasta sul posto in modo che nessuno scoprisse che dentro avevi nascosto la povera Laura dopo aver bruciato poi hai dovuto…”.

Intuito, eleganza, osservazione, vivacità, Jessica è l’investigatore perfetto, quello che nei gialli ripristina lo status quo ante.  

Un efficiente team di autori e sceneggiatori ha messo in piedi la fiction, scritto gli episodi, delineato i personaggi, definito gli i particolari, costruito delitti e alibi. Non è cosa semplice e gli episodi di J.F. sono gialli perfetti. Il giallo è un genere amatissimo per lettori e spettatori, ma per funzionare deve rispondere a regole ben precise.

Io ho scritto un romanzo e diversi racconti seguendo tutte le regole classiche della letteratura gialla, regole delle quali parlerò in un prossimo post.

 


 

Essere se stessi, essere felici

 C'è un solo modo per essere felici: essere se stessi, divenire se stessi. Sembra banale e invece non è affatto cosa facile. Sin dal momento della nascita, insieme alle cure, riceviamo molti condizionamenti soprattutto da parte dei genitori, poi degli altri familiari, della società, della scuola, t un meccanismo ben rodato e fortissimo che ci dice chi siamo e cosa dobbiamo essere.

 Nella maggior parte dei casi si tratta di menzogne.

I bambini invece dovrebbero essere solo amati e osservati per comprendere quelli che sono i loro gusti,  le loro inclinazioni naturali, per ricordarle loro  in futuro,  al momento delle scelte più importanti.

Si va avanti con l'istruzione, che a volte è quella giusta, a volte non è adatta e non risponde  alle intime preferenze di ciascuno.  Si procede convinti di diversi uniformare, di dover compiacere aspettative altrui e poi  ancora schiacciati dal bisogno, dalla necessità di lavorare e di guadagnare, di non rompere equilibri secondo idee e convinzioni mutuate dall'esterno. Se tutto ciò collide con la nostra intima natura, non tarderanno a farsi spazio i disagi che potranno  diventare vere e proprie malattie psicologiche e psicosomatiche come ansia, insonnia,  preoccupazioni costanti,  rimugini mentali,  disturbi ossessivo compulsivi, manie,  mutamenti di umore. Sono generati, secondo accreditate teorie psichiatriche e psicoanalitiche, non tanto da mutazioni fisiche patologiche  ma dai condizionamenti dell'esterno, da costrizioni  che creano insoddisfazioni.

Cosa fare allora? 

Aiutarsi con la psicoterapia, con l'aiuto di un esperto, sperando di trovare quello giusto, con attività di osservazione del sé quindi con molta meditazione, con esercizi che ci portano al qui ed ora come il body scanner, con sedute di yoga; con attività all'aria aperta, ipnosi, massaggi e  yoga nidra, tutte attività che fanno avvicinare il vero sé. 









Molto spesso agli inizi non si riesce a fare tutto bene perché si viene facilmente  distratti dalla mente e dai pensieri ma provando e riprovando, con un adeguata respirazione, della quale mi occuperò nei successivi post, si può placare la mente, fare il vuoto e cercare di scorgere nel fondo di se stessi  le immagini giuste, le immagini guida verso serenità e felicità.

1 settembre DIARIO MINIMO

 Risveglio tranquillo su questa finestra di settembre.

Ho fatto la mia colazione leggera con cereali, prugne secche e yogurt magro;  ho fatto qualche telefonata e sono scesa al mare passando dal lido Delizia per prendere il mio solito deca schiumato. 

Ho visto seduto ai tavoli tra gli avventori il mio fedele venditore Amir e un suo amico e in maniera molto spontanea e forse anticonvenzionale,  mi sono seduta con loro e ho  scambiato quattro chiacchiere.  Poi Amir, da grande gentiluomo qual è, si è alzato ed è andato a pagare la mia consumazione. Ci siamo  salutati e io ho raggiunto il mio ombrellone attraverso una spiaggia bellissima e quasi vuota;  il mare è meraviglioso, appena mosso da qualche onda bassa a riva,  il promontorio di Gaeta si vede sullo sfondo alla mia destra, pochi bambini giocano, pochi villeggianti resistono e approfittano di quest'ultimo sole estivo. 



Mi stendo  sul lettino,  mi  spruzzo lo spray solare oramai agli sgoccioli e aggiorno il mio blog, pensosa come sempre. 

 L'emozione più intensa è per mamma che voglio immaginare qui, seduta accanto a me sulla sedia da regista presa per lei, già anziana,  stanca e sfibrata ma viva. 


Non mi capaciterò mai di averla perduta...

giovedì 31 agosto 2023

Ieri

 Ieri per fortuna è tornato il bel tempo. 

Dopo essere stata per una lunga seduta dalla parrucchiera a rifare i colpi di sole



sono rientrata a casa, mi sono preparata un po' di cous cous e sono andata a mare.

 Mi sono trattenuta poco, chiacchierando con Anna Maria, la mia vicina d'ombrellone, perché alle 15.00 avevo un appuntamento per una videochiamata; dopodiché ho cercato di riposare un po' perché la notte in questo periodo soffro di insonnia.

Al risveglio ho partecipato a una riunione Zoom del professore Lazzara per l'annosa questione GOT, poimi sono preparata e sono andata con Valeria e Marianna al Green Padel di Scauri di Filippo Merola per un torneo di burraco. Ho visto tante persone che oramai conosco da un po. Un'allegra compagnia simpatica.

Ho giocato in coppia con Marisa, una nuova partner, ottima,  con la quale mi sono trovata molto bene tanto da vincere tutte le partite dei primi tre turni.  In una pausa




abbiamo senato salsiccia arrosto e focaccia e bevuto un buon livello amabile;  ritornate ai tavoli verdi, abbiamo disputato una partita di danese che purtroppo abbiamo perso sonoramente, tanto da non riuscire a qualificarci nei primi posti. È stata una serata fresca, amichevole, molto divertente e distensiva. Sono rientrata a casa soddisfatta, pronta a mettermi a letto per  fare la mia solita meditazione (ne parlerò) e riposare. 

mercoledì 30 agosto 2023

Il rientro

  Comincio a prepararmi per il rientro dopo il lungo periodo trascorso al mare. 

Questa mattina appuntamento dal parrucchiere dove ho trovato ben dieci persone già in attesa prima di me;  è arrivato il mio turno e in due persone hanno selezionato le mie ciocche per i miei colpi di sole, dopo aver tentato di domarli con pettine a denti larghi. Ne è venuta fuori una vecchia leonessa in disarmo. 

Adesso sono seduta a smanettare con il cellulare, con strisce di stagnola in testa,  ma mi sono concessa una fuga senza vergogna al bar più vicino per prendere un deca schiumato. 

Spero di fare presto e di poter trascorrere anche oggi qualche ora al mare. 

Domani appuntamento dall'estetista per massaggio e manicure e lunedì dal posturologo per una strizzatina ruvida  alle mie ossa stanche. 

Buon giovedì!



lunedì 28 agosto 2023

#DIARIO #SCRIVERE

 

Scrivere è una delle attività umane più importanti e singolari a parer mio e io adoro farlo. Per me spesso è una vera urgenza.

Scrivere e incontrare grandi scrittori

Scrivere ferma nel tempo quello che accade, documenta, dà la possibilità di fare uno sfogo discreto, che non sarà divulgato. È un mezzo per comunicare, dire quello che si pensa, affermare in modo più puntuale il proprio pensiero.

Tanti sono i generi di scrittura. Uno molto importante è quello del diario. Un genere con tanti benefici per chi lo adotta.

Molte sono le persone che tengono un diario, io lo tengo da sempre, da quando mia sorella, mentre frequentavo le scuole elementari, me ne regalò uno della Holly Hobbie, con lucchetto.

E’ un'abitudine sana per il mio benessere mentale ed è una scrittura totalmente libera e spontanea. Scrivendo faccio ordine, provo almeno, nelle mie emozioni spesso violente, confuse.

Scrivere un diario è uno spazio in cui sfogarsi e buttare fuori macigni pesanti, in cui scaricare le proprie emozioni e conservare i propri ricordi, preservarne la memoria.

Alcuni scrivono un diario per lasciarlo ai figli, per quando non ci saranno più, oppure lo tengono come una cassaforte personale e intima.

Scrivere un diario vuol dire guardare le cose con un occhio più profondo, attribuire un significato speciale alle cose, valorizzare l'esistenza, manifestare, esplorare se stessi; avere la possibilità di rileggersi, di rivalutare, di rivangare tutto quello che abbiamo scritto in maniera spontanea.

È una bella abitudine, un riguardo che riserviamo alla nostra vita, è l'occasione di stare in compagnia di noi stessi e prendersi cura del nostro vissuto.

I diari possono essere di vario genere, personale o liberatorio, quelli comunità o memoria, quelli filosofici e i diari di viaggio.

Molte persone famose hanno scritto i diari che li hanno ancor più immortalati.

Ma come fare a redigerne uno che si rispetti? Non ci sono vere regole ma posso dire che una cosa importante è indicare all'inizio della pagina la data, il giorno e a volte anche l'ora; seguire un ordine cronologico, parlare in prima persona singolare, talvolta rivolgendosi proprio al diario, anche se questo mi sembra un manierismo più adatto ai giovanissimi; usare il tempo presente.

I principali sono racconti di viaggi come quello famosissimo di Marco Polo o i diari di sogni, raccomandati da Freud e da Jung, i diari di parole, quelli di lavoro o delle emozioni.

Quale che sia, l’importante è iniziare a scriverlo, un diario che vada avanti di pari passo con la vita…

ULTIME NOTIZIE OMICIDIO A #SIROLO

 

C'è un nuovo fatto di cronaca nera a scuotere gli animi e le coscienze italiane in questi ultimi faticati giorni di ferie: l’assassinio di un giovane di 23 anni ucciso con una fiocina a Sirolo, nelle Marche.


Sembrerebbe che l'omicidio sia avvenuto durante un diverbio tra automobilisti, dunque sicuramente per futili motivi e in mancanza di precedenti per una questione di mancata precedenza.

Un uomo ieri è stato fermato dai carabinieri, un uomo di origine algerina che pare sia fortemente indiziato di aver ucciso con un colpo di fiocina durante una lite banale un giovane albanese, forse in vacanza nel nostro paese.

Il fermato era a torso nudo per la strada che conduce a Falconara marittima, ancora con l'arma del delitto in mano, ovvero un fucile da sub. Il fermato e sarebbe stato condotto in arresto nella caserma dei Carabinieri di Osimo che stanno indagando su quanto accaduto. Il fatto si sarebbe verificato ieri pomeriggio, in mezzo alla gente a via Cilea, nella cittadina balneare. Sembrerebbe che i motivi del gesto siano davvero banali: il litigio sarebbe scaturito perché chi era a bordo dell'auto dove si trovava l'uomo che ha sparato aveva avuto da ridire con il conducente di un’altra vettura che transitava davanti a andatura lenta. Dietro c'era anche una terza auto con a bordo dei ragazzi che hanno preso le difese dello sfortunato  guidatore del primo mezzo.

PINO AL TG

 

Ieri sera ho visto uno speciale del Tg Uno che ha raccontato Pino Daniele con le parole di Cinzia Fiorato in un indovinato programma dal titolo “Pino c’è”, nel quale ha illustrato il grande amore, sempre vivo, dei napoletani e di Napoli verso il grande musicista scomparso.


Il meglio di Speciale TG UNO a lui dedicato è andato in onda in seconda serata su Rai Uno.

Si è parlato del musicista, dei suoi affetti più cari, delle testimonianze d'amore verso questo artista grandissimo entrato nella storia culturale italiana e non solo nella storia della musica del nostro paese. Pino  è stato un genio creativo indiscusso che ha creato una musica eclettica apprezzata dai più grandi del mondo, una musica nella quale ha celebrato Napoli, l'amore, i sentimenti minimi in maniera sempre poetica, fondendo il blues, il popolare, il dialetto, la melodia.

Attualmente l'eredità artistica di Pino è portata avanti dal figlio Alessandro, Presidente di una Fondazione che porta il nome e ne cura il ricordo.

Un po' di calcio #gueNdounzi #lazio #calcio

 

L'interesse del giorno da parte dei tifosi è oggi calamitato su GUEDOUNZI. È stata data infatti la notizia che Lolito e Fabiani hanno chiuso ieri la trattativa relativa al francese, che si aggiunge ai nuovi acquisti di Kamada e Rovella. Ci saranno nuovi volti a occupare il centrocampo laziale per il periodo dopo Milinkovic.


Il calciatore è atteso a Roma, salvo imprevisti, per oggi e da domani effettuerà già le prime visite mediche.

La Lazio è riuscita a conquistarlo dopo il rilancio di sabato scorso. Sembrerebbe essere stato riconosciuto anche un 10% di incasso in più da versare in caso di futura rivendita.

È così i cugini d'oltralpe si sarebbero convinti.

Il giovane fuoriclasse firmerà un contratto di 5 anni a due milioni e mezzo di euro più eventuali bonus.

In realtà Sarri aveva chiesto un centrocampista in più ed è arrivato. Sembrerebbe inoltre che Matteo Guedounzi anzi sia un suo vecchio pallino, in quanto era rimasto impressionato dal suo talento durante la partita Chelsea - Arsenal nel 2019. Il calciatore è alto ben 1,85 m. ed è  molto tecnico. Ha giocato nell'Arsenal e nell'Hertha Berlino prima  che nell’ OM.

Dunque all’opera.

Vedremo i risultati in campo!

sabato 3 giugno 2023

Mamme, salute e ambiente a Venafro

 


Con ammirazione e sincera  riconoscenza, voglio rivolgere un pubblico encomio alle Mamme per la Salute e per l'Ambiente e alla loro organizzazione per lo straordinario impegno civile, per la costanza e l'efficacia delle azioni poste in essere nel promuovere e difendere  la salute e l'ambiente  nel nostro piccolo e segnato territorio.


In un'epoca in cui la salvaguardia della  salute e del pianeta è diventata fondamentale, l'organizzazione mammesaluteambiente.org è stata precorritrice e si  è distinta per la dedizione instancabile nel portare avanti la causa di un mondo migliore e più sano. 

Apartitiche sempre, lontane dalla "politica" ma profondamente politiche nel senso più stretto del termine, attraverso il loro impegno civile, le mamme e le persone coinvolte in questa iniziativa hanno dimostrato una passione autentica per la difesa del territorio nel sensibilizzare la comunità e nel ricercare con coraggio cause e colpevoli dell'inquinamento locale.
Hanno stretto sodalizi con gruppi simili a livello nazionale e richiesto collaborazioni a svariati professionisti, hanno denunciato senza timori e compromessi e cominciano a raccogliere e condividere con la collettività i frutti del loro impegno, dell'onestà intellettuale, della costanza. 

Grazie alla  comunicazione chiara e a iniziative varie,  sono riuscite a farsi conoscere e a coinvolgere buona parte della cittadinanza.
Nonostante le difficoltà e le resistenze, le Mamme non si sono mai arrese, per questo l'Associazione  è un faro di speranza per tutti quelli  che credono in un mondo più sano e sostenibile. 

La loro dedizione e il loro impegno costante sono   un esempio ispiratore per i giovani, perché dimostrano che   l'azione collettiva, la coerenza, l'interesse per il bene comune  possono creare un impatto significativo e duraturo per tutti.

Dunque grazie!

E, passando al pratico, visto che è quasi tempo di denuncia dei redditi, chi può le aiuti  contribuendo alla loro azione devolvendo all'Associazione il 5x1000

mercoledì 31 maggio 2023

Mamma

 

Mamma con Pietro 

Oggi volevo trascorrere una serata con i familiari. Avevo prenotato un tavolo da dieci in pizzeria e invitato mio fratello con la famiglia e mia sorella.  Era per stare un pochettino con mamma e gli altri ma purtroppo non è andata come speravo. Mamma è tanto tanto anziana e a giorni compirà, se Dio vuole, 95 anni. Quest'oggi la badante, una sbirra rumena -che sostituisce la badante titolare- era libera; io passato l'intera giornata con lei, ho pulito la casa, le ho preparato da mangiare e l'ho lavata, ma  mi sono resa conto di quanto sia deperita, di quanto stia male. Al momento di andare non siamo riusciti a farle scendere le scale.

 Alla fine la serata, che doveva essere in suo onore, è stata senza di lei;  abbiamo festeggiato mamma in sua  contumacia. Mi sento tanto sola a fronteggiare questa situazione: incomprensione da parte di chi mi sta attorno, indifferenza di  alcuni che anziché dire una buona parola si spazientiscono. 

Ma la vita va avanti: forza e coraggio!

mercoledì 24 maggio 2023

Nihil alienum


Oggi, sfogliando una rivista delle
Ferrovie dello Stato, LA FRECCIA, sottotitolo "per chi ama viaggiare" (alzi la mano chi non ama, facciamo prima il calcolo), mi è capitata sotto gli occhi una frase che non sentivo più, forse, dai tempi del liceo: "
òmo sum umàni nìil a mè ali̯ènum puto", ovvero «sono uomo, niente di ciò ch’è umano ritengo estraneo a me».

Queste parole son fatte pronunciare da Cremete nell’Heautontimorumenos da TERENZIO, commediografo romano, forse di origini berbere, del II secolo avanti Cristo, a giustificazione della sua curiosità, parole divenute proverbiali per alludere alla fondamentale debolezza della natura umana, alla difficoltà di evitare l’errore o la colpa; vengono citate anche per significare di essere aperto a ogni esperienza umana, di non rifuggire da nessuna esperienza (fonte Treccani).

Una frase che mi ha colpito molto e mi ha fatto riflettere sull'idea che nelle persone possono coesistere qualità contrastanti e opposte, come il genio e la sregolatezza, il bene e il male; l'aspetto angelico e quello demoniaco possono risiedere nello stesso individuo.

Questa prospettiva riconosce e accetta la complessità della natura umana e la capacità delle persone di manifestare una vasta gamma di comportamenti, emozioni e caratteristiche.

L'asserzione che proviene dal drammaturgo romano sostiene l'idea che nulla di ciò che è umano dovrebbe essere estraneo agli altri esseri umani. Nessuno stupore, dunque, nessuna meraviglia.

Questa visione indica una connessione universale tra le esperienze, suggerendo che le qualità e naturalmente i difetti che possono essere trovati in un individuo possono essere riconosciuti anche in altri.

In definitiva, sottolinea la dualità umana e l'idea che ognuno di noi possiede una combinazione unica di caratteristiche contrastanti.

Questa visione comprensiva e sfaccettata della natura umana ci ricorda che tutti siamo soggetti a influenze e motivazioni diverse, che possono portare a comportamenti e scelte positive o negative.

Mi rimanda in certo qual modo al pensiero di Jung, al concetto di lato ombra e di integrazione, l'unico modo per vivere serenamente.

Dunque, non scandalizziamoci mai, non critichiamo, osserviamo, accettiamo, comprendiamo, innanzitutto noi stessi. Verrà da sè, credo, migliorare i rapporti con gli altri.

giovedì 27 aprile 2023

EVENTI A VENAFRO


VENUS E CULTURA
 

Sabato 29 aprile 2023, alle ore 18,00, nella prestigiosa cornice della Palazzina Liberty, in Largo Giampietri, l'Associazione culturale venafrana Venus Verticordia e la Cooperativa Sociale Il Geco ospiteranno lo scrittore Carlo Antonio Secondino che presenterà al pubblico di Venafro, sempre estremamente sensibile a certi eventi culturali, la sua straordinaria esperienza raccolta nelle pagine del libro PICCOLI SENTIERI D’AFRICA, in cui narra di un suo viaggio nel continente nero ovvero di un viaggio al centro del mondo che diviene la formula per poter comprendere il mondo tutto.

In un momento tanto delicato e ricco di sfaccettature o di maschere dietro le quali si nascondono i volti oscuri di coloro che riprendono a sostenere l'idea della razza o della sostituzione etnica, le parole di Secondino divengono strumento prezioso per sventare attacchi alla libertà e alla ricchezza insita nella diversità. 

Sostiene lo scrittore: "Per avere un quadro un po’ più chiaro delle cause concomitanti che stanno trasformando l’idea del mondo quale ‘villaggio globale’ in un puro mito, vuoto di contenuti, è forse utile considerare, di questo epocale flusso migratorio, un aspetto che molti europei ignorano o, peggio, vogliono ignorare.

La maggior parte dei migranti che tentano di raggiungere le nostre coste sono, rispetto alla condizione culturale media della nazione di provenienza, tra le persone più colte o, quanto meno, le più acculturate. [...] Ma i buoni sentimenti non bastano se non sono sorretti dall’idea della universalità dei diritti umani; dalla convinzione che è universale, vale a dire sacrosanto per ogni abitante della Terra, il diritto di aspirare a una vita più dignitosa; e il diritto, anche, di lottare con tutti i mezzi possibili, purché pacifici, per realizzarla."

Sabato si avrà anche modo di ascoltare anche la testimonianza di un giovane immigrato, Ebrima Jallow che dialogherà con Sara Ferri, operatrice culturale e sociale nonché membro attivo di Venus.

A contempo il pomeriggio offrirà la possibilità di apprezzare la straordinaria voce del cantante Happy Eborka, artista nigeriano, oggi mediatore interculturale in Molise e membro dell’Isernia Gospel Choir.

L'evento sarà condotto dalle amiche di Venus Marilena Ferrante e Paola Caramadre.

Le letture di alcuni brani saranno affidate alla cara Vera Cavallaro, psicologa e attrice, siciliana d’origine e cassinate d’adozione, che condurrà con la sua vibrante e appassionata interpretazione attraverso le magie dell'Africa introducendoci in un viaggio indimenticabile che profuma di integrazione.

Questo evento segna solo l’inizio della stagione estiva e dei molti eventi organizzandi da Venus Verticordia, un’associazione culturale fondata da Francesco Giampietri, che dopo un periodo di pausa dovuta alla prematura perdita del fondatore e alle restrizioni dovute al Covid ha ripreso con grande slancio le attività.

                                                       

venerdì 31 marzo 2023

Giocare ancora 

Rincorrersi 

per non morire 

Cercarsi a nascondino 

Fuggire 


Tana me l'hai fatta tu 

Gioco da sola



Fiuggi, 31 3 2023


È vuota 

la mia stanza 

dove aspetto 

un segno 

dalla statua di sale 

È invadente 

il vociare 

dei pensieri 

È solitudine 

la pausa 

in riflessione 

È surreale 

la Spa 

senza 

È inutile 

l'infradito 

rimasto solo 

sul bordo

È stilicidio 

la musica 

di relax 

mero concetto 

Perfino l'acqua 

non è più acqua

non è più niente 


Fiuggi, 31-3-2023

Ti voglio

un bene che fa male

Sei un organo

più mio dei miei,

tenuto dentro 

Il vero cuore conficcato 

nel mio 


La mancanza divampa

e occupa la mia presenza 

che è nulla, nulla 

di fronte a questo altare

dove ho sposato

e indugiato

e pregato 

e acceso ceri

e ringraziato

e gioito 

e fatto funerali


Il volo da tutto

a niente 

è un tonfo

nel vuoto

dinanzi a un simulacro 

di sfinge

La solitudine dell'essere 

pare la negazione 

della stessa vita 

che continua e continua 

e continua, 

purtroppo

senza te


Fiuggi, 30 marzo 2023

 La forza sovversiva

delle parole 

autentiche

sfonda 

le trincee maleodoranti

dell'inconsapevole difesa 


Fonda

nuovi ordini

partecipati

o subiti


Fiuggi, 30 marzo 2023






Ti scolpisco

con le parole

Ti tratteggio

piano, con bulino

invadente

Incido 

la linea

della scorza

modellata 

dall'interno trauma

Scalpello 

quel marmo 

impuro,

inquinato 

da rifiuti

e abbandoni,

consolidato 

in arrocco


Ti dipingerò

con le parole

tutte le sfumature

e i chiaroscuri,

la profondità

della prospettiva, 

l'orecchio sfuggente,

la chiusura 

Fosche tinte 

di negazione

e delusione 

dell'indifeso

Vergherò

reazioni cromatiche 

forti

Guazzabuglio 

di cazzotti viola

e corolle bianche

di luce


Ti colorerò

gambo di spine

e petalo di velluto 

e lascerò 

la rosa

sulla sua pianta

Non colta 


Fiuggi, 31 marzo 2023






martedì 7 marzo 2023

La consegna del silenzio


Capita a volte di avere stretti rapporti con qualcuno che ci impone il silenzio, per vari motivi. Qualcuno che non vuol parlare perché lo ritiene inutile o ripetitivo o per punirci o per isolarci o non ascoltare le nostre ragioni. Ad ogni modo è una violenza, è la gestione non condivisa di un rapporto a due, è un atteggiamento definito in psicologia come passivo aggressivo. Credo sia proprio dei prepotenti, degli aggressivi attivi in remissione, degli insicuri.

Il silenzio imposto è la riprova di quanto sia difficile e complesso comunicare, ovvero rendere comune, il proprio intimo, le proprie esigenze, la propria natura, in ultimo i propri pensieri.

Comunicare non è facile, è un' arte complessa, è alchimia di pause e parole, è privilegio che sicuramente non m'appartiene, perché la mia piuttosto è chiacchiera chioccia. Ma il silenzio è solo chiusura, è una saracinesca abbassata, è serrata di chi non sa, non può accogliere. 

lunedì 6 marzo 2023

Chi ti crea problemi ti aiuta a crescere

 Se non avessi studiato diritto forse avrei studiato psicologia. 

Mi affascinano i meccanismi della mente umana e mi piace leggere di Freud e Jung, ascoltare Morelli e Recalcati, ricercare la ragione di certi comportamenti. 

Nell'ultimo periodo ho riflettuto sugli amori controversi e sofferti, sempre al centro delle conversazioni delle donne. 

Quando sono con le amiche non facciamo che parlare dei comportamenti degli uomini e di come a volte facciano soffrire; diveniamo ripetitive e sterili, sciocche e lagnose. 

Un giorno mi sono imbattuta in una frase bellissima e in un articolato pezzo che propone una spiegazione alle pene d'amore, una spiegazione che mi ha convinta. 2019

"CHI CI CREA PROBLEMI E’ IL NOSTRO PIU’ GRANDE ALLEATO

La fonte della nostra infelicità è spesso da cercare dentro di noi e più precisamente nelle nostre resistenze interiori. Più necessitiamo di portare un cambiamento nella nostra vita perché la realtà che ci siamo costruito intorno ci sta stretta, e più un perverso meccanismo ci impedisce di muoverci e portare a termine quell’azione necessaria a portarci fuori dalla nostra prigione dorata fatta di routine, noia, insoddisfazione e frustrazione. Per fortuna, una parte di noi si attiva con intelligenza per fare appello a un aiuto esterno, aiuto che spesso non riconosciamo come tale se cerchiamo di identificarlo in una persona precisa invece che come un processo, un “qualcosa” che succede mentre interagiamo con l’altro. Inserendo nella nostra realtà questo “altro” scelto con “incosciente consapevolezza”, ci diamo una possibilità di rompere gli argini e attuare quel cambiamento di cui abbiamo così tanto bisogno, andando finalmente oltre quelle resistenze disfunzionali. Sarà indolore? Dipenderà da noi e dalle nostre scelte: resisteremo con forza, ancora e ancora, oppure apriremo gli occhi e accoglieremo il cambiamento? Quando i problemi ci aiutano a rimetterci in movimento

Il rischio che corriamo quando una parte di noi teme il cambiamento, è quello di congelarci sulle nostre posizioni, di cristallizzarci a tal punto da impedirci di cambiare, di seguire il flusso della nostra vita, se non con l’intervento di qualcosa (o qualcuno) che ci scuota come un terremoto, con l’effetto di rimescolare tutte le carte in tavola.

È la crisi benefica, quella che ci permette di uscire da uno stato in cui tutto sommato non ci possiamo lamentare ma che non ci rende felici perché quella realtà che abbiamo costruito non ci corrisponde nemmeno un po’, e viviamo da comparsa in quella messa in scena che finirà soltanto alla nostra morte.

L’agente della nostra crisi, facendoci crollare tutto addosso, ci obbliga a muoverci, o almeno così richiederebbe il nostro istinto di sopravvivenza, ma spesso facciamo resistenza credendo in bugie che ci raccontiamo per evitare di cambiare, perché questo significherebbe accettare di aver fatto in passato quella serie di scelte che ci avevano allontanato da noi stessi.

“Siamo irresistibilmente attratti da chi ci creerà i problemi che ci servono per la nostra evoluzione personale.”
Alejandro Jodorowsky

Facciamo resistenza perché ci siamo affezionati all’immagine della realtà, perdendo di vista la vita vera. Ecco perché occorre rompere l’immagine, riuscire a mandarla in frantumi e accettare di guardare al di là dello specchio. Ovviamente, se già facciamo resistenza all’aprire gli occhi sulla realtà virtuale nella quale ci siamo invischiati, figuriamoci riuscire a rompere lo specchio; che fare allora? Andare in cerca di un aiuto, una persona che riuscirà a bypassare i sistemi d’allarme delle nostre resistenze e che ci darà quello scrollone di cui abbiamo bisogno per tornare in movimento. Siamo noi a scegliere gli agenti della crisi nella nostra vita. Per evitare di raggiungere il punto di cristallizzazione perenne che ci impedirebbe di effettuare qualsiasi cambiamento utile alla nostra evoluzione (e fioritura personale), la nostra intelligenza ci spinge all’ incontro con gli agenti della crisi, gli attori del periodo della nostra vita che vivremo come una sfida; vestendo i panni degli antagonisti, essi creano gli ostacoli necessari per aiutarci a uscire da quella pericolosa routine che finirebbe per fagocitare ogni desiderio di rinnovamento utile alla vita stessa, ogni tentativo di esplorazione di nuovi orizzonti, ogni impulso creativo.

Questi agenti della crisi ci aiutano in una maniera semplice ed efficace, rispondendo all’assurda, ma fin troppo umana, inclinazione a dare valore a ciò che si perde: usando il principio di scarsità per fare leva sui nostri reali desideri, i nostri antagonisti ci spingono a capire cosa conta davvero per noi e a uscire dalla nostra bolla di vetro per difendere ciò che ci è caro.

È spingendoci fuori dalla nostra zona grigia, fatta di abitudini e sentimenti vissuti a metà, che ci aiutano a capire cosa conta davvero per noi, a cosa non siamo disposti a rinunciare perché è troppo importante per noi e cosa dobbiamo lasciarci alle spalle. Scegliendo i nostri agenti della crisi, ci obblighiamo senza rendercene conto a prendere posizione, ad agire nella nostra vita invece che subirla.

Se prima vivevamo da semplice comparsa quasi sempre dietro le quinte, in un ultimo tentativo di riprendere le redini in mano ci cerchiamo un antagonista per aiutarci a diventare protagonista della nostra realtà. Cerchiamo l’azione esterna che causerà la nostra re-azione. È questo movimento da attore passivo ad attivo che forse cerchiamo quando attiriamo nella nostra vita quelle determinate persone che ci causano problemi su problemi.

Una parte di noi sa che non faranno parte del nostro cammino per sempre e che la loro presenza riveste un significato particolare per noi; il guaio è quando tentiamo di includere questi agenti della crisi dentro la nostra zona grigia, provando a farli entrare nella nostra routine e rifiutando di vedere che loro sono qui, a tempo determinato, per aiutarci ad uscire dal circolo perverso che “ci fa male ma non troppo”. E no, non sono loro a dover entrare in maniera permanente nella nostra piccola bolla evitandoci così di uscire allo scoperto!

Loro sono la goccia che serve a far traboccare il vaso, sono il colpo di vento che fa crollare il castello di carte, sono l’antagonista che distrugge l’immagine della realtà alla quale ci eravamo affezionati e che rifiutavamo di lasciar andare.

 

Riducono in piccoli frammenti lo specchio per spingerci a guardare il mondo e non più il suo riflesso. È vero, a volta fa molto male, ma quel dolore è causato dalle nostre resistenze perché trattenere ciò che deve sparire e non fa parte di noi fa male, fa molto più male che accettare di lasciar andare; e la crisi serve a questo: è un ponte tra uno stato e l’altro, è il momento intermedio tra uno stato giunto alla sua completezza e un nuovo inizio.

Agli agenti della crisi spetta il compito di tracciare una linea netta tra passato e presente; a noi spetta quello di andare avanti e di non di rimanere incastrati nel nostro limbo interiore."

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali

 


SEPARAZIONE E DIVORZIO

Sono sicuramente una persona "all'antica" ma interpreto in maniera molto critica i risvolti sociali di alcuni punti della cosiddetta riforma Cartabia della Giustizia, introdotta con Decreto Legislativo n. 149 del 10 ottobre 2022. 

Un tempo il divorzio non era conteplato nel nostro ordinamento, quello di cui al codice civile del 1942, codice antiquato e di morale fascista per alcuni, considerato il momento di compilazione e pubblicazione (16 marzo 1942). 

Successivamente, è noto, dopo molte battaglie, venne introdotto anche in Italia, cattolica e apostolica, distante anni luce da quanto accadeva già da tempo in altri Paesi d'Europa, il divorzio con la legge n. 898 del 1 dicembre 1970. 

Le polemiche e i mal di pancia non terminarono e nel 1974 venno indetto il referendum abrogativo che ebbe l'esito che conosciamo. 

Con buona pace di tutti, le separazioni e i divorzi sono aumentati nel tempo in maniera quasi esponenziale e la normativa è stata rivista per adeguare l'ordinamento al costume. 
Prima il tempo della separazione prescritto per poter ottenere il divorzio era di 5 anni, in seguito di tre; di poi la riforma del 2015 ha ridotto il termine a un anno nel caso di separazione giudiziale e sei mesi nel caso di separazione consensuale.

Con la nuova riforma si è andati ancora più avanti. 

Dalla relazione illustrativa del Ministero della Giustizia pagg. 75 e ss. si legge: "...A seguito dell'entrata in vigore della l. 6 maggio 2015, n. 55, che ha previsto la riduzione dei termini per proporre domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio dalla data della comparizione dei coniugi nell'udienza presidenziale del procedimento di separazione, è emersa con sempre maggiore urgenza la necessità di dettare disposizioni che possano prevedere un coordinamento tra i due procedimenti, nonché ove opportuna la loro contemporanea trattazione..." e ancora  "...La possibilità, sia per il ricorrente sia per il convenuto, di proporre contemporaneamente domanda di separazione e di divorzio nel medesimo giudizio, garantirà economie processuali, considerata la perfetta sovrapponibilità di molte delle domande consequenziali che vengono proposte nei due giudizi...". "... Negli atti introduttivi del procedimento di separazione personale le parti possono proporre anche domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e le domande a questa connesse. Le domande così proposte sono procedibili decorso il termine a tal fine previsto dalla legge, e previo passaggio in giudicato della sentenza che pronuncia la separazione personale").

La ragione di tale accelerazione verso lo scioglimento del vincolo matrimoniale dunque sarebbe l'economia processuale, il dover far presto, il non occupare i tribunali con cose che appaiono quasi futili e pretestuose. 
Ebbene, questa società e questo nostro ordinamento cambiano molto, troppo velocemente per me. Io non riesco a stare dietro a questa evoluzione che fa anche del matrimonio e della famiglia un bene di facile ed effimero consumo. 
Non sono un'illusa sull'amore eterno e sono convinta che il matrimonio abbia funzioni più sociali, economiche ed egoistiche che amorose e sentimentali. 
Proprio per questo l'istituto si è giustamente evoluto. 
Prima occorreva soprattutto per procreare con certezza di patermità e per dare sostentamento alla donna e accudimento all'uomo; poi si è modificato verso la parità dei ruoli, invero mai raggiunta, almeno dalle mie parti. Ma adesso mi sembra che davvero si esageri. Tutto free, tutto smart, tutto troppo veloce. 
Ci si piace, si sta insieme, si fanno magari dei figli, non si va d'accordo, si decide di lasciarsi. Neanche un po' di tempo per riflettere, per cambiare idea, per far passare la luna storta. Macchè, in uno separazione e divorzio e via verso nuove avventure. 

Mi spiace perchè la famiglia è un grande valore umano e sociale che andrebbe meglio tutelato assieme ai figli. 
 


Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...